Budapest 2017 - I risultati delle batterie della settima giornata

Detti e Paltrinieri passeggiano nei 1500, Carraro e Castiglioni bene a rana, fuori Di Pietro e Milli.

La penultima mattinata ungherese propone cinque prove in vasca. Gli azzurri sono protagonisti in ognuna di queste, con risultati però alterni. Piace sottolineare la performance di Arianna Castiglioni. Sbriciola il primato italiana nei 50 rana, firma un 30"33 che è il terzo crono assoluto, alle spalle delle indiscusse regine King ed Efimova. Entrambe vincono le rispettive batterie, l'americana in 29"76, la russa in 29"99. Impressione chiara, l'alta frequenza della King può essere fattore determinante. Martina Carraro, pur in difetto rispetto alla connazionale, trova il pass per il pomeriggio, 30"92, tredicesima piazza complessiva.

Sorte avversa, invece, per Milli e Di Pietro. Il primo si tuffa nei 50 dorso, ma non centra, per pochi centesimi, la qualificazione. 25"24, mancano sette centesimi per la semifinale mondiale. Il nipponico Koga - 24"54 - ha il miglior crono di accesso al secondo atto della distanza, ma l'attenzione è tutta per Camille Lacourt. Il transalpino non delude, si porta in seconda posizione alle spalle del giapponese, 4 centesimi il divario. Grevers e Xu meditano l'assalto. Silvia Di Pietro si gioca le sue carte nei 50sl, ma i problemi fisici fermano l'incedere dell'azzurra. Non basta l'orgoglio, è la prima delle escluse, 25"07 per lei. Davanti, ancora Sarah Sjoestroem. 24"08, un cuscinetto importante. Blume, Kromowidjojo e soprattutto Manuel le insidie.  

Approda in finale la staffetta 4x100 sl mista. L'ottima apertura di Miressi - 48"5 - spiana la strada all'Italia, prima nella seconda batteria davanti alla Russia. 3'25"71, quinto crono tra le otto chiamate a giocarsi il titolo. In carrozza gli Stati Uniti, primo tempo per l'Olanda, 3'23"89. Attenzione, dall'esterno, a Russia ed Australia oggi pomeriggio. Per quel che concerne il quartetto tricolore, oltre a Miressi, in acqua Vendrame, Pellegrini e Ferraioli. Possibile innesto di Luca Dotto. 

Infine, Detti e Paltrinieri. Sun, ridimensionato negli 800, rinuncia ai 1500, ma la distanza trova nuovi protagonisti. Dopo il 14'59"44 di Park, la gara si accende. Wojdak gestisce con apparente semplicità la sua batteria, risparmiando preziose energie nel finale. 14'57"39 per il polacco. Nell'ultima, gli azzurri. Detti, dopo circa 200 metri, concede il benestare a Paltrinieri e Romanchuk e si accasa in una morbida terza posizione. 14'50"10 al termine. Greg instaura, invece, un bel duello con l'ucraino. Romanchuk vuole imporsi e inserisce il turbo al tramonto. 14'44"11, Paltrinieri a due decimi. Alle porte un epilogo stellare.

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