Carolina Kostner: “Potrei tornare a gareggiare, ma il pattinaggio è molto più di una gara”

Carolina Kostner, “Maestra per un giorno”, ha inaugurato la stagione di pattinaggio dell’Axel, la scuola più grande d’Italia. VAVEL Italia ha avuto il privilegio di assistere ad un incontro con la campionessa italiana, bronzo olimpico a Soci, che ha raccontato la sua esperienza, le sue emozioni, senza escludere un ritorno alle gare.

Sette campionati italiani, cinque ori europei, un titolo mondiale ed una medaglia di bronzo alle Olimpiadi invernali di Soci. Carolina Kostner può vantare un ricco medagliere, dando lustro all’Italia, che grazie a lei ha raggiunto l’eccellenza in uno sport tanto affascinante quanto difficile come il pattinaggio di figura.

La regina del ghiaccio è stata madrina, come ogni anno, dell’apertura della stagione di pattinaggio all’Axel, la scuola più grande ed importante d’Italia. A Roma, dove è situato l’impianto, ha incontrato le giovani allieve, gli appassionati, i fan. È stata “Maestra per un giorno”, realizzando il sogno delle molte bambine che intraprendono ora la lunga, tortuosa, ma affascinante strada del pattinaggio. La giornata, dedicata interamente a questo sport, ha visto protagonisti gli allievi, premiati dalla campionessa italiana, che si è poi esibita a conclusione dell’evento sulle note del Bolero di Ravel, acclamata dal pubblico in delirio. Non è la prima volta che Carolina veste i panni di madrina dell’evento, ma l’emozione è sempre tanta e forte per la pluricampionessa altoatesina: “Sono felice di vivere l’esperienza di «Maestra per un giorno» qui all’Axel. l’idea di pattinare a Roma mi emoziona ogni volta che metto piede in questo piccolo mondo di ghiaccio nella città eterna. Ho impresso ancora il ricordo dell’anno scorso, quando ero tra centinaia di bambini che mi guardavano rapiti. Questo dà senso all’essere madrina in un posto dove si pratica lo sport che io ho scelto nella vita”.

Carolina Kostner è ora un esempio per molte piccole allieve della scuola di pattinaggio, che sognano un giorno di diventare come lei. Si legge nei loro occhi la grande gioia che provano nell’incontrare il proprio idolo, una fonte di ispirazione ed un modello di vita a cui ambire. Vedendole, Carolina ricorda i vecchi tempi, quelli in cui era lei a cercare un modello da seguire: “In loro rivedo me stessa quando avevo la loro età. Avrei dato tutto per incontrare il mio idolo. Ricordo ancora che lo incontrai per la prima volta in occasione del mio primo mondiale”. Passano gli anni, ma la Kostner si emoziona ancora pensando alla sua carriera, a quanto ha dato e ai frutti che sta raccogliendo: “Sono molto emozionata dall’entusiasmo di tutte queste bambine. In questo modo i sacrifici di tanti anni hanno un significato più profondo: sono fonte di ispirazione per i bambini. È bello vedere che riesci a dare un obiettivo da raggiungere con motivazione, affinché inseguano i loro sogni”.

L’amore per questo sport Carolina Kostner lo trasmette con lo sguardo, senza bisogno di parlare. È difficile, perciò, esprimere a parole cosa sia il pattinaggio. Ma riesce a rendere l’idea, a far percepire quella sensazione che solo chi ha indossato i pattini può capire e condividere: “Il pattinaggio non consiste solo nell’essere il migliore. Il pattinaggio è qualcosa di più forte, è difficile raccontarlo in poche frasi. È una promessa silenziosa che fai con te stessa: accetti già le sconfitte che possono arrivare e impari a metterti in gioco, con il coraggio di esibirsi davanti al pubblico già da bambini. La soddisfazione di riuscire ad atterrare dopo un salto triplo o un doppio axel è enorme, dopo tante cadute. Questa è la forza di questo sport”.

Il pattinaggio come stile di vita, non solo come sport. Carolina Kostner spiega chiaramente quanto insegna e come riesce a dare un obiettivo, una ragione in più per inseguire i propri sogni: “Ovviamente ci si prefissa un obiettivo, che è quello di salire sul podio, di vincere delle medaglie. Ma non è solo quello l’importante. Il pattinaggio è una scuola di vita. Ti insegna ad essere preciso, puntuale. Devi conciliare la scuola con lo sport, lo studio con l’allenamento. Tutto ciò porta a fare sacrifici, certo, ma la motivazione è tanta”.

C’è un tempo per tutto. Per Carolina è arrivato il momento di dire basta: “Si arriva ad un certo punto in cui si accetta la propria stanchezza. Quattro anni fa avevo deciso di smettere, mi ero detta «è il tuo limite». Ma una parte di me non l’ha accettato. Così ho vinto la battaglia contro me stessa. Ora mi voglio fermare un attimo, per ritrovare chiarezza sui miei obiettivi. Un ritorno alle gare? Non lo escludo, ma il pattinaggio non consiste solo nelle gare. La standing ovation all’Arena di Verona in occasione dell’Operapop on ice, ad esempio, non è stata meno emozionante di una medaglia. Mi ha dato una gioia immensa, è stato molto emozionante”.

Si emoziona Carolina Kostner e si è emozionato il mondo a Soci, con il programma che è stato considerato tra i più belli di sempre del repertorio della campionessa altoatesina. Sulle note dell’Ave Maria di Schubert, la Kostner ha commosso tutti. Ha portato sul ghiaccio una consapevolezza ed una maturità che l’hanno resa vincitrice, l’hanno fatta brillare pur non essendo salita sul gradino più alto. Lei lo descrive così: “A Soci l’Ave Maria è stato un ringraziamento. Ho ringraziato per tutto quello che ho dato, che questo sport mi ha dato. Ringrazio per le gioie, per i momenti difficili. Ho sempre avuto al mio fianco persone che credevano in me, che mi hanno sostenuta e che mi hanno aiutata anche nei periodi di difficoltà”.