Vuelta 2016, il caso Contador

Le prospettive a breve termine di Alberto Contador, legate a un cambio di squadra ma non solo.

Vuelta 2016, il caso Contador
Vuelta 2016, il caso Contador

"In questa Vuelta la squadra non è stata all'altezza della situazione sulle grandi montagne". Non le ha mandate a dire Alberto Contador, deluso per aver perso il podio di Madrid a vantaggio del colombiano Esteban Chaves nella penultima tappa con arrivo in quota sull'Alto de Aitana. E, dopo un risultato al di sotto delle aspettative, il Pistolero vuole ripartire da un altro team.

Come riportato stamane dal quotidiano spagnolo AS, Contador, che fino a poche settimane fa era dato come sicuro nuovo membro della Trek-Segafredo, potrebbe scegliere un'altra destinazione per la stagione 2017. Dopo aver fatto marcia indietro sulla data del suo ritiro, l'uomo di Pinto avrebbe infatti avvertito i cronisti al seguito della carovana rossa a Madrid di attendersi delle sorprese riguardo al suo futuro. L'ultimo biennio è stato particolarmente complicato per Contador che, dopo aver trionfato al Giro d'Italia 2015, ha fallito per ben due volte l'assalto al Tour de France (un quinto posto e un ritiro, il suo bilancio alla Grand Boucle) e ora è giù dal podio anche alla Vuelta, corsa che aveva sempre vinto nelle tre precedenti partecipazioni. "Avrei dovuto seguire Chaves quando è scattato sulla penultima salita", ha detto Albertino dopo la beffa dell'Alto de Aitana, "ma speravo che la Movistar mi aiutasse dopo quanto accaduto nella tappa di Aramòn Formigal". Niente da fare invece, perchè la squadra di Quintana e Valverde ha continuato a fare la sua corsa, lasciando il Pistolero abbandonato al suo destino, quello di capitano di un team da tempo inadatto a supportarlo. La Tinkoff si è infatti dimostrata ancora una volta una squadra fantasma nelle tappe più dure, e un Contador non al massimo della condizione ha dovuto reggere - anche psicologicamente - il peso della responsabilità.

Se negli anni d'oro il corridore di Pinto era in grado di mascherare limiti e lacune dei suoi compagni di squadra, inventandosi attacchi da lontano e mosse da vero fuoriclasse, ora che l'età avanza e gli acciacchi si fanno sentire, la mancanza di un supporto di alto livello sta mostrando tutte le difficoltà di Contador, meno brillante rispetto a Froome e Quintana. Il verdetto di questa stagione è dunque chiaro e impietoso: il Pistolero ha forse ancora in canna qualche cartuccia, da sparare in un grande giro (preferibilmente il Tour de France), ma per vincere ha bisogno che tutto funzioni alla perfezione. Ecco perchè non è accettabile che in una tappa decisiva come quella dell'Alto de Aitana il capitano della Tinkoff fosse solo, mentre i suoi avversari avevano più opzioni a disposizione (non solo Quintana, Froome e Chaves, ma anche Talansky). Una volta scelta la squadra per il futuro, Contador dovrà però ritrovare la migliore condizione, sperare di non incappare nelle cadute di questo 2016 e impostare strategie meno garibaldine, forse più conservative, ma in linea con la fase crepuscolare della sua carriera. La generosità con cui il Pistolero ha attaccato anche in questa Vuelta ha finito infatti per diventare un'arma a doppio taglio: a ogni scatto Contador è parso rimbalzare indietro, puntualmente saltato dai più freschi Nairo Quintana e Christopher Froome. E anche i tentativi di resistenza alle accelerate del kenyano bianco sono stati pagati a caro prezzo, seguiti da crolli più o meno accentuati, di cui hanno approfittato poi anche avversari meno quotati (Chaves su tutti). Ecco perchè il corridore più amato della sua generazione ha bisogno di una svolta per assicurarsi quantomeno un meritato canto del cigno.

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