Giro d'Italia, a Madonna di Campiglio vince Landa. Contador è intoccabile

Nel primo tappone della corsa in rosa, scontro tra grandi. Contador risponde colpo su colpo, Aru accusa, Landa è più di un'alternativa.

Giro d'Italia, a Madonna di Campiglio vince Landa. Contador è intoccabile
Giro d'Italia, a Madonna di Campiglio vince Landa. Contador è intoccabile

Mikel Landa si prende, con un perentorio allungo, il successo di tappa, risucchiando l'ottimo Trofimov nei metri finali. Alle spalle dello spagnolo e del russo, in terza posizione, Alberto Contador. Fabio Aru è qualche metro più indietro. C'è nell'ascesa di Madonna di Campiglio il senso del Giro. Il primo tappone regala una gara a scacchi tra la fortissima Astana e Alberto Contador. La scalata verso il Passo Daone segna l'evolversi della corsa, la discesa tecnica accende il finale. Un treno azzurro guida l'attacco, la maglia bianca di Aru protetta, quella rosa di Contador sola. Il colpo di Martinelli funziona, perchè il re è nudo, vano l'inseguimento di Basso, Kreuziger e Rogers. 

Quando l'ammiraglia della Tinkoff si avvicina a Contador, nel tratto che accompagna verso l'inizio dell'ultima fatica, si nota una smorfia di disappunto, Alberto non gradisce, prende borraccia e barretta, getta via il tutto poco dopo. Qualche metro e Contador lancia la prima stoccata, sprinta per il traguardo volante, accumula 2" di abbuono e poi zampetta, scrutando i rivali. 

L'Astana non batte ciglio, il piano è chiaro, sfinire Contador per poi attaccarlo. Il passo di Rosa è buono, quello di Tiralongo fa male. Kangert completa l'opera, lanciando Landa. A quel punto resiste solo Contador, Aru si irrigidisce, si alza sui pedali, ma è costretto a ridurre la spinta. Tre chilometri all'arrivo, Landa si volta, Aru rientra, il carattere è da grande corridore. Poi parte Aru, una leggera sollecitazione in realtà, poi riparte Landa, ancora. Contador, nella morsa, è regale, risponde, danza, allunga. Mai in affanno, mai al limite. Trofimov nel frattempo approfitta delle scaramucce altrui e tira dritto, sognando la vittoria. Qui il momento forse più intenso, a livello emotivo. 

Contador avvicina Aru, Landa è a un passo. Si parlano i due, è una sorta di resa della maglia bianca, Contador "applaude" Aru, lascia strada libera a Landa per il successo parziale, poi, da cannibale, si guadagna la terza posizione, rispondendo allo sprint di Aru. Non lascia nulla al caso Contador, il ciclismo è uno sport di testa, un insieme di sofisticati giochi mentali. 

La classifica, ai piedi di Contador, subisce uno scossone ulteriore. Uran deraglia, 8 minuti al termine, in tanti saltano al primo esame. Amador difende la terza piazza, ma Landa è serio pretendente al podio. Interessante ora valutare la gestione kazaka delle due punte, Landa è in crescita, Aru meno brillante in questa fase, ma con vantaggio sul compagno. Cose da poco, c'è un signore che rende grande il Giro, che nobilita la corsa, si chiama Alberto Contador.