Rio 2016, nuoto: top e flop delle Olimpiadi

Tra conferme e sorprese, ecco il bilancio delle gare del nuoto in corsia dei Giochi Olimpici 2016.

Rio 2016, nuoto: top e flop delle Olimpiadi
Michael Phelps. Photo: Vitor Silva/SSPress

Le gare di nuoto in corsia delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 sono ormai agli archivi. Michael Phelps e Katie Ledecky si sono presi le copertine di tutto il mondo, ma è stato il movimento americano nel suo complesso a mostrare un buon ricambio generazionale, trovando gloria anche con nuotatori del calibro di Ryan Murphy, Anthony Ervin e Maya Dirado. Giganteschi i passi avanti compiuti dalla Gran Bretagna rispetto a Londra 2016, sia per numero di medaglie che per crescita del livello medio. In chiaroscuro invece l'Australia, giunta a Rio con aspettative altissime e salvatasi soprattutto grazie alle sorprese Mack Horton e Kyle Chalmers. Bene anche il Giappone di Kosuke Hagino, mentre è affondata la Francia, tra le polemiche sulla presenza di uno Yannick Agnel irriconoscibile e un Florent Manadou incapace di bissare l'oro nei 50 stile libero. 

CONFERME

Impossibile non citare per primo Michael Phelps. Lo Squalo di Baltimora è tornato più forte che mai, non tanto come velocità pure, quanto per perfetta gestione delle gare. Ha trionfato nei 200 farfalla, prendendosi la rivincita su un Chad Le Clos comunque positivo, ha dominato i 200 misti e dato un contributo fondamentale alle due staffete a stile libero a stelle e strisce, arrendendosi solo a Joseph Schooling nei 100 farfalla. Al femminile le luci della ribalta si sono accese per l'incredibile Katie Ledecky, oro nei 200, 400 e 800 s.l. (e non c'erano i 1.500). Per lei anche il primo posto nella 4X200 e l'argento nella 4X100. Ha sfiorato l'en plein l'ungherese Katinka Hosszu, perfetta nei 200 e 400 misti e nei 100 dorso, chiudendo i suoi Giochi con una sola sconfitta, quella nei 200 dorso. Adam Peaty ha impressionato e dominato nei 100 rana, esattamente come accaduto a Ryan Murphy nel dorso maschile. Non ha sbagliato pressochè nulla Sarah Sjoestroem, oro nei 100 farfalla, argento nei 200 s.l. e bronzo nei 100 s.l. Si è confermato a buoni livelli anche lo statunitense Nathan Adrian, che non ha bissato il successo di Londra nei 100, ma ha comunque conquistato due bronzi individuali e due medaglie d'oro in staffetta. Non ha tradito le attese Gregorio Paltrinieri, confermatosi miglior mezzofondista al mondo.

SORPRESE

Le principali novità si sono viste nella gara regina, i 100 stile libero. Sia al maschile che al femminile si sono imposti giovani nuotatori, sconosciuti al grande pubblico. Si tratta dell'australiano Kyle Chalmers, dell'americana Simone Manuel e della canadese Penny Oleksiak (le ultime due oro ex aequo). La Manuel ci ha aggiunto un oro e un argento nella 4X100 mista e in quella stile libero, la Oleksiak ha condotto il Canada fino ai due terzi posti in staffetta e si è anche presa l'argento nei 100 farfalla.

Ha fatto incetta di medaglie anche Maya Dirado, americana in grado di rompere l'egemonia della Hosszu nei 200 dorso, oltre che di aggiudicarsi un argento e un bronzo nei misti e un oro nella 4X200 s.l.

Gli Stati Uniti hanno fatto centro pure con Lilly King, che ha tenuto dietro Yulia Efimova nei 100 rana, e con Kathleen Baker, argento nei 100 dorso. Grandissimo anche il kazako Dmitriy Balandin, davanti a tutti nei 200 rana maschili. Nella velocità pure ecco spuntare il veterano Anthony Ervin e la danese Pernille Blume. Mack Horton ha invece vinto a sorpresa i 400 s.l., mentre Gabriele Detti ha fatto il massimo con due bronzi inattesi. Da seguire la crescita nei 1.500 stile libero dell'americano Jordan Wilimovsky.

FLOP

Cameron McEvoy e Cate Campbell sono tra i grandi sconfitti di queste Olimpiadi. Giunti da favoriti nei 100 stile libero, non hanno retto la pressione e sono finiti lontani dal podio. Come loro anche la connazionale Emily Seebohm e in parte Mitchell Larkin nel dorso (che comunque un argento lo ha portato a casa). Disastrosa Melissa Franklin, lontanissima dagli standard che l'avevano portata a essere considerata come la nuova regina del nuoto internazionale.

Male la spedizione russa, salvatasi grazie a Evgeny Rilov e a un paio di guizzi della discussa Yulia Efimova, che ha approfittato peraltro del disastro totale compiuto dalla lituana Ruta Meilutyte, fuori forma e lontana dal podio. Rimangono incompiute le danesi Rikke Moller Pedersen e Jeanette Ottesen, mentre Mireia Belmonte Garcia ha salvato la federazione spagnola con un oro inatteso nei 200 farfalla. Difficile l'Olimpiade di James Guy, iridato di Kazan nei 200 e 400 s.l, qui a secco ad eccezione delle staffette. Un po' come è indecifrabile l'Olimpiade di Sun Yang, oro nei 200 e argento nei 400, sparito nei 1.500. A picco i francesi, da Lacourt a Stravius, passando per Mignon e per lo stesso Florent Manaudou, che dopo anni di dominio nei 50 s.l. ha dovuto passare la mano ad Anthony Ervin. Ha lottato senza successo l'olandese Ranomi Kromowidjojo, unico atleta davvero competitiva della sua nazionale.