Nuoto, Open di Vichy: Federica Pellegrini da corsa anche nei 100 stile libero

L'azzurra, in Francia, firma un ottimo crono nei 100, confermando le meraviglie della doppia distanza.

Nuoto, Open di Vichy: Federica Pellegrini da corsa anche nei 100 stile libero
Nuoto, Open di Vichy: Federica Pellegrini da corsa anche nei 100 stile libero

1'55"00, 54"37. Federica Pellegrini incanta la Francia, ruba la scena ai protetti di casa e chiama le rivali, mentre si avvicina, velocemente, l'appuntamento iridato. Il crono dei 200, il terzo dell'anno, è una gemma da incastonare verso Kazan, ma il rilevamento sulla distanza più breve, mai cara a Federica, è altrettanto significativo, perché conferma la bontà del lavoro svolto in questi mesi. 

L'intento è chiaro, velocizzare la prima parte di gara, per non ritrovarsi, in Russia, a distanza siderale da velociste di prima fascia come Heemskerk e Sjoestroem (ancora in dubbio per i 200) a metà percorso. La Pellegrini prosegue nel processo di trasformazione, saluta i 400, sposa la velocità, per salire, ancora una volta, sul podio mondiale, prima dell'ultima sinfonia olimpica. 

A Vichy, il test è di primo livello, perché in acqua ci sono la transalpina Bonnet e la magiara Hosszu, bastonata nella doppia distanza. 54"37, miglior crono di sempre con costumi in tessuto, 3 centesimi meglio del 54"40 che rilevò Federica su questa distanza.

Il cronometro racconta molto del momento, ma è il volto a fugare ogni dubbio. Dentro Federica arde il fuoco della competizione, l'idea della battaglia. La luce che illumina la Pellegrini ha un sapore antico, è un ritorno al passato. Parla poco l'azzurra, lascia la scena al tecnico Giunta, non è il momento dei proclami. Sui blocchi, a Kazan, Federica attende il meglio del panorama natatorio, in una gara mai di livello così alto. In tante per l'oro, anche Federica, a dispetto delle critiche, dei cenni di dissenso. 

Dalla Pellegrini a Magnini. Filippo, ormai non più negli anni di splendore, vive di agonismo, non accetta mai la sconfitta, combatte bracciata dopo bracciata, contro avversari e acciacchi. Nei 200, è terzo, miglior azzurro, in 1'49"28, davanti a Di Giorgio e D'Arrigo. Male Scozzoli nei 100 rana di Van der Burgh, 1'01"54 per l'azzurro. Lontanissimo dai suoi migliori tempi Detti nei 1500, il Mondiale è un sogno sbiadito.

Manadou domina Cielo nei 50 stile, 21"61 per il transalpino, Lacourt vince nella gara veloce del dorso il duello di Francia con Stravius. 200 misti a Turrini (2'02"55), Castiglioni terza nei 50 rana al femminile.  

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