La storia dei Campionati del mondo di ciclismo su strada

Il Belgio nella prova in linea su strada riservata ai professionisti è stata la nazione più vittoriosa con 26 successi. All'Italia la vittoria manca dal 2008.

La storia dei Campionati del mondo di ciclismo su strada
La storia dei Campionati del mondo di ciclismo su strada

Domenica prossima a Richmond negli Usa, in Virginia, si disputerà l'edizione numero 88 dei Campionati del mondo di ciclismo su strada, prova in linea riservata agli uomini della categoria Elite (in seguito alla riforma Uci del 1994, prima gareggiavano i professionisti). Nella storia della manifestazione il Belgio è stata la nazione più vincente con 26 successi, seguita dall'Italia con 19 e dalla Francia con 8.

Al nostro paese il bersaglio grosso manca dal 2008, quando si impose a Varese Alessandro Ballan, davanti al connazionale Damiano Cunego e al danese Matti Breschel. La prima edizione di questa gara si disputò sul circuito motoristico del Nurburgring, in Germania nel 1927. Fu un podio tutto tricolore con Alfredo Binda, davanti a Costante Girardengo e Domenico Piemontesi. Il corridore di Cittiglio (VA) si sarebbe poi ripetuto nel 1930 a Liegi e nel 1932 a Roma. Lo stesso Alfredo Binda appartiene alla ristretta categoria dei 3 volte iridati assieme a: Oscar Freire (Spa) (1999, 2001 e 2004, con prima e ultima edizione entrambe disputatesi a Verona), Rik Van Steenbergen (Bel) (1949, 1956, 1957), il "Cannibale" Eddy Merckx (Bel) (1967, 1971, 1974). Nel 1931 a Copenaghen in Danimarca, per la prima e unica volta nella storia della corsa, al posto della prova in linea si disputò una massacrante cronometro individuale sulla distanza di 170 km. Si impose la "Locomotiva umana", il mantovano Learco Guerra. Dopo il successivo trionfo del già citato Alfredo Binda, l'Italia dovette attendere altri 21 anni, prima che potesse tornare a suonare l'Inno di Mameli sul palco della premiazione. Il nostro paese ruppe il digiuno di vittorie a Lugano nel 1953, grazie al "Campionissimo" di Castellania (AL), Fausto Coppi. L'evento è stato raccontato nello sceneggiato televisivo Rai, interpretato da Sergio Castellitto e intitolato appunto "Il Grande Fausto".

L'Italia tornò ad imporsi 5 anni anni dopo, nel 1958 a Reims in Francia, con Ercole Baldini il "Treno di Forlì", già olimpionico 2 anni prima a Melbourne, battendo il grande favorito della vigilia, il corridore di casa Louison Bobet. Per il nostro paese ci furono altri 10 anni di digiuno, prima della vittoria di Vittorio Adorni nel 1968, sul circuito di Imola (BO). Nel 1972 a Gap in Francia, 4 anni dopo, ci fu un finale di corsa drammatico. Sembrava avviato verso il successo l'italiano Franco Bitossi, quando a pochi metri dal traguardo fu ripreso e superato dal connazionale di Caldogno (VI) Marino Basso che vinse. Lo stesso Bitossi finì terzo. Il pathos di quei momenti, i telespettatori italiani più anziani lo ricorderanno attaverso il binomio tra le immagini e la telecronaca Rai di Adriano De Zan. L'anno successivo, nel 1973, sul circuito del Montjuic a Barcellona, finalmente si impose il "Postino di Sedrina", il bergamasco Felice Gimondi e nel suo luogo natio fu grande festa. Dovettero passare altri 4 anni prima di vedere un nuovo successo iridato italiano. Ci riuscì nel 1977 a San Cristobal in Venezuela, il corridore di Palù di Giovo (TN) Francesco Moser, che si riscattò dopo la delusione della sconfitta subita l'anno prima ad Ostuni.

Gli appassionati italiani più anziani che Adone Carapezzi aprì la Domenica Sportiva con un servizio di Adriano De Zan sul trionfo iridato del pedale nostrano. Nel 1982, 5 anni dopo, la vittoria del corridore di Novara Giuseppe Saronni, passò alla storia come la "Fucilata di Goodwood". L'Italia dovette attendere altri 4 anni e poi nel 1986 a Colorado Springs, negli Usa fu il veneto di San Donà di Piave Moreno Argentin a diventare iridato. Nel 1988 a Ronse in Belgio trionfò il corridore di Cles (TN) Maurizio Fondriest. Nel 1991 a Stoccarda (Ger) e nel 1992 a Benidorm (Spa) Gianni Bugno ottenne 2 successi di fila. In terra iberica fu determinante l'apporto di Giancarlo Perini, che gli tirò la volata magistralmente, al punto tale da guadagnarsi il soprannome di "duca di Benidorm". Arrivò per l'Italia un altro digiuno, lungo 10 anni, rotto dalla vittoria nel 2002 a Zolder, in Belgio di "Re Leone" Mario Cipollini, sui pericolosi velocisti Robbie McEwen ed Erik Zabel.

Dal 2006 al 2008 il nostro paese trionfò per 3 edizioni di fila, 2 successi del "Grillo" Paolo Bettini e 1 di Alessandro Ballan. La sfida è aperta, chi succederà nell'Albo d'Oro della corsa al polacco Michal Kwiatkowski, vincitore l'anno scorso in Spagna a Ponferrada? Lo sapremo domenica prossima intorno alle 21.40 circa, ora italiana.

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