Tour de France, arrivano le Alpi

Primo test alpino per la carovana in giallo. Nibali, in controllo, attende le mosse dei rivali.

Saint-Etienne si è rivelato traguardo più semplice del previsto. Il plotone ha scelto, per necessità più che per propensione, di affrontare la tappa con rispetto e risparmio. L'incombere minaccioso delle Alpi ha consigliato di non strafare, così big e attaccanti si sono ritrovati insieme in una volata generale, con a sorpresa le ruote veloci. A trionfare Kristoff, padrone della sprint davanti a Peter Sagan, seguito da una malasorte che sembra voler impedirgli di alzare le braccia al cielo.

Lo scenario, dopo due tappe per improvvisatori, coraggiosi, cambia radicalmente. Si arriva in quota e l'ascesa finale è classificata Hors Catégorie, il massimo nella scala atta a designare la difficoltà di una scalata. 197,5 km da Saint-Etienne a Chamrousse, con tre difficoltà. La prima, la meno impegnativa, al via. Un colle di terza categoria, il Col de la Croix de Montvieux, 8 km al 4,1%.

Di ben diversa fattura il Col de Palaquit, 14 km al 6,1%, la cui vetta è posta al km 152. Si chiude con la scalata verso Chamrousse. 18,2 km al 7,2% di pendenza media, ma con strappi superiori all'11%.    

Queste le caratteristiche della salita conclusiva:

In classifica generale Vincenzo Nibali deve gestire 2'23" su Richie Porte e 2'47" su Alejandro Valverde. La Francia sogna con Bardet, Pinot e Peraud. Tre transalpini in odore di podio.  

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