Ha senso che Vincenzo Nibali imposti la preparazione sul Tour de France?

Una giusta pianificazione della stagione agonistica nella maggior parte dei casi può aiutare un corridore a raggiungere l'obiettivo prefissato.

Ha senso che Vincenzo Nibali imposti la preparazione sul Tour de France?
Ha senso che Vincenzo Nibali imposti la preparazione sul Tour de France?

Ogni volta che vedono gareggiare Vincenzo Nibali, gli sportivi e i tifosi italiani di ciclismo si aspettano che il siciliano si impegni per cercare di raggiungere la vittoria. Non c'è niente di sbagliato in tutto questo, solo occorre fermarsi e ragionare, mettere da parte il cuore ed i sentimenti, usare la testa. Lo stesso Vincenzo Nibali al momento rappresenta il miglior elemento del ciclismo italiano, per quanto riguarda la possibilità di lottare per vincere o almeno raggiungere il podio nelle grandi corse a tappe. Quindi lo squalo dello stretto è giusto che imposti la sua preparazione fisico atletica per tentare il bis nel Tour de France.

Un ciclista può raggiungere il picco massimo della sua condizione fisica in due periodi diversi dell'anno. Va detto che nel secondo caso il top della condizione non sarà mai uguale a quello del primo, ma avrà un 10% in meno. A che pro dunque rischiare di sprecare energie inutili? Fa dunque bene Vincenzo Nibali nel ripetere pedissequamente la stessa tabella di marcia nella preparazione utilizzata nella scorsa stagione. Tutti speriamo che possa ripetersi su quei livelli. Oltre alla bravura in corsa del siciliano, occorre ricordare la sua oculata gestione da parte di Giuseppe Martinelli sull'ammiraglia. Non ha senso gettare al vento energie per cercare di vincere classiche come: Milano Sanremo, Liegi Bastogne Liegi o Amstel Gold Race. Queste infatti richiedono un tipo di preparazione diverso rispetto alle corse a tappe e di conseguenza altre caratteristiche. In più Nibali si ritroverebbe a gareggiare contro altri corridori, che hanno impostato la preparazione proprio per raggiungere il picco in corrispondenza di queste corse.

Non c'è da preoccuparsi se il siciliano prima delle Strade Bianche ha affermato di non essere ancora andato in altura. Ci vuole pazienza, in un processo di forward looking dovrà essere pronto per luglio, quindi per il Tour de France, che è una competizione difficile e irta di ostacoli, che non sono solo montagne ma pure le cadute. La sua condizione crescerà progressivamente con il passare dei mesi. Il prossimo step sarà la Tirreno Adriatico, poi un altro importante test di avvicinamento alla Grand Boucle sarà il Giro del Delfinato. La speranza è che la preparazione di Nibali proceda senza intoppi di nessun tipo, centrare il bis a Parigi non sarà facile ma bisogna provarci.


Share on Facebook