Windsor 2016, bilancio della spedizione azzurra

Con Federica Pellegrini oro nei 200 s.l., sono state soprattutto le ragazze (Silvia Di Pietro in primis) a trascinare l'Italnuoto ai Mondiali di Windsor. Tra gli uomini il ritorno di Scozzoli e il secondo posto di Paltrinieri.

Windsor 2016, bilancio della spedizione azzurra
Windsor 2016, bilancio della spedizione azzurra

E' di sette medaglie il bottino dell'Italnuoto ai Campionati mondiali in vasca corta 2016 terminati nella notte canadese di Windsor. Tredicesima rassegna iridata sulla distanza, e soddisfazioni principali per gli azzurri che provengono ancora e sempre da Federica Pellegrini. La Divina ha infatti conquistato l'unico oro della nostra spedizione, vincendo il testa a testa con l'ungherese Katinka Hosszu nella sua gara (almeno per i prossimi diciotto mesi), vale a dire i duecento metri stile libero.

Federica ha poi contribuito ad altri due podi, ottenendo un argento con la staffetta 4X100 stile (insieme a Ferraioli, Di Pietro e Pezzato) e al bronzo della 4X50 s.l. (stessa composizione), mentre l'argento della 4X50 mista porta la firma di Silvia Scalia, Martina Carraro e delle due stakanoviste Silvia Di Pietro ed Erika Ferraioli.

Proprio queste ultime hanno messo in mostra una stato di forma invidiabile, che ha consentito loro di gareggiare più volte non solo in staffetta, ma anche nelle prove individuali a farfalla e stile libero. Prestazioni che sono state ripagate da una luccicante medaglia d'argento per la Di Pietro nei 50 s.l., alle spalle della sola olandese Kromowidjojo, e da un quinto posto nei 50 farfalla, in una finale dall'alto tasso di competività (oro alla Ottesen, argento alla Worrell, bronzo alla Ikee).

Dal canto suo, la Ferraioli ha chiuso quinta, a undici centesimi dal podio, nei 50 stile, destando un'ottima impressione in tutte le batterie e semifinali cui ha preso parte. Discreto l'esordio della dorsista Silvia Scalia, che ha faticato nelle prove individuali, ma ha contribuito all'argento della staffetta mista, con il suo 26.96 nella frazione d'apertura. Al resto ha pensato, come accennato, la Pellegrini, probabilmente non al top della forma, ma capace di tirar fuori l'ennesimo capolavoro della sua carriera, annichilendo la straordinaria Katinka Hosszu nei 200 s.l., con 1:51.73 che ha reso ancor più splendente l'unico oro che le mancava nella sua distanza preferita. In ombra invece la ranista Martina Carraro, d'argento nella 4X50 mista (30.12 il suo tempo), ma mai competitiva nelle prove individuali, 50 e 100 metri. 

Qualche delusione in più al maschile, con Gregorio Paltrinieri incapace di andare oltre il secondo posto nei 1.500 s.l, battuto dall'ex dopato Park, ma comunque fiducioso per il prosieguo della stagione. Virate e una preparazione iniziata tardi non lo hanno aiutato, ma talento e dedizione al lavoro sono dalla sua, con l'obiettivo dei Mondiali di Budapest in lunga già nel mirino.

Evidentemente stanco e fuori forma Gabriele Detti, subito out nei 400 s.l., gara in cui avrebbe voluto replicare il podio di Rio de Janeiro, e in grossa difficoltà anche nei 1.500, chiusi in ultima posizione. A Windsor si è però ritrovato Fabio Scozzoli, ranista di primo livello la cui carriera è stata contrassegnata dagli infortuni. Dopo anni di difficoltà, Scozzoli ha agguantato una splendida medaglia di bronzo nei 100 e si è giocato le sue carte anche nella finale dei 50 vinta dal sudafricano Cameron Van Der Burgh.

Rimandato ma non bocciato Luca Dotto, a cui è mancato l'ultimo guizzo sia nei 50 s.l. (sesto in 21.39) che nei 100 (quinto in 46.95). Sua anche la responsabilità della squalifica (cambio irregolare) della 4X50 mista mista, che avrebbe altrimenti agguantato un altro bel bronzo. Da rivedere invece il giovane Giacomo Carini, che a farfalla non si è qualificato per nessuna delle due finali (tredicesimo nei 200 e addirittura venticinquesimo nei 100).


Share on Facebook