Budapest 2017 - Le favorite nelle gare femminili a stile libero

La Sjoestroem insegue la doppietta, Ledecky dai 200 ai 1500, i sogni della Pellegrini.

Dal 23 luglio, a Budapest, spazio al nuoto in corsia. Dopo la panoramica maschile, spostiamo ora l'attenzione sul settore femminile. Siamo all'alba di una rassegna di livello straordinario, con due protagoniste, per quel che concerne lo stile libero, senza eguali. Sarah Sjoestroem e Katie Ledecky rischiano di monopolizzare la rassegna, in virtù di una superiorità schiacciante, ribadita nel corso della stagione natatoria. La rinuncia della svedese ai 200 cancella lo scontro più atteso, ma la curiosità per i riscontri cronometrici resta intatta. 

Obiettivo dichiarato per la Sjoestroem, oro e mondiale nei 50 e nei 100 stile. Detiene, in entrambe le specialità, la prima prestazione dell'anno. 23"83 a Stoccolma sulla vasca secca, 52"08, impressionante, nei 100, a soli 2 centesimi dal primato di Cate Campbell, assente in Ungheria. Chi può fermare, o quantomeno ostacolare, la marcia della scandinava? Nei 50, può mantenere la scia la Blume - 24"13 - leggermente più staccata la Manuel - 24"27. Per storia e classe, da considerare anche Kromowidjojo e Bronte Campbell. L'Italia cala la carta Di Pietro - 24"93 -  spiragli per la semifinale. 

Nei 100, materia ancora più complessa. Le sorprese di Rio, Manuel ed Oleksiak, sono oggi campionesse acclarate, tuttavia distanti dalla mirabolante Sjoestroem. La Manuel, ad Indianapolis battuta dalla Comerford (52"81), deve crescere, così come la stellina canadese, ben al di sopra del 53"00 fin qui. Bronte Campbell vanta un discreto 52"85, McKeown e Coleman sono semplici variabili. Iscritta Federica Pellegrini - 53"92 - ma non è ancora la sua gara. 

Source: Christopher Lee/Getty Images Europe
Source: Christopher Lee/Getty Images Europe

Con il passaggio ai 200, si assiste all'ingresso perentorio di Katie Ledecky. 1'54"84, crono normale se rapportato a quello a cinque cerchi. Su questa distanza, deve ancora sfoderare il massimo del potenziale, le avversarie possono quindi coltivare un'illusione. A ridosso della Ledecky, una margherita ricca, raccolta in una manciata di decimi. 1'55"64 per la Coleman, poi McKeown, Bonnet e Pellegrini. 1'55"94 agli Assoluti di Riccione, un cambio netto di preparazione per trovare la miglior performance in acqua iridata. Cerca l'ennesimo sigillo, ha dalla sua esperienza e carattere. 

Source: Paolo Bruno/Getty Images Europe
Source: Paolo Bruno/Getty Images Europe

3'58"44, così Katie Ledecky si presenta al mondiale nei 400. Unica nuotatrice in grado di mantenere un passo da sotto 4 minuti. Cresce, dietro all'americana, la qualità media, la Li - 4'02"52 a Quingdao - va a caccia dell'argento, pressata da Leah Smith, Titmus, Kapas e Belmonte. Medesimo contesto anche negli 800. Un riferimento inarrivabile, 8'11"50 nel 2017 per la Ledecky, e due medaglie in palio, argento e bronzo. La Smith, su una distanza più lunga, si fa preferire rispetto alla Li, attenzione ancora una volta all'australiana Titmus. La Quadarella - 8'25"08 - sostiene il vessillo tricolore.    

In chiusura, i 1500. Salire sul podio resta impresa difficile, ma la Quadarella del Sette Colli ha il dovere di provarci. 16'03"55, è il terzo tempo dell'anno, non distante dal secondo della Smith. La Ledecky ha un margine considerevole, 15'35"65, a sottolineare la differenza sostanziale rispetto all'intero campo gara. Kapas, Moore e Belmonte possono ambire a ribaltare le gerarchie.   

Nuoto