Giro d'Italia, i favoriti: Mikel Landa

Lo scalatore basco, alla prima esperienza da capitano, guida il Team Sky al Giro d'Italia

Giro d'Italia, i favoriti: Mikel Landa
VAVEL

Mikel Landa Meana, il terzo favorito della corsa in rosa giunge dalla Spagna, Paesi Baschi. 26 anni, nativo di Murgia, scalatore con pochi eguali nel panorama mondiale. Un velo di curiosità avvolge la partecipazione al Giro di Landa, per la prima volta nelle vesti di capitano. Un salto nel vuoto, un salto necessario per nobilitare la carriera. 

Il 2015 è l'anno della consacrazione, Landa veste la divisa del Team Astana, al servizio di Vincenzo Nibali e Fabio Aru, ma sulle strade del Giro regala momenti di grande spattacolo. Una pedalata potente, la propensione all'attacco, vince sulle salite mitiche d'Italia, si impone a Madonna di Campiglio e sull'Aprica. Ordini di scuderia ne limitano l'incedere, Landa morde il freno, può aumentare i giri del motore, ma deve sempre voltare lo sguardo, pilotare Aru a ridosso di Contador. Al termine riesce comunque a mantenere il terzo gradino del podio. Il cenno di disappunto è evidente, alla Vuelta mette un altro assolo personale, decide poi di cambiare vita, di giocarsi le proprie carte in solitaria. 

L'offerta del Team Sky non ammette repliche. Landa prepara un Giro da primo attore, per poi mettersi al servizio di Froome lungo le strade di Francia. La stagione del basco inizia tardi - specie se l'appuntamento clou è come detto la 21 giorni in rosa - ma già nella corsa di casa la pedalata di Landa, pur discontinua, regala momenti di spettacolo. Piazza la stoccata, poi partecipa a una strategia di squadra propensa a favorire l'uomo in miglior forma, S.Henao nell'occasione. Landa intanto affina la condizione, cresce col passare dei giorni e fissa un nuovo esame, al Giro del Trentino

Le risposte qui sono significative. Landa sale al comando della classifica nella tappa di Anras, quando parte in progressione sembra non avere rivali. Serve un lavoro di gruppo per mettere in difficoltà l'alfiere in nero. La collaborazione di Astana e AG2R mette Landa al centro del ring, solo. Il basco risponde, con continuità, quasi senza alzarsi sui pedali. Si affianca, in segno di sfida, ai rivali. Qualcosa concede, non la leadership. Vince Landa. 

L'attacco in nero, Landa rompe gli indugi - Getty images
L'attacco in nero, Landa rompe gli indugi - Getty images

Ora il Giro, con un unico sospetto, la squadra. In un evento di tre settimane, l'apporto dei compagni non può mancare, un fuoriclasse non può conseguire l'obiettivo senza un'adeguata protezione. "Il volume di lavoro fatto ha impedito di essere veramente brillanti", un augurio, una speranza. Con queste parole, in un'intervista a BiciSport, Landa protegge i suoi. Il pericolo può venire dal percorso, non solo vento e discese, terreno per un mago del rischio come Nibali, ma anche cronometro. La prima settimana pone sul cammino della carovana due prove contro il tempo. La prima breve, per specialisti, la seconda, quella del Chianti, nervosa. Chi vuol mettere in scacco Landa deve costruirsi un fortino qui, qui dove il basco prepara la gran difesa, prima dell'assalto in quota. "Sempre meglio attaccare che difendersi", parola di Landa. 

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