Armstrong alla BBC: "Vent'anni fa il doping faceva parte del ciclismo"

L'americano concede un'intervista alla BBC e torna a parlare della sua carriera, dai sette Tour alla squalifica a vita per doping.

Lance Armstrong si concede alla BBC, prima dell'uscita del documentario "The Road Ahead", e con tono pacato, ma non privo di quella arroganza mal celata nel corso degli anni, oscilla tra il presente, fatto di avvocati e cause, e il passato, pieno di trofei di cartone, di vittorie costruire con l'inganno e il potere. "Se tornassi indietro lo rifarei..", non cambia idea Lance, da sempre segue la stessa linea, coerente col suo pensiero. Doparsi, per vincere. Il ciclismo, vent'anni fa, era immerso nel fenomeno doping e nessuno poteva puntare a conquistare le corse di maggior prestigio senza cedere all'imbroglio. Assumere sostanze illecite per partire alla pari, in sostanza questa la tesi di Armstrong.

Dell'uomo affranto che di fronte a Oprah Winfrey racconta il sistema della U.S Postal e le truffe perpetrate ai danni del mondo delle due ruote, resta poco o nulla, perché con il passare degli anni Lance torna ad assumere via via i contorni del passato. Non ha quell'aura di intoccabilità che lo segnava negli anni d'oro, resta magnetico quando prova a difendere il passato, sminuendo le accuse "Non sono stato il più grande imbroglione della storia... c'è stato doping, è stato un brutto momento, ma tutto il resto non è la verità, ma titoli per i giornali".

Semplicemente Armstrong, l'uomo vissuto tre volte. La prima vita in bici, da ottimo corridore, con alcuni acuti, la seconda, dopo il cancro, da uomo immagine, capace di sconfiggere il tumore e diventare intoccabile, amato, riverito, temuto, in sella e nella vita. Infine, la caduta, "The fall", l'ammissione e la radiazione. L'ultimo Armstrong è solo, lontano, dalla gente e dagli amici. Il re è nudo, spogliato. "Siamo vicini a un mio rientro alla vita pubblica..."

Ricostruirsi una dignità, a 43 anni. La missione di Lance, che cancella il passato, senza abbandonarlo del tutto "Sento miei i sette Tour..", ammette un errore, il rientro "Se non avessi preso quella decisione non sarei qui..."), e sospira, pensando a una vita improvvisamente diversa, quando tutto pareva dorato, facile. Era perfetta la parabola di Armstrong, troppo perfetta per essere vera, reale. 

Fonte Gazzetta.it

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