Liegi-Bastogne-Liegi, Poels trionfa nel gelo del Belgio

L'olandese del Team Sky trionfa in uno sprint ristretto ad Ans, in una Doyenne caratterizzata da vento e neve. Secondo Albasini, terzo Rui Costa. Deludono Valverde, Alaphilippe e Martin. Rosa, nono, primo degli italiani.

Liegi-Bastogne-Liegi, Poels trionfa nel gelo del Belgio
Poels vince in volata su Albasini e Rui Costa. Fonte. Twitter.

L'olandese Wouter Poels (Team Sky) si aggiudica l'edizione numero 102 della Liegi-Bastogne-Liegi, la quarta classica monumento del calendario ciclistico internazionale. E' una Doyenne d'altri tempi quella che i corridori affrontano in una giornata spazzata dal vento e dalla neve, con il manto stradale reso scivoloso dai continui mutamenti delle condizioni atmosferiche. Alla fine, un po' per il freddo (temperatura costantemente intorno ai due gradi), un po' per il timore della Cote de La Rue Naniot, inedito muro in pavè posto a cinque chilometri dal traguardo, i big si muovono solo sugli ultimi strappi, quando è lo svizzero Michael Albasini a fare la differenza insieme allo stesso Poels, a Rui Costa e a Sanchez. La volata di Ans premia l'olandese del Team Sky, che precede di forza il corridore dell'Orica Greenedge e l'iridato di Firenze. Solo quindicesimo il grande favorito della vigilia Alejandro Valverde, mentre finiscono ancor più staccati i due alfieri della Etixx-Quickstep, il francese Alaphilippe e l'irlandese Martin. Primo degli italiani Diego Rosa dell'Astana, nono, con Enrico Gasparotto undicesimo.

Come annunciato nei giorni scorsi dalle previsioni meteo, è una domenica di maltempo quella in cui si disputa l'edizione numero 102 della Doyenne, la decana delle Classiche che chiude le grandi corse di un giorno nel Nord. In mezzo a una bufera di neve e vento, sono in otto ad avvantaggiarsi nei confronti del gruppo e a guadagnare fino a otto minuti di vantaggio: si tratta degli italiani Tiralongo, De Marchi e Benedetti, dei francesi Roy ed Edet, del russo Brutt, del belga De Gendt e del norvegese Laengen. Da dietro il plotone, tirato dalla Movistar di Valverde, riduce gradualmente lo svantaggio, arrivando ai piedi della Redoute con un distacco che si aggira intorno al minuto. Thomas Voeckler prova il colpo solitario nella speranza di raggiungere i fuggitivi, ma viene ripreso proprio sulla salita simbolo della Liegi, mentre davanti rimangono in testa Edet e De Marchi, con De Gendt che fa fatica a mantenersi a ruota. I big restano a guardare anche dopo il ricongiungimento, che si verifica a 23 chilometri dal traguardo, poco prima dell'inizio della Cote de la Roche-aux-Faucons. L'ucraino Grivko del team Astana prova ad avvantaggiarsi in un tratto di falsopiano, ma anche la sua azione non ha successo, perchè da dietro è l'Etixx-Quickstep di Alaphilippe e Martin a scandire un buon ritmo, che tuttavia non fa grande selezione. Nessuno è infatti in grado di attaccare, eccezion fatta per Carlos Betancur, compagno di squadra di Valverde, ripreso quando il gruppo dei migliori si presenta nella periferia di Liegi.

E' dunque il momento di scalare la Cote de Saint-Nicolas, la salita degli italiani, così definita per la presenza di molti immigrati del Belpaese dal secondo dopoguerra. Vincenzo Nibali, apparso in buone condizioni durante tutta la corsa, non regge il confronto con i rivali, che peraltro continuano ad attendere. Solo Diego Rosa ha il coraggio di attaccare sul Saint-Nicolas, con il russo Zakarin alla sua ruota. Ma neanche il tentativo del compagno di squadra di Nibali va a buon fine, e la corsa si accende definitivamente sull'inedito muro in pavè della Rue Naniot. Valverde non è pimpante come alla Freccia, mentre lo svizzero Michael Albasini accelera deciso, seguito dal portoghese Rui Costa, dall'olandese Poels e dallo spagnolo Sanchez. Il quartetto guadagna una decina di secondi sui più immediati inseguitori, giocandosi la Liegi sulle ultime rampe del rettilineo verso Ans. Poels prova a sorprendere una prima volta i suoi compagni d'avventura, ma il suo attacco viene ben rintuzzato da Albasini. L'ultima curva verso destra lancia l'ineluttabile sprint ristretto, in cui è proprio l'olandese a uscire di forza e a trionfare davanti allo svizzero e a Rui Costa, mentre Samu Sanchez cede di fronte alla fatica di 248 km corsi in condizioni quasi proibitive. Quinto chiude Zakarin, che precede Kreuziger, Rodriguez e Mollema, con Rosa nono e Gasparotto undicesimo a tenere alto il tricolore in un'edizione durissima della Doyenne

Ordine d'arrivo. 1. Poels in 6h 24'22". 2. Albasini s.t. 3. Rui Costa s.t. 4. Sanchez a 4". 5. Zakarin a 9". 6. Kreuziger a 12". 7. Rodriguez s.t. 8. Mollema s.t. 9. Rosa s.t. 10. Kangert s.t.