Altro caso di doping in casa Astana, e Nibali?

Terza positività in pochi mesi nel team kazako, tocca a Ilya Davidenok. Il vincitore del recente Tour pronto a chiedere spiegazioni alla squadra. Possibile addio?

Terremoto in casa Astana. Dopo Valentin e Maxim Iglinsky, un terzo caso di doping sconvolge il ciclismo kazako. Sotto la lente d'ingrandimento il ventiduenne Ilya Davidenok, cresciuto nel vivaio del Team e dall'inizio di agosto approdato nella squadra principale come stagista. La positività risale al Tour de l'Avenir. Uno steroide anabolizzante, questo quanto riscontrato dagli esami. 

Nei primi due episodi della serie, l'Astana si è sempre difesa dichiarando estraneità ai fatti. Un gesto individuale dei corridori coinvolti, all'oscuro della società. Presumibile che anche in questa occasione la linea resti la medesima, ma la preoccupante continuità di episodi illeciti, di pratiche atte a migliorare la prestazione sportiva, non può non terminare sotto la lente d'ingrandimento dell'Uci. 

Vinokourov, general manager dell'Astana, squalificato per emotrasfusione al Tour 2007, invischiato in rapporti poco chiari con il medico del doping Michele Ferrari, è stato convocato dal nuovo presidente dell'Uci, Cookson, per fornire spiegazioni in merito e un comunicato della federciclo mondiale non lascia spazio a dubbi. Questa la richiesta "la commissione licenze sottoponga a completa revisione il management e le politiche antidoping del team kazako. 

In ballo la licenza World Tour. L'appartenza al gotha delle due ruote dipende da criteri ben precisi. L'etica è requisito fondamentale per ogni Team. 

In una situazione che tende ogni giorno a farsi più complessa da valutare è anche la posizione di Vincenzo Nibali. Le accuse rivolte all'Astana si ripercuotono indirettamente sulla credibilità del recente vincitore del Tour. Inevitabile che Nibali rivolga domande alle alte sfere di casa Astana. Il giallo luminoso di Francia tende a sbiadirsi di fronte ai continui casi di doping. Una chiarezza latente, a livello di doping apppunto, ma anche a livello di programmazione. Vincenzo fatica a digerire la presenza di altre stelle in espansione. La suddivisione delle grandi corse con Fabio Aru è mal vista dall'azzurro. La somma di vedute differenti, sia in ambito di pratiche illecite, che in campo progettuale, porterà all'addio?