VolleyF, Rio 2016: Cina Campione Olimpica, il bronzo è degli Stati Uniti. L'analisi delle finali

Giocate le finali del torneo femminile di volley: la Cina si laurea Campione Olimpica grazie al 3-1 sulla Serbia. Zhu top scorer con 25 punti; la Serbia raggiunge il podio olimpico per la prima volta nella sua storia, Boskovic top scorer con 23 punti. Nella finale per il bronzo gli Stati Uniti battono 3-1 l'Olanda con Hill top scorer; le ragazze di Guidetti ottengono il loro miglior risultato dopo venti di assenza dai Giochi.

VolleyF, Rio 2016: Cina Campione Olimpica, il bronzo è degli Stati Uniti. L'analisi delle finali
VolleyF, Rio 2016: la Cina è Campione Olimpica dopo il 3-1 sulla Serbia che ottiene uno storico argento. Il bronzo è degli Stati Uniti che battono 3-1 l'Olanda.

Il torneo femminile di volley di Rio 2016 si è chiuso con la vittoria finale della Cina, capace di battere 3-1 la Serbia.  Le ragazze di Jenny Lang Ping hanno rispettato il pronostico che le vedeva tra le favorite della vigilia: e d'altronde non poteva essere altrimenti, visto che sono le vice campioni del mondo 2014 e che l'anno scorso hanno vinto la Coppa del Mondo, oltre ad essere aver già vinto due volte la medaglia d'oro olimpica. La Serbia ha lasciato un grande impressione, soprattutto se si pensa al potenziale e a quanto le ragazze di coach Terzic possano ancora crescere; intanto hanno già raggiunto un risultato storico, visto che la Nazionale serba femminile mai aveva conseguito il podio olimpico.

Il match è stato sicuramente avvincente, con la Serbia che è partita forte, sorprendendo completamente la Cina, e andando a vincere il primo set 25-19. Le serbe si sono dimostrate subito superiori in attacco, dove hanno sfoderato una Boskovic straripante e una Mihajlovic immarcabile, ed anche a muro, dove Milena Rasic ha fatto la differenza; a questo va aggiunto anche un servizio molto incisivo che ha mandato in difficoltà la Cina. Ma al termine del primo set, Lang Ping decide di cambiare completamente la diagonale, inserendo le riserve Ding e Yang, e responsabilizzando ancora di più la Zhu, che non si è tirata indietro. La mossa si è rivelata vincente, e così dopo un inizio di secondo set ancora favorevole alla Serbia, pian piano le cinesi hanno alzato il livello e l'intensità del loro gioco, mentre le serbe hanno iniziato ad inanellare una serie di errori che hanno minato le loro certezze ed il loro entusiasmo. In particolare la Serbia ha cominciato a soffrire tantissimo in ricezione, e ciò ha inficiato pesantemente il gioco d'attacco; oltretutto Mihajlovic è andata in calando rispetto al primo set, lasciando tutto il peso dell'attacco su Boskovic. La Serbia ha peccato di inesperienza e lucidità nei momenti chiave dei set, soprattutto del terzo e del quarto, dove la Cina ha allungato in maniera decisiva grazie a Zhu, con le serbe in difficoltà in ricezione. La storia si ripete nel quarto set, dove la Serbia ha una nuova fiammata grazie alle neo entrate Brakocevic e Veljkovic e alle difese di Malesevic, e recupera sul 22 pari; sembrava poter riaprire il match, ma un errore al servizio spiana la strada alle cinesi che chiudono con Zhang e Hui. E' la vittoria dell'esperienza e della lucidità, oltre che del talento. Zhu top scorer con 25 punti, ben coadiuvata da Hui con 13 punti e da Su- Yun Li con 12. Per la Serbia impressionante la continuità di Boskovic con 23 punti, supportata dai 16 di Milena Rasic, e dalle doppie cifre di Mihajlovic e Malesevic, macchiate però da percentuali basse in attacco; ma è chiaro che questa squadra ha un grande futuro, e con quest'esperienza acquisita punterà ad ottenere grandi traguardi. I parziali: 19-25, 25-17, 25-22, 25-23.

La finale per il bronzo è stata vinta invece dagli Stati Uniti per 3-1 sull'Olanda di Guidetti, consolandosi così dopo la sconfitta in semifinale con la Serbia che ha tolto le velleità di medaglia d'oro alle ragazze di Kiraly, date da tutti come super favorite del torneo. L'Olanda, che ottiene comunque il suo miglior risultato dopo venti di assenza olimpica, si ferma ad un passo dall'ottenere una medaglia che sarebbe stata clamorosa, ma non del tutto inaspettata. Ancora una volta ha pagato il lavoro di Guidetti, e una programmazione federale precisa e competente: davvero esponenziale la crescita del gruppo olandese nel corso degli ultimi tre anni. La partita è stata molto avvincente, con le olandesi che hanno messo in seria difficoltà le americane, ma anche in questo caso, ha prevalso la maggior esperienza ed abitudine a giocare partite del genere. L'Olanda ha fatto molto bene soprattutto nei primi tre set, dove ha espresso il suo miglior volley e dove è stata capace di recuperare anche break importanti messi a segno dagli Stati Uniti; con quest'atteggiamento è riuscita anche a vincere ai vantaggi il secondo set per 27-25. Ma, come sottolineato in precedenza, le ragazze di coach Kiraly hanno fatto valere tutta la loro esperienza, ed alla lunga sono uscite fuori, soprattutto nei momenti chiave dei set, e andando poi a dominare il quarto set. L'attacco americano si è dimostrato superiore con Kimberly Hill top scorer con 19 punti e 4 aces, ed anche a muro, ne spiccano i 5 di Rachel Adams. A testimonianza della maggior incisività dell'attacco americano, vanno rilevate le doppie cifre di Larson, Akinradewo e Adams. L'Olanda ha fatto molto bene in difesa, ma pian piano è calata in attacco, sebbene anch'essa presenti quattro giocatrici in doppia cifra: Sloetjes e Buijs top scorer con 15 a testa, e Plak e De Kruijf con 11 a testa, ma con percentuali complessivamente più basse rispetto agli Stati Uniti. I parziali: 23-25, 27-25, 22-25, 19-25.


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