Tour de France: Nibali, il pavè e il ciclismo epico

Una spallata d'azzurro, un arcobaleno di colori, irradiato dal giallo della maglia. Vincenzo Nibali spaventa il Tour e compie, sul pavè, un'impresa d'altri tempi.

Dall'inferno si esce con cuore, coraggio e testa. L'inferno si vince col carattere. Vincenzo Nibali è una maschera di fango nella giornata in cui il Tour ritrova scenari del passato, strade rese impossibili dal fango, pietre che distruggono muscoli e volto. Una battaglia, appunto. E l'unico vincitore è Vincenzo Nibali. Affondano gli altri, intimoriti. Se hai paura il pavè può essere il tuo peggior nemico. Devi aggredirlo, ma con rispetto. Nibali lo fa e a ogni tratto si mette davanti, con gli specialisti del Nord, a dettare il ritmo, attento a ogni variabile. Vede scivolare tanti compagni e avversari, senza scomporsi. Sa che il Tour si può vincere anche ad Arenberg. 

Manda in fuoriuscita Westra, si tiene accanto Fuglsang. Tutto è perfetto. Lui è il punto ultimo di una squadra, l'Astana, creata ad arte per la corsa in giallo. Froome è al tappeto da qualche chilometro quando iniziano le difficoltà. La seconda caduta sul polso dolorante costa la corsa al capitano del Team Sky. Contador, attento nel primo tratto, si riscopre troppo coperto quando il gruppo si spacca. Inizia la disperata rincorsa di Alberto e Alejandro. La Spagna delle due ruote si ritrova povera. Bennati guida Contador, con Rogers, ma non basta. Davanti è un altro ritmo. 

Nibali, uomo da tre settimane, è con Cancellara, Sagan, Martin, gente da Roubaix per intenderci. Il vantaggio si dilata. Qualcuno, come Porte, prova a replicare nel finale. Poco importa, Nibali aspetta solo Contador. Spinge fin oltre il traguardo Vincenzo. In un attimo di incoscienza tenta addirittura di riprendere Boom e vincere la tappa. Desiste, giustamente. Sul pavè si poteva forse non chiuderlo il Tour, ma segnarlo sì. 

Contador blocca il cronometro a 2'35 da Nibali. Stremato, con un problema meccanico che gli costa ulteriori 30", quelli che lo separano dal gruppetto Talansky. "Occhio a Contador" ha detto Vincenzo. Sfida a due, anche se nel mezzo ora ci sono tanti possibili protagonisti. Nessuno però da Tour, almeno oggi. "Quello che ci resta davanti è tutto il Tour" il guanto di sfida di Alberto. 

Si riparte oggi da Arras. 194 km fino a Reims. Due Gpm di 4° categoria, la Cote de Coucy-le-Chateau-Auffrique e la Cote de Roucy. Tornano alla ribalta le ruote veloci, prima della tre giorni nei Vosgi. Da sabato a lunedì grandi montagne. Si apre con il muro di Gerardmer, si chiude con l'arrivo a La Planche des Belles Filles.

Il percorso della sesta tappa:

 

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