Giro del Delfinato, 4° tappa: frazione per velocisti, ma occhio al finale

L'ultimo chilometro, in leggera salita, può favorire i colpi di mano. Giornata interlocutoria per gli uomini di classifica.

Giro del Delfinato, 4° tappa: frazione per velocisti, ma occhio al finale
Foto: Giro del Delfinato

La quarta tappa in linea conduce il gruppo da Tain-L'Hermitage a Belley. I chilometri da percorrere sono 176, la difficoltà altimetrica inferiore rispetto alle precedenti uscite. Il disegno favorisce le ruote veloci, uno sprint a ranghi compatti è l'epilogo più probabile. 

La partenza è in leggera salita, al km 27.5 il primo Gpm di giornata. Ascesa di quarta categoria, 2 km con pendenza media del 5.2%. Terreno perfetto per avviare un'azione d'attacco. In vetta alla Cote d'Hauterives, picchiata verso Beaurepaire. Qui inizia un tratto in contropendenza, con la strada che, anche se in modo non sensibile, si alza. 

Il secondo e ultimo scoglio al km 93.5. Cote de la Chapelle de la Tour. 1.8 km, 5% di pendenza. Dopo Morestel, un lungo settore pianeggiante, in cui i velocisti possono recuperare fiato e condizione in vista del finale. 

Gli ultimi 40 km non sono regolari, è un continuo su e giù in cui occorre prestare grande attenzione. Cofidis e Katusha devono prendere in mano le redini della corsa per evitare scosse improvvise. L'arrivo, in leggera salita, stuzzica i finisseur presenti in gruppo, ma sulla carta il duello annunciato è tra Bouhanni e Kristoff, con Debusschere e Nizzolo in seconda fila. 

Per gli uomini di classifica - in primis Contador - giornata d'attesa. Importante mantenere la squadra compatta per rispondere a possibili imprevisti. Ieri, un brivido per il Pistolero. Foratura e provvidenziale aiuto di Kreuziger. In queste tappe si possono perdere secondi importanti. 

Il percorso 

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