Budapest 2017, Gran Bretagna d’oro nella 4X200 s.l. maschile. Sesta l’Italia

Duncan Scott e James Guy confezionano una splendida rimonta per i britannici, primi davanti a Russia e Stati Uniti. Azzurri sesti, con il quartetto formato da Megli, Detti, Magnini e Dotto.

Budapest 2017, Gran Bretagna d’oro nella 4X200 s.l. maschile. Sesta l’Italia
James Guy. Fonte: Source: Adam Pretty/Getty Images Europe

L’Italia della 4X200 stile libero maschile non va oltre il sesto posto ai Mondiali di Budapest 2017. Il quartetto azzurro, composto per l’occasione da Filippo Megli, Gabriele Detti, Filippo Magnini e Luca Dotto fa segnare il tempo di 7:09.44, a oltre sei secondi del podio. La medaglia d’oro va alla Gran Bretagna, protagonista di una grandissima rimonta grazie alle ultime frazioni di Duncan Scott e James Guy, dopo l’avvio di Stephen Milne e Nicholas Grainger, per un crono di 7:01.70. Argento alla Russia, in 7:02.68, bronzo agli Stati Uniti, in 7:03.18. Giù dal podio l’Australia, in 7:05.98.

In prima frazione, Filippo Megli prova a limitare i danni, ma dopo un cento nuotato a ottimi livelli, cala decisamente, allontanandosi dagli Stati Uniti di Blake Pieroni e alla Russia di Mikhail Dovgaliyuk. Al momento del cambio con Gabriele Detti l’Italia è settima, e la rimonta del livornese produce l’effetto di guadagnare un paio di posizioni, mentre Townley Haas stacca Mikhail Vekovishchev, con Australia e Gran Bretagna in lotta per il podio. Ma è Duncan Scott l’uomo della riscossa britannica, in una terza frazione che vede assestarsi tre squadre davanti a tutti (Jack Conger e Danila Izotov nuotano sostanzialmente sugli stessi tempi). Filippo Magnini non regge il ritmo degli avversari, e gli azzurri scivolano nuovamente in settima posizione.

All’ultimo cambio, gli Stati Uniti sono ancora avanti alla Russia, ma per la Gran Bretagna sopraggiunge come una furia James Guy, che sorpassa a doppia velocità sia Grothe che Krasknikh, regalando alla sua nazionale un fantastico oro. I russi chiudono secondi, d’argento davanti agli Stati Uniti, mentre l’Australia è ancora giù dal podio, nonostante il quartetto Lewis, Horton, Graham, Cartwright. Quinto il Giappone, in 7:01.68, poi un’Italia in cui Luca Dotto fa il suo, la Polonia, in 7:09.62, e l’Olanda, staccatissima, in 7:12.76.

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