Giro d'Italia 2016 , il percorso: la seconda settimana

L'arrivo in quota a Sestola immette nella seconda settimana. Da bollino rosso la tappa con traguardo a Cividale del Friuli e quella dolomitica con approdo a Corvara. Si chiude con la cronoscalata all'Alpe di Siusi.

Giro d'Italia 2016 , il percorso: la seconda settimana
Foto: Giro d'Italia

La zona intermedia del Giro 2016 - quella che conduce alla terza settimana, utile a definire la griglia finale - rischia di giocare un ruolo chiave. L'edizione in arrivo presenta un antipasto straniero - tre tappe in Olanda prima dell'approdo a Catanzaro per la quarta uscita, la prima in suolo italiano - a seguire una serie di prove nervose, ma senza particolari impegni. L'arrivo a Roccaraso è l'unico in quota, la cronometro del Chianti - ad anticipare il giorno di riposo - può quindi definire i primi distacchi significativi tra i big (approfondimento sulla prima settimana di corsa). Di tenore diverso la seconda settimana, che presentiamo qui nel dettaglio. Il traguardo di Sestola, le ascese verso Cividale del Friuli, il tappone dolomitico con Pordoi, Sella e Giau, la cronoscalata verso l'Alpe di Siusi. Sei fatiche per restringere la cerchia dei possibili vincitori, per spegnere i sogni di alcuni e ingigantire le speranze di altri. 

Tappa n.10

La seconda settimana della corsa in rosa si apre con la Campi Bisenzio - Sestola, tappa con arrivo in quota. 219 km, con gli Appennini a far da cornice a un percorso che ben si adatta agli uomini di classifica. Venti chilometri per prendere confidenza con il "tracciato", poi la strada sale, in maniera sensibile, verso il Passo della Collina, Gpm di terza categoria. 12.7 km, 8% di pendenza nei punti di maggior difficoltà. Discesa e nuovamente salita, con il Pietracolora ad attendere il gruppo. Dopo il rifornimento al Ponte di Samone, inizia un lungo "passaggio" ricco di saliscendi che conduce all'unico Gpm di prima categoria di giornata. Pian del Falco, oltre 16 km, picchi al 13%. In vetta, picchiata e ultima asperità. L'arrivo è posto a Sestola, dopo 7.4 km di scalata. 

Tappa n.11

L'undicesima tappa ha un disegno meno impegnativo, ma, nella parte finale, regala non pochi spunti d'interesse. Si parte a Modena per giungere, 227 km dopo, ad Asolo. Rifornimento al km 95, Piacenza d'Adige, con la strada che inizia, anche se in modo impercettibile, a salire. Forcella Mostaccin divide il plotone dal finale. Si tratta di un Gpm di 4° categoria - data l'esigua lunghezza, appena 3 km - ma che presenta un muro al 16% destinato a chiudere la porta alle ruote veloci. Al termine dell'ascesa, discesa e poi su e giù fino ad Asolo, dove una rampa al 7% pilota al traguardo. 

Tappa n.12

I velocisti tornano protagonisti nella dodicesima uscita. 182 km, da Noale a Bibione. La strada è pianeggiante, nessun ostacolo a uno sprint di gruppo. Un circuito finale - da ripetere due volte - della lunghezza di 8 km attende la carovana del Giro. Massima attenzione a curve e insidie della strada, esito scontato. 

Tappa n.13

Dopo un giorno di respiro - utile a ricaricare le batterie - il Giro torna a fare i conti con le grandi montagne. La Palmanova - Cividale del Friuli è tappa da seguire con attenzione, perchè posta prima della giornata dedicata alle cime storiche della corsa. Una quarantina di chilometri per entrare nel vivo. Inizia poi la scalata verso Montemaggiore, seguita da una discesa tecnica, da interpretare con particolare riguardo. Dopo un rimbalzo e un ulteriore tratto con pendenza favorevole, ecco il Crai, quasi 9 km all'insù, 6,4% di pendenza media, 16% massima. A Ponte San Quirino il rifornimento, 25 km per prendere fiato in attesa del ballo conclusivo. Cima Porzus, 1° categoria, 8,2% di pendenza media. Infine, il Valle, 6 km in cui far saltare, definitivamente, il banco. L'ultimo tratto è pianeggiante. 

Tappa n.14

La quattordicesima tappa è una delle più attese dell'edizione 2016. Si tratta del classico tappone dolomitico, con sei Gpm posti in rapida sequenza, dopo un inizio relativamente tranquillo. Alpago - Corvara, 210 km. Al km 94, si scollina ai 2239 metri del Passo Pordoi, a seguire il Sella, il Gardena e il Campolongo. La corsa può trovare il suo momento di svolta sul Giau, penultimo Gpm di giornata. 9.8 km, 9,4% di pendenza media. In vetta, una quarantina di km all'arrivo, poi giù in picchiata e di nuovo sù verso il Passo Valparola. Chiusa questa ostilità si vola all'arrivo, con il Muro del Gatto a spremere ulteriormente un gruppo ridotto ai minimi termini. 

Tappa n.15

Per archiviare la seconda settimana manca ancora una fermata. Cronoscalata all'Alpe di Siusi. 10.8 km, una lotta in solitaria che può creare non poche differenze. Nelle gambe una due giorni d'alta montagna, all'orizzonte una prova da eseguire nel dettaglio. L'avvio è accomodante, prima del secondo chilometro inizia la vera ascesa. 9 km di salita, intorno al km 8 un tornante introduce al punto di maggior difficoltà. Si raggiunge l'11% di pendenza, prima della volata finale. 

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