L'Italnuoto verso le Olimpiadi tra certezze e novità

Bilancio degli Europei di Londra 2016 nel nuoto in corsia. Da Paltrinieri alla Pellegrini, da Detti a Dotto, tutti i protagonisti attesi anche a Rio.

L'Italnuoto verso le Olimpiadi tra certezze e novità
Foto by Andrea Staccioli-Deepbluemedia/Insidephoto

Si è chiuso ieri il campionato europeo di nuoto 2016, con la seconda settimana dell'Aquatic Center di Londra interamente dedicata alle gare in corsia. L'Italia ha confermato la sua ottima tradizione nell'ambito delle rassegne continentali, raccogliendo la bellezza di diciassette medaglie, di cui cinque d'oro, sette d'argento e cinque di bronzo. A trainare il movimento azzurro non solo i podi conquistati, ma anche le tantissime partecipazioni in finale, praticamente in tutte le discipline e sia con uomini che con donne. Ed è finalmente possibile anche stilare un primo elenco di coloro i quali voleranno a Rio de Janeiro per le prossime Olimpiadi di agosto, principale obiettivo non solo dell'anno in corso ma della carriera di molti tra gli atleti italiani. 

Gli Europei in chiave azzurra si sono aperti con il botto: è stato infatti subito Gabriele Detti a prendersi l'oro nei 400 stile libero, grazie a una prestazione superba soprattutto nei secondi 200, in cui ha fatto letteralmente il vuoto dietro di sè. Il ventidueenne nipote di Stefano Morini si è poi ripetuto andandosi a prendere un argento nei 1.500 e negli 800, gare vinte dal compagno di squadra e amico rivale Gregorio Paltrinieri. Proprio l'emiliano è ormai sempre più il volto del movimento natatorio italiano al maschile, attestatosi su livelli di eccellenza mondiale, con tanto di record europeo frantumato nella distanza più lunga e a lui più congeniale. Dall'anno prossimo Detti potrebbe decidere di abbandonare i 1.500 per dedicarsi a preparare i 200, in un'evoluzione suggeritagli anche dal grandissimo tempo fatto segnare nella staffetta lunga maschile, di bronzo anche grazie ad Andrea Mitchell D'Arrigo, Filippo Magnini e Luca Dotto. Proprio quest'ultimo si è completamente ritrovato nel 2016: dopo l'exploit dei mondiali di Shanghai 2011, il velocista italiano sembrava perso per grandi traguardi, invece è stato capace di svoltare nell'anno più importante, andando a prendersi un fantastico oro nella gara regina, i 100 metri stile libero (davanti a Verschuren e Mignon) e contribuendo alla conquista della medaglia d'argento nella staffetta 4X100 s.l. mista (unico neo la squalifica in quella di chiusura).

Altri protagonisti tra gli uomini Filippo Magnini, ancora eccezionale nelle staffette, Simone Sabbioni, sempre più in crescita nel dorso (bronzo nei 100), e Federico Turrini, terzo ieri in volata nei 400 misti. Hanno invece deluso Fabio Scozzoli, non ancora tornato sui suoi standard a rana dopo il grave infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, e Matteo Rivolta, non al top nel delfino, mentre hanno fatto meglio - pur senza arrivare a medaglia - i meno attesi Andrea Toniato e Piero Codia. Luca Pizzini si è poi regalato un bronzo che vale una carriera nei 200 rana. Definitivamente fuori dai radar Luca Marin nei 400 misti, da ricostruire invece la stagione di Marco Orsi, reduce da un infortunio e fuori anche dalle semifinali dei 50 s.l. Per quanto riguarda le donne, è stata ancora una volta Federica Pellegrini a prendersi la scena, prima nelle staffette (argento nella 4X100 stile libero, nella mista mista e nella mista stile libero), poi con una gran rimonta nella sua gara, i 200 sl, vinti praticamente al fotofinish sull'eterna piazzata Femke Heemskerk, l'olandese ora allenata dal francese Philippe Lucas. Eppure le sue compagne di squadra hanno fatto vedere alcuni miglioramenti soprattutto con Ilaria Bianchi, bronzo nei 100 delfino dietro alle imprendibili Sjoestroem e Ottesen, e con Erika Ferraioli, Martina Carraro e Silvia Di Pietro, fuori dal podio ma comunque competititive. Qualcosa si muove anche nel mezzofondo, dove Simona Quadarella si è presa la ribalta con due quinti posti negli 800 e nei 1.500 (male Diletta Carli), e nei misti, dove la giovane Sara Franceschi ha dimostrato di avere grandi margini di miglioramento. Beffate invece nei 200 delfino Alessia Polieri (in finale con il miglior tempo) e Stefania Pirozzi, autrici di buoni tempi nelle eliminatorie ma a secco di medaglie.

Come comunicato dalla FIN in chiusura di Europeo, si è ora aggiornato l'elenco dei partecipanti alle prossime Olimpiadi, che riportiamo di seguito per chiarezza espositiva. 


Share on Facebook