Rio 2016 - Sciabola maschile, i verdetti: bis d'oro per l'ungherese Szilagyi, battuto Homer. Bronzo al sudcoreano Kim

Nella nuovissima Carioca Arena 3 di Rio De Janeiro, nella nottata italiana, vanno in scena le due finali del torneo di sciabola maschile: la prima, tra l'iraniano Mojtaba Abedini ed il sudcoreano Kim Junghawn, vede quest'ultimo avere la meglio, mentre nella finalissima per l'oro è Aron Szilagyi a laurearsi oro olimpico per la seconda volta dopo Londra 2012 grazie al 15-8 sullo statunitense Daryl Homer.

Rio 2016 - Sciabola maschile, i verdetti: bis d'oro per l'ungherese Szilagyi, battuto Homer. Bronzo al sudcoreano Kim
Rio 2016 -

Nella nuovissima Carioca Arena 3 di Rio De Janeiro, nella nottata italiana, vanno in scena le due finali del torneo di sciabola maschile: la prima, tra l'iraniano Mojtaba Abedini ed il sudcoreano Kim Junghawn, vede quest'ultimo avere la meglio, mentre nella finalissima per l'oro è Aron Szilagyi a laurearsi oro olimpico per la seconda volta dopo Londra 2012 grazie al 15-8 sullo statunitense Daryl Homer.

Nella finale degli "sconfitti" è Kim, grande favorito alla vigilia insieme proprio ad Aron Szilagyi, a partire meglio, con attacchi a testa bassa a trovare sempre il varco giusto nella difesa di Abedini: l'iraniano risponde in ritardo e in men che non si dica il campione asiatico in carica è avanti 3-0. Un paio di tocchi simultanei, poi ancora il coreano a prendere l'iniziativa: due attacchi travolgenti, una risposta su incertezza dell'avversario e 6-0 in cassaforte. Abedini riesce a svegliarsi, piazza due buone parate e risposte trovando entrambe le volte la stoccata esterna, ma subito è Kim Junghawn a trovare altre due risposte vincenti per far partire il minuto di pausa sull'8-2. 

Alla ripresa buona ancora una volta la risposta di Abedini, ma Kim è troppo superiore: prima la finta interna e la stoccata esterna, poi il tocco sulla spalla quando l'avversario cerca di prendere l'iniziativa. 11-3 per Junghawn che trova meravigliosamente la lama di Abedini, salvo incappare in qualche incertezza come quella che regala la quarta stoccata all'iraniano. Riprende il comando delle operazioni Kim, ma stavolta Abedini fa valere la sua parata per accendere ancora la luce rossa. Doppio affondo, arriva il controllo del replay da parte degli arbitri che attribuiscono la stoccata al coreano: la lama di Abedini è finita sotto quella dell'avversario, che quindi vola a 12 punti. Mini reazione, ancora in contrattacco, per Abedini, che riesce ad aprire un 3-1 di parziale, complice anche l'impazienza dell'asiatico che parte sempre da lontano. Altro affondo alla ripresa delle operazioni, ancora Kim a partire da lontano cercando l'attacco, ancora Abedini in controtempo, ma stavolta la spaccata del coreano vale il 14-8. Solo questione di tempo per l'affondo decisivo: la sciabola tocca sulla pancia avversaria, si accende la luce verde, e Kim Junghawn è medaglia di bronzo alle olimpiadi di Rio 2016.

Dopo la pausa per lasciare spazio alla finale del fioretto femminile, salgono in pedana i due più attesi: l'ungherese Aron Szilagyi, campione olimpico in carica, e lo statunitense Daryl Homer, che ha avuto la meglio su Abedini in semifinale.
Parte fortissimo Szilagyi, molto lucido a trovare per tre volte consecutive il fianco dell'avversario, sempre in leggero anticipo con le sue stoccate. Homer si fa valere però in parata e risposta, arrivando fino al 3-3, ma ancora i piedi mobilissimi dell'ungherese gli permettono di aggirare la lama avversaria e di colpire quando e come vuole: quattro stoccate, intervallate da un'altra ottima parata e risposta dello statunitense, portano i due a sedersi sull'8-4 dopo una prima frazione frenetica, in continua ricorsa per l'altleta a stelle e strisce, mai davvero in lotta per la medaglia d'oro se non nei primi secondi.

All'inizio della seconda manche è il campione olimpico in carica a muoversi per primo, ma la decisione arbitrale sul suo attacco è tocco simultaneo: Szilagyi chiede la revisione, e la moviola gli dà ragione permettendogli di avanzare sul 9-4. Due affondi esterni, uno per parte, con stoccata sulla spalla, mantengono invariato il distacco. 
Sull'11-6 è ancora Homer a muoversi, senza per trovare la dimensione giusta: chiusura e stoccata micidiale di Szilagyi che gli fa pagare dazia la poca reattività. Due simultanei di fila frenano un po' le operazioni, ma la sensazione è che sia solo questione di tempo: ancora l'ungherese a far valere le sue ragioni contro gli attacchi piuttosto timidi di Homer, con due tocchi di furbizia che valgono il 14-6. Da lì, manca solo l'ufficialità: di puro orgoglio lo statunitense con l'affondo e la parata e risposta per il -6, ma quando parte Szilagyi trova sempre un modo per arrivare al bersaglio: ultima luce verde di questo torneo di sciabola, medaglia d'oro per Aron Szilagyi che, commosso, corre ad abbracciare la compagna sulle tribune. Troppo poco pesante la scehrma di Daryl Homer, che paga le tante incertezze e la maggiore decisione dell'atleta ungherese, portando comunque a casa l'argento.