Continua la bufera sull'atletica russa, in cinque ammettono l'utilizzo di sostanze dopanti

"Ammissioni volontarie", così la federazione annuncia la positività di cinque atleti, nomi pesanti sul tavolo.

Continua la bufera sull'atletica russa, in cinque ammettono l'utilizzo di sostanze dopanti
Continua la bufera sull'atletica russa, in cinque ammettono l'utilizzo di sostanze dopanti - Source: Christian Petersen/Getty Images Europe

L'atletica russa resta nella bufera. Mentre la Iaaf concede il benestare a sette atleti in vista della prossima rassegna iridata, in programma a Londra, in patria la federazione annuncia nuove positività, "ammissioni volontarie", come riporta la Gds. Confessioni che aprono nuovi scenari, per la prima volta giunge una dichiarazione aperta da parte degli atleti sull'utilizzo di sostanze proibite. Turinabol, questo lo steroide sotto la lente d'ingrandimento, il periodo d'analisi è il medesimo, tra le olimpiadi di Londra del 2012 e il mondiale di Mosca del 2013. I nomi sul piatto sono pesanti, la notizia quindi fa ancor più clamore. 

In primis, Antonina Krivoshapka, straordinaria quattrocentista. A Londra, per lei, sesto posto nella gara individuale, poi l'argento con la staffetta 4x400. Nel 2012, anche la sua migliore performance di sempre, 49"16 sul giro di pista, tempo fenomenale. La Krivoshapka, già sospesa, deve ora restituire, oltre al metallo pregiato di staffetta, probabilmente anche il bronzo individuale dell'anno successivo, nel mondiale di casa, oltre all'oro della 4x400. 

L'argento a Londra della 4x400 russa

Con lei, la pesista Kolodko. Nella stagione olimpica, un acuto a cinque cerchi, 20.48, misura valida per il podio londinese. Per la Kolodko, argento anche all'Europeo indoor di Göteborg del 2013 (19.04). Medaglie che sfumano, amare verità in superficie. 

A loro, come riporta sempre la Gazzetta dello Sport, si aggiungono Dmitry Starodubtsev - salto con l'asta - Vera Ganeyeva - lancio del disco -  Anna Bulgakov - lancio del martello. 

L'impressione è che si tratti solo di un capitolo, un doloroso quanto necessario punto di transizione.