Budapest 2017, oro e record per Peaty e Sjoestroem. Conferma Hosszu, Proud vola nei 50 farfalla

Primo posto e record dei campionati per il britannico e la svedese, rispettivamente nei 100 rana e nei 100 farfalla. Katinka Hosszu si prende i 200 misti, Proud i 50 farfalla. Arianna Castiglioni eliminata nelle semifinali dei 100 rana, Matteo Milli in quelle dei 100 dorso.

Budapest 2017, oro e record per Peaty e Sjoestroem. Conferma Hosszu, Proud vola nei 50 farfalla
Source: Christopher Lee/Getty Images Europe

La seconda giornata di semifinali e finali dei Mondiali di nuoto di Budapest 2017 vede confermarsi i protagonisti più attesi di questa rassegna iridata ungherese. Copertina che spetta di diritto al britannico Adam Peaty, trionfatore nei 100 rana con il record dei campionati, in 57.47, e alla svedese Sarah Sjoestroem, che fa suoi i 100 farfalla, aggiornando il championships record con il nuovo crono di 55.53. Non sbaglia nemmeno Katinka Hosszu, idolo incontrastato della Duna Arena, che rinuncia ai 100 dorso per dedicarsi esclusivamente ai 200 misti. Scelta che paga dividendi, perché la magiara si aggiudica una delle sue gare preferite, davanti alla giapponese Ohashi e all’americana Cox. La finale dei 50 farfalla maschili, la più incerta alla vigilia, diventa terreno di caccia di un altro britannico, Benjamin Proud, che nella velocità pura brucia il brasiliano Nicholas Santos e il russo Kirill Prigoda, con il tempo di 22.75. Quattro anche le semifinali disputatesi, con Sun Yang che si nasconde nei 200 stile libero, lasciando spazio a Duncan Scott e James Guy, mentre nei 100 dorso fa sensazione il tempo (52.44) di un altro cinese, Jiayu Xu (52.44), che avanza con prepotenza la candidatura all’oro di domani. La russa Yuliya Efimova si conferma favorita nei 100 rana al femminile, ma dovrà guardarsi dalla concorrenza dell’americana Lilly King, più che da quella della lituana Ruta Meilutyte. Prova di forza infine della canadese Kylie Masse nei 100 dorso, un 58.18 che sembra lasciare annichilite le rivali, dall’australiana Emily Seebohm alle due statunitensi Kathleen Baker e Olivia Smoliga.

Il pomeriggio del lunedì di Budapest si apre con la finale dei 100 rana maschili. Adam Peaty è implacabile, conferma i pronostici della vigilia, allunga sin dai primi cinquanta metri, diventa imprendibile già ai 75, e si invola infine verso il record dei campionati, 57.47, che gli vale la medaglia d’oro. Secondo posto e argento per l’americano Kevin Cordes, in 58.79, che rispetta il piano gara e coglie il miglior piazzamento tra gli “umani”. Bronzo a sorpresa per il russo Kirill Prigoda, che in corsia otto sorprende la concorrenza in 59.05, beffando il giapponese Koseki (59.50) e l’altro americano Miller (59.11). Un record tira l’altro, perché nella finale femminile dei 100 farfalla Sarah Sjoestroem imita Peaty, dominando la gara con il miglior tempo mai nuotato ai Mondiali, un 55.53 che distanzia di parecchio la seconda classificata, l’australiana Emma McKeon (56.18). Medaglia di bronzo per la statunitense Kelsi Worrell, in parte ridimensionata, in 56.57. Giù dal podio la canadese Penny Oleksiak (56.94) e la nipponica Rikako Ikee (57.08).

Le semifinali del 100 dorso maschili sono invece un segnale che il cinese Jiayu Xu (52.44) manda al resto del mondo. Dominata la propria frazione, con il giapponese Ryosuke Irie lontano, in 53.02, così come il russo Grigory Tarasevich (53.06), Ancora più staccato l’aussie Mitchell Larkin, in 53.19. Nella prima semifinale erano stati invece i due statunitensi Ryan Murphy e Matt Grevers a dare spettacolo, con il primo davanti per questione di centesimi (52.95 contro 52.97), mentre il brasiliano Guido Guilherme raggiunge la finale in 53.71. Eliminato l’azzurro Matteo Milli, unico italiano in gara, che con il tempo di 54.44 non riesce a qualificarsi per la finale. Fuori dall’ultimo atto dei 100 rana femminili anche Arianna Castiglioni, solo dodicesima in semifinale, con il tempo di 1:07.19. A rana la sfida sembra essere limitata alla russa Yuliya Efimova (1:04.36) e allo statunitense Lilly King (1:04.53), mentre la lituana Ruta Meilutyte, ancorchè terza in 1:05.06, conferma le sensazioni del mattino: competitiva per il podio, difficilmente per la medaglia d’oro. Mina vagante l’altra americana Katie Meili, in 1:05.48.

La successiva finale dei 50 farfalla al maschile premia lo sforzo di Benjamin Proud, britannico classe 1994 che, grazie a una gran partenza, va a prendersi l’oro in 22.75, soffiandolo per quattro centesimi al brasiliano Nicholas Santos, argento, e per nove all’ucraino Andrii Govorov, bronzo. Solo medaglia di legno per uno dei favoriti della vigilia, lo statunitense Caeleb Dressel, che chiude in 22.89 davanti a Joseph Schooling, da Singapore (22.95). Spettacolare Kylie Masse nella semifinale dei 100 dorso femminili: la canadese timbra un fantastico 58.18, che le conferisce i galloni di favorita per la gara di domani, anche perché la seconda classificata, l’australiana Emily Seebohm, insegue con il tempo di 58.85. Seguono le americane Kathleen Baker e Olivia Smoliga (rispettivamente in 59.03 e in 59.07).

Sun Yang sornione nelle semifinali dei 200 stile libero maschile. Il campione cinese, già oro nei 400, lascia la scena al britannico Duncan Scott, che vince la sua frazione in 1:45.16, proprio davanti a Sun, che accelera solo nel finale, per un 1:45.24 che ha margini di miglioramento. Nella prima semifinale bene l’altro britannico James Guy, in 1:45.18, che brucia negli ultimi venticinque metri l’americano Townley Haas, 1:45.43, parso comunque competitivo per il podio. Il pubblico della Duna Arena impazzisce per Dominik Kozma, ungherese qualificato per la finale in 1:45.87, insieme ai russi Krasnikh (1:45.47) e Dovgalyuk (1:45.74). Mack Horton, Blake Pieroni e Velimir Stjepanovic non superano invece lo sbarramento della semifinale. Ma a far esplodere definitivamente la folla magiara è Katinka Hosszu, la Iron Lady, che non tradisce le attese nella finale dei 200 misti, conduce una gara d’attacco e conquista la medaglia d’oro con il tempo di 2:07.00. Seconda, a sorpresa, la giapponese Yui Ohashi (2:07.91), terza l’americana Madisyn Cox (2:09.71), mentre deludono sia l’altra statunitense Melanie Margalis che la britannica Siobhan O’Connor, lontane dal podio.

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