Parigi-Roubaix 2017, percorso e favoriti

L'Inferno del Nord chiude la stagione delle classiche del pavè. Boonen a caccia del pokerissimo, Sagan e Van Avermaet per il primo squillo. Foresta di Arenberg e Carrefour de l'Arbre punti chiave della corsa.

Parigi-Roubaix 2017, percorso e favoriti
Corridori in azione alla Parigi-Roubaix. Fonte. © A.S.O. /E.Garnier

Si disputa domani l'edizione numero 115 della Parigi-Roubaix, ultima classica delle stagione del pavè. E' l'Inferno del Nord, una giornata che può valere una carriera, tra settori su vecchie stradine di campagna lastricate di pietre e l'arrivo nella cornice del velodromo più famoso al mondo. Tutto in terra francese, con il traguardo posto a pochi chilometri dal confine con il Belgio. 

257 km complessivi, da Compiegne a Roubaix, per una corsa che conserva intatto il suo fascino, con la variabile del meteo: polvere da film western quando c'è il sole, fango da lotta medievale in caso di pioggia. Ben ventinove i settori di pavè presenti sul percorso, come da tradizione numerati in modo decrescente rispetto allo svolgersi della corsa e caratterizzati da un certo numero di stelle per sottolinearne la difficoltà. I primi cento chilometri sono praticamente tutti su asfalto: è infatti solo con la Foresta di Arenberg (dopo 161.5 km) che la Roubaix entra nel vivo. 2.4 km a cinque stelle per la Trouée d'Arenberg (cinque stelle), primo snodo della corsa: fondamentale per i big attraversarla in testa al gruppo per non essere poi costretti a una gara ad inseguimento. Dopo una fase di studio, ecco altri settori chiave dell'Inferno del Nord: in rapida successione, Tilloy to Sars-et-Rosières (2.4 km, quattro stelle), Beuvry-la-Forêt to Orchies (1.4 km, tre stelle), Orchies (1.7 km, tre stelle), Auchy-lez-Orchies to Bersée (2.7 km, quattro stelle), Mons-en-Pévèle (3 km, cinque stelle), quando mancheranno 48 km alla conclusione. Fino ad arrivare agli ultimi due settori che spesso decidono la corsa: Camphin-en-Pévèle (1.8 km, quattro stelle) e il celeberrimo Carrefour de l'Arbre (2.1 km, cinque stelle). Pietre sconnesse e insidiose, trampolini di lancio per i grandi protagonisti della Roubaix, ultimi ostacoli per chi voglia provare l'ebbrezza di una volata nel velodromo, preceduta dalla passerella su un dolce ciottolato all'entrata nella cittadina di confine. 

Tom Boonen, vincitore quattro volte a Roubaix. Fonte: Tim de Waele/TDWSport.com

L'uomo più atteso, tra i principali favoriti, è il belga Tom Boonen, fuoriclasse all'ultima corsa della carriera, che a Roubaix ha già vinto quattro volte (record in coabitazione con Roger De Vlaeminck). Tornado Tom potrà contare su una squadra, la Quick-Step Floors esclusivamente al suo servizio, che ha lasciato a casa il dominatore del Giro delle Fiandre Philippe Gilbert, per dedicarsi alla causa dell'iridato di Madrid 2005. Niki Terpstra, Matteo Trentin, Yves Lampaert faranno da scudieri a un Boonen faro della corsa, uomo da battere e soprattutto da seguire, in grado di vincere con un'azione da lontano (come accaduto nel 2012), ma anche in volata. ​

Peter Sagan alla Roubaix dello scorso anno. Fonte: ASO/E.Garnier 

Tra i favoriti non può mancare Peter Sagan, caduto domenica scorsa al Giro delle Fiandre, mai davvero a suo agio nell'Inferno del Nord. Lo slovacco, due volte campione del mondo, non ha a disposizione una squadra di alto livello (la Bora-Hansgrohe), ma rimane un punto di riferimento per tutti, desideroso di far sua una corsa per ora sempre sfuggitagli. Insieme a Sagan ci sarà il grande rivale Greg Van Avermaet, il belga della BMC olimpionico di Rio de Janeiro, mentre è stato costretto a dare forfait un altro dei protagonisti annunciati, quel Sep Vanmarcke (Cannondale-Drapac) caduto rovinosamente al Fiandre. Presente invece il vincitore dello scorso anno, l'australiano Mathew Hayman della Orica-Scott, insieme al connazionale e compagno di squadra Luke Durbridge (attenzione anche a Jens Keukeleire, secondo alla Gand-Wevelgem). In assenza di Michal Kwiatkowski, il Team Sky punterà sui due britannici Luke Row e Ian Stannard, con i due italiani Gianni Moscon ed Elia Viviani pronti a partire in seconda fila. Attesa per John Degenkolb della Trek-Segafredo, il tedesco già vincitore nel 2015 ma mai convincente nelle gare di avvicinamento. Stesso status anche per il norvegese Alexander Kristoff della Katusha-Alpecin (in coppia con il tedesco Tony Martin), mentre completano il lotto degli outsider di lusso i vari Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), Arnaud Dèmare (FDJ), Lars Boom (Lotto-Jumbo), Andrè Greipel (Lotto-Soudal) ed Edvald Boasson Hagen (Dimension Data). L'albo d'oro recente della Parigi-Roubaix: 

2005. Boonen. 2006. Cancellara. 2007. O' Grady. 2008. Boonen. 2009. Boonen. 2010. Cancellara. 2011. Van Summeren. 2012. Boonen. 2013. Cancellara. 2014. Terpstra. 2015. Degenkolb. 2016. Hayman.