Esclusiva Vavel - In viaggio nella serie A1 di volley femminile: Raffaella Calloni

La centrale bustocca, classe 1983, ha iniziato la sua seconda stagione in riva all'Arno, con la maglia de Il Bisonte Firenze. La sua serenità è data dal fatto di avere seguito il cuore nelle scelte professionali.

Esclusiva Vavel - In viaggio nella serie A1 di volley femminile: Raffaella Calloni
Esclusiva Vavel - In viaggio nella serie A1 di volley femminile: Raffaella Calloni

Vavel Italia prosegue il suo viaggio all'interno delle tredici squadre del campionato di serie A1 di pallavolo femminile, facendovi incontrare le protagoniste.

Se per caso vi siete persi la prima tappa, la potrete trovare qui. In occasione della seconda tappa ci spostiamo in Toscana, precisamente a San Casciano in Val di Pesa, comune di 17.247 abitanti in provincia di Firenze, tra le colline del Chianti. Qui ha sede l'Azzurra Volley, che gioca le proprie partite casalinghe al Mandela Forum, nel capoluogo toscano. La denominazione corretta di questa squadra è Il Bisonte Firenze, l'unica compagine del campionato ad avere un'allenatrice, l'ex giocatrice Francesca Vannini. Ha iniziato la sua seconda stagione con questa maglia, la centrale bustocca, classe 1983, Raffaella Calloni.

Pallavolisticamente parlando è cresciuta nelle giovanili dell'Ardor, squadra della sua città natale. Poi ha militato nelle seguenti squadre: Club Italia, Novara, Futura Volley Busto Arsizio, di nuovo Novara, Jesi, Villa Cortese, Baku, Conegliano, per poi arrivare a Firenze. Raffaella Calloni con i club ha conquistato i seguenti titoli: Supercoppa italiana nel 2005 e Top Teams Cup 2005/2006 in maglia Asystel Novara, Challenge Cup 2008/2009 in maglia Pieralisi Jesi, Coppa Italia 2010/2011 in maglia Villa Cortese. In azzurro ha conquistato il bronzo nel 2005 ai Giochi del Mediterraneo. Raffaella Calloni ha ottenuto il premio di miglior muro del campionato di serie A1 femminile 2012/2013, in maglia Imoco Volley Conegliano.

Quali ragioni hanno influito nella tua decisione di restare a Firenze anche nella stagione 2015/2016?

"Le ragioni del cuore. La stagione precedente arrivavo da un brutto infortunio e da un contratto stracciato, Firenze mi ha dato la possibilità di riprendermi sia fisicamente che mentalmente, e mi ha dato fiducia in un momento davvero complicato della mia carriera. Sono rimasta perché il cuore mi ha detto di farlo, persone come quelle de Il Bisonte meritano tutta la mia fiducia."

Che ruolo potrà recitare il Bisonte Firenze in questo campionato?

"Non so che ruolo potrà recitare. Per noi non sarà sicuramente un campionato facile, la speranza è quella di rendere la vita difficile a tutti, mettendo in campo tanto tanto agonismo".

In che modo ritieni di poter essere di esempio alle tue compagne di squadra più giovani?

"Essere d'esempio forse è un po' eccessivo. Di sicuro metterò a disposizione delle più giovani la mia esperienza. Cercherò di proteggerle e aiutarle se dovesse essercene bisogno".

Quali sono le qualità umane e professionali che apprezzi di più di coach Vannini?

"A livello professionale la sua conoscenza delle dinamiche di squadra. Essendo stata giocatrice riesce a capire cose che ad altri allenatori risultano sconosciute, ed è davvero una gran cosa. A livello umano apprezzo davvero tanto la sua sincerità e il suo essere diretta".

Quali allenatori hanno influito maggiormente nella tua crescita umana e professionale?

"Ognuno a suo modo ha influito nel mio percorso. Nel bene e nel male ognuno mi ha aiutato a crescere ed evolvermi. Sicuramente i più degni di nota sono due. Dragan Nescic perché è stato il primo allenatore a credere davvero in me, volendomi come titolare a Jesi. E poi Marco Gaspari. Il miglior allenatore che abbia mai avuto. Grandi competenze tecniche e tattiche, e grande persona a livello umano. È riuscito a tirare fuori il meglio di me".

Sei soddisfatta della tua carriera oppure hai qualche rimpianto?

"Sono soddisfatta del mio percorso. A volte ho fatto scelte impopolari, ma ho sempre seguito il mio cuore e questo mi da una grande serenità".

La presenza di una squadra di calcio molto seguita in città come la Fiorentina secondo te rappresenta una difficoltà per quanto riguarda la visibilità della vostra squadra e della presenza di pubblico al palazzetto?

"Onestamente non saprei. Di sicuro Firenze non è una piazza facile ma l'anno scorso, nonostante gli scarsi risultati, non abbiamo mai avuto meno di 2000 persone a vederci. Direi che non è male!".

Che differenza c'è nel sentirsi italiana nel nostro campionato ed esserlo nel campionato azero?

"È molto semplice, qui sono italiana all'estero sei straniero".

Che cosa pensi della presenza del Club Italia per la prima volta in serie A1?

"Penso sia una bella cosa per queste giovani ragazze talentuose". 

Se dipendesse da te cosa faresti per valorizzare ancor di più il movimento della pallavolo e ritieni soddisfacente la visibilità di questo sport nei media?

"Penso che l'unica cosa che manchi sia più visibilità nei telegiornali che purtroppo passano quasi esclusivamente notizie di calcio, lasciando zero spazio a noi sport minori".

Se potessi che cosa cambieresti delle regole del volley per renderlo più spettacolare?

"Tornerei alla regola dell'anno scorso che non considera invasione quando tocchi la rete nella parte bassa".

Chiudiamo con l'ultima domanda. Quali parole useresti per convincere i lettori di Vavel Italia che ancora non lo conoscono ad avvicinarsi al volley e nello specifico al campionato italiano femminile?

"Dovreste guardare il volley femminile perché è appassionante, veloce e mai scontato. Perché passare una giornata al palazzetto è una bella esperienza di condivisione per tutti". 

Vavel Italia ringrazia Raffaella Calloni e la società Il Bisonte Firenze per la loro cortesia e disponibilità.

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