Pallanuoto, Europei 2014: il Settebello cede di misura all'Ungheria

Grande partita degli azzurri, che resistono ai campioni del Mondo. Decide un capolavoro di Varga nel finale, ma l'Italia, pur rinnovata, si conferma grande.

Termina in semifinale la corsa continentale del Settebello. L'Ungheria, la squadra più forte al Mondo, ferma l'Italia e approda all'ultimo atto dell'Europeo di casa. 8-7 il punteggio conclusivo, sancito dal sussulto da campione di Denes Varga, non a caso il miglior giocatore del 2013. La giovane pattuglia azzurra si mostra all'altezza di palcoscenici prestigiosi. L'Italia non subisce il cambio generazionale e gioca alla pari, in acqua magiara, contro il santone Benedek. Fatale un primo tempo in cui l'Ungheria mette a frutto esperienza e concretezza, mentre gli azzurri, con l'uomo in più, non concretizzano mai. Resta una medaglia, quella meno pregiata, da conquistare. Serbia o Montenegro da battere. 

Il primo tempo porta al proscenio i due portieri più forti del mondo. Da una parte il carisma di Tempesti, dall'altra l'esuberanza di Nagy. Ad aprire le danze Denes Varga, con Giacoppo non perfetto in copertura. Il pari dell'Italia è di Di Fulvio, ma una controfuga rapidissima consegna il nuovo vantaggio all'Ungheria. Madaras completa il break punendo la nostra Nazionale, disattenta. 0/5 per gli azzurri in superiorità numerica. L'inizio di secondo parziale, nell'inferno di Budapest, segna il prepotente ritorno dell'Italia. Figlioli conquista l'espulsione e sigla il 3-2, Gallo non perdona col mancino. L'Ungheria non si scompone e riallunga sul 5-3, ma a fil di sirena è ancora Gallo a tenere in scia i ragazzi di Campagna.

Nel terzo periodo emerge la tensione di una sfida da dentro-fuori. Il gol diventa una chimera e le difese dominano la scena. Ad aggiornare il tabellino provvede Hosnyanszky, grazie a uno sfortunato tocco di Gallo. Come con la Croazia, si vede, nella seconda metà gara, Giorgetti. Suo il 6-5. Si entra negli ultimi otto minuti con l'Italia indietro di una rete. A trovare la parità è Luongo, tra i meno brillanti nella serata di Budapest. Tempesti non riesce a contenere la conclusione ravvicinata di Hosnyanszky e l'Ungheria torna a più uno. Il genio di Figlioli permette agli azzurri di rientrare ancora una volta. Celestiale la palla al centro per Aicardi. Sul 7-7, il gioiello di Varga. Vince l'Ungheria, l'Italia esce a testa altissima.   

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