Giro d'Italia 2017, gli outsider (parte prima)

Alla scoperta dei corridori da tenere d'occhio per la classifica generale del Giro del centenario: da Landa a Thomas, da Zakarin a Dumoulin, passando per l'australiano Rohan Dennis.

Giro d'Italia 2017, gli outsider (parte prima)
Mikel Landa e Geraint Thomas. Fonte: BettiniPhoto

Se Nairo Quintana (Movistar) e Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) sono indicati dagli addetti ai lavori come i principali favoriti del Giro d'Italia 2017, con Thibaut Pinot (FDJ) nel ruolo di terzo incomodo, sono diversi i corridori che ambiscono a inserirsi nella rosa dei pretendenti al podio di Milano. Giovani e meno giovani, scalatori e passisti, una pattuglia di aspiranti campioni si presenta al via del Giro del centenario con legittime ambizioni di classifica. Da Alghero in poi, soprattutto nella prima e nella seconda settimana, starà a loro movimentare la corsa alla vigilia del gran finale sulle Alpi piemontesi e sulle Dolomiti. Andiamo a scoprire insieme volti e relative chances di successo degli outsider del Giro 2017, in una carrellata di volti più o meno noti al grande pubblico.

MIKEL LANDA 

Mikel Landa. PHOTO CREDIT: ANSA - BettiniPhoto - LaPresse

Il basco del Team Sky ha un conto in sospeso con il Giro d'Italia. Terzo nella stagione della sua rivelazione, quando l'Astana puntò sul compagno Fabio Aru (edizione vinta da Alberto Contador), Landa è a caccia di riscatto dopo un 2016 in cui è stato costretto al ritiro dopo una sola settimana. Scalatore puro, ha tutte le carte in regola per dimostrarsi competitivo, nonostante il suo percorso di avvicinamento non sia stato lineare. Fiducia e convinzione, le parole scandite come un mantra dallo spagnolo: "ll Giro d'Italia è una corsa speciale. Sarà una grande sfida, io mi sento bene e sono pronto ad accettarla. Sulla carta sembra una corsa che sorride agli scalatori, penso che possa adattarsi bene alle mie caratteristiche. Abbiamo una squadra forte, non vedo l’ora di tornare al Giro con il Team Sky.

GERAINT THOMAS 

Geraint Thomas. PHOTO CREDIT: ANSA - BettiniPhoto - LaPresse

Insieme a Landa è una delle due punte del Team Sky. Ottimo passista, scalatore continuo ma difficilmente brillante, si è guadagnato i gradi di capitano dopo anni di gregariato al servizio di Chris Froome. Ora il gallese, vincitore dell'ultimo Tour of the Alps, avrà dalla sua le due cronometro di Montefalco e Milano, ma potrebbe sorprendere anche in salita. "Disputare il Giro 100 come uno dei leader del Team Sky è una grandissima opportunità per me. Il mio percorso di avvicinamento al Giro è andato bene, mi sento pronto e non vedo l’ora di iniziare. Il Tour of the Alps è stata la mia ultima corsa prima del Giro, vincere mi ha dato una grande iniezione di fiducia. La concorrenza al Giro sarà agguerrita, sarà una corsa dura ed imprevedibile: io sono pronto e non vedo l’ora di iniziare”.

TOM DUMOULIN 

Tom Dumoulin in maglia rosa nel 2016. PHOTO CREDIT: ANSA - BettiniPhoto - LaPresse

Tra i migliori cronoman del panorama ciclistico internazionale, l'olandese del Team Sunweb proverà a ripetere le gesta della prima settimana del Giro 2016, quando vestì la maglia rosa e vinse anche in salita sul traguardo appenninico di Roccaraso. Costretto poi al ritiro, è ora motivato a dimostrare di essere competitivo anche sulle grandi salite alpine, che rappresentano l'ostacolo più duro da superare per un corridore dalle sue caratteristiche. Obiettivo: fare classifica e magari inventarsi una corsa come la Vuelta 2015: "ll Giro d’Italia è una grande corsa. L’anno scorso ho avuto l’onore di indossare la Maglia Rosa per qualche tappa, è stato speciale. Sarà una corsa incredibile quest'anno, la centesima edizione. Per la prima volta comincio un grande giro con l’obiettivo di fare classifica. Sono pronto insieme a tutto il Team Sunweb per correre al meglio, poi vedremo quale risultato avremo raggiunto a Milano". 

ILNUR ZAKARIN 

Ilnur Zakarin all'Abu Dhabi Tour 2017. PHOTO CREDIT: ANSA - BettiniPhoto - LaPresse

Anche il russo della Katusha-Alpecin ha un conto da regolare con il Giro d'Italia. Protagonista lo scorso anno, era in piena corsa per il podio fino alla discesa del Colle dell'Agnello, che gli costò una brutta caduta e una clavicola fratturata. Buon cronoman e ottimo scalatore, Zakarin è un corridore completo, pronto ad accendere la corsa partendo indietro nelle gerarchie dei favoriti. Le sue parole: "Dopo la caduta dell’anno scorso che mi ha costretto al ritiro, torno al Giro per cercare di chiudere la corsa nei primi cinque. Credo che l’anno scorso, senza quell'inconveniente nella discesa del Colle dell’Agnello, sarei stato in grado di terminare la corsa nella Top 5. Quest’anno la mia preparazione è stata un po’ complicata dalla caduta rimediata alla Volta a Catalunya ma spero di raggiungere la forma in tempo per far bene nel momento giusto. È la centesima edizione, il che rende questo Giro speciale. Sperodi essere tra i protagonisti perché il Giro è una corsa che mi piace, ha una grande storia alle spalle e non vedo l’ora di essere parte di questa centesima edizione. So che sarà difficile visto i tanti i corridori forti alla partenza, ma a me piacciono le sfide”.

ROHAN DENNIS

Rohan Dennis in azione a cronometro. PHOTO CREDIT: ANSA - BettiniPhoto - LaPresse

L'australiano del Team BMC è principalmente uno specialista del cronometro (ex pistard) che sta provando a riciclarsi come corridore a tutto tondo in grado di fare classifica anche nelle grandi corse a tappe. Difficile immaginarlo tra i primissimi del Giro del Centenario, troppo le grandi salite che dovrebbero risultargli indigeste. Secondo alla Tirreno-Adriatico, nelle prove contro il tempo e su traguardi non eccessivamente duri, Dennis potrebbe rivelarsi un protagonista inatteso del Giro numero cento: "Ho molto da imparare e devo iniziare da qualche parte. Credo che il Giro d’Italia offra molte opportunità per ottenere un risultato positivo e per questo ho deciso di disputarlo. È il primo grande giro dell’anno e ottenere un buon risultato qui significa poter essere pronto per correre qualsiasi altra corsa. Sulla carta il Giro sembra essere sempre più duro ad ogni edizione che passa. Probabilmente non si adatta al meglio alle mie caratteristiche, quindi fare bene su un terreno che non è proprio il mio significherebbe tanto in prospettiva futura. Sono contento della mia forma, I risultati del Tour of the Alps sono promettenti”.

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