Giro d'Italia 2016, la prima settimana: dall'Olanda agli Appennini

Analisi delle prime nove tappe della novantanovesima edizione della corsa rosa, con partenza da Alpedoorn e rientro in Italia dopo tre frazioni.

Giro d'Italia 2016, la prima settimana: dall'Olanda agli Appennini
Alpedoorn, sede di partenza dell'edizione numero 99 del Giro. Fonte: giroditalia.it

Prenderà il via venerdì 6 maggio l'edizione numero novantanove del Giro d'Italia. Per la dodicesima volta la corsa rosa partirà dall'estero, dall'Olanda nella fattispecie, dove si disputeranno le prime tre tappe, prima del rientro nel Belpaese fissato per il 10 maggio in Calabria, con arrivo posto a Praia a Mare. E' un Giro equilibrato, che offre occasioni agli scalatori e ai passisti veloci a cronometro e che vede il suo clou concentrato nell'ultima settimana di corsa, quando saranno prima le Dolomiti e poi le Alpi piemontesi a decretarne il vincitore. La sede d'arrivo finale è infatti Torino, in un ormai continuo alternarsi non solo con Milano, ma anche con Verona, Brescia e Trieste nella storia recente. Non ci sarà il vincitore del 2015, Alberto Contador, che ha deciso di incentrare la sua stagione sul Tour de France di luglio. Con lui assente anche Fabio Aru dell'Astana, team che punterà su Vincenzo Nibali per la conquista della maglia rosa. Il viaggio di Vavel Italia verso l'avvicinamento al Giro d'Italia 2016 comincia con l'analisi della prima settimana di corsa. 

1^ tappa (venerdì 6 magggio). Alpedoorn - Alpedoorn (cronoprologo individuale, 9.8 km). Si comincia dunque dall'Olanda, con una breve cronometro individuale sul percorso - piatto come un biliardo - della cittadina di Alpedoorn. Difficile immaginare grandi distacchi, si tratta solo di assegnare la prima maglia rosa e di saggiare la condizione dei big della generale. 

2^ tappa (sabato 7 maggio). Arnhem - Nijmegen (190 km). Frazione per velocisti la prima in linea di questo Giro, che si snoda in mezzo alla campagna olandese. Finale caratterizzato dalla presenza di un circuito cittadino di 8.6 km, da percorrere per due volte. L'unico gran premio della montagna di giornata è un quarta categoria situato a trentacinque chilometri dal traguardo.

3^ tappa (domenica 8 maggio). Nijmegen - Arnhem (190 km). Tappa fotocopia di quella precedente, ancora adattissima alle ruote veloci del gruppo, senza difficoltà altimetriche di rilievo (l'unico gpm è un altro quarta categoria, a oltre sessanta chilometri dall'arrivo). Circuito cittadino nel finale, di 14 km, da percorrere per due volte. 

4^ tappa (martedì 10 maggio). Catanzaro - Praia a Mare (200 km). Il rientro in Italia coincide con una frazione mossa e perfetta per dei colpi di mano nel finale, più per corridori da corse di un giorno che per i big della generale. Dopo 12 chilometri sostanzialmente pianeggianti, ecco due gpm di terza categoria (Bonifati e San Pietro, con pendenze medie intorno al 5%), prima dello strappo del Fortino, posto a una decina di km dall'arrivo (rampe anche del 18%). Finale in picchiata verso Praia a Mare. 

5^ tappa (mercoledì 11 maggio). Praia a Mare - Benevento (233 km). La carovana rosa risale lo Stivale passando per la Campania, dove nel Sannio è posto l'arrivo di tappa. Si tratta di una frazione molto lunga e mossa fino ai quaranta chilometri dal traguardo, quando un lungo tratto di falsopiano in discesa condurrà il gruppo fino a Benevento, altro arrivo per velocisti se le squadre degli sprinter riusciranno a controllare la corsa. 

6^ tappa (giovedì 12 maggio). Ponte - Roccaraso-Aremogna (157 km). E' il primo arrivo in salita di questa edizione del Giro, tappa attesissima dagli uomini di classifica. Dopo il gran premio della montagna di Bocca di Selva (seconda categoria, 18 km al 6.5 di pendenza media), si passa per il Molise tra discesa e pianura, prima di giungere nella valle del Sangro, con salita verso Rionero Sannitico (strada larga e asfalto appena rifatto). Da Castel di Sangro inizia l'ascesa verso Roccaraso (9 km di cui i primi sono i più duri, intorno al 7-8%). La strada spiana una volta giunti nel centro abitato, poi ancora salita verso l'Aremogna, altri sei km a strappi, con il finale all'8%. 

7^ tappa (venerdì 13 maggio). Sulmona - Foligno (211 km). Dall'Abruzzo all'Umbria, passando per il Lazio. Inizio duro con il gpm di Popoli (seconda categoria), poi saliscendi fino a L'Aquila e oltre, ma dal km 80 al 160 non ci sono più difficoltà altimetriche. A quaranta dal traguardo, ecco il Valico della Somma (quarta categoria), prima della picchiata verso Foligno, con arrivo in pianura.

8^ tappa (sabato 14 maggio). Foligno - Arezzo (186 km). Gli Appennini continuano a caratterizzare il percorso della prima settimana, stavolta in una tappa molto particolare, che è praticamente tutta in pianura per i primi 120 km ma poi presenta due gpm, di cui il secondo, l'Alpe di Poti, è un perfetto trampolino di lancio per chi volesse fare la differenza. Sono quasi nove chilometri, con tratti in sterrato e pendenze intorno al 10% nella prima parte, mentre la vetta è posta a 19 km (di cui una dozzina in discesa) dall'arrivo di Arezzo. 

9^ tappa (domenica 15 maggio). Radda in Chianti - Greve in Chianti (cronometro individuale, 40.5 km). In mezzo ai vigneti della Toscana ecco una cronometro che potrà meglio delineare le gerarchie in classifica generale. Percorso mosso, caratterizzato da falsopiano e discesa per i primi 28 chilometri. Poi cinque km di salita verso Panzano in Chianti, prima della picchiata finale. Cronometro totalmente atipica, che non dovrebbe dare ritmo agli specialisti.


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