Sci Alpino, Saint Moritz 2017: le azzurre sono pronte

Manca una manciata di giorni alla rassegna iridata di Saint Moritz. Le quote rosa della squadra azzurra ci fanno sognare in grande.

Sci Alpino, Saint Moritz 2017: le azzurre sono pronte
Forza ragazze, tanto entusiasmo e "giù le punte"!

Capitano ogni due anni, precisamente nelle annate dispari, intervallati dalle olimpiadi: sono i Mondiali di sci alpino. L'edizione del 2017 prenderà il via lunedì 6, a Saint Moritz, con la cerimonia di inaugurazione e poi, da martedì, si apriranno le danze. Gare secche, senza possibilità di replica: chi è in forma quel giorno si porta a casa la medaglia, per le altre tanti saluti e arrivederci all'anno prossimo, quando l'appuntamento sarà a cinque cerchi. 

La notizia, quest'anno, è che la squadra azzurra c'è. Dopo edizioni iridate in cui abbiamo fatto da comparse, questa volta partiamo con grandi aspettative, guadagnate sulle piste della Coppa del Mondo, e la pressione non ci fa paura. La fiducia incamerata in tutte le discipline è notevole, così come l'esperienza e l'entusiasmo che ci porteremo in valigia. Insomma, nella roulette delle medaglie puntiamo sull'azzurro.

Via veloci in direzione Saint Moritz. Le azzurre sono pronte.
Via veloci in direzione Saint Moritz. Le azzurre sono pronte.

La protagonista. Un nome su tutte: Sofia Goggia. Nove podi stagionali non capitano per caso; nove podi in quattro discipline su cinque (slalom unico escluso). L'atleta delle fiamme gialle si presenta a Saint Moritz senza timore e senza nascondersi: vuole vincere. Certo, la sciata "alla Goggia" è sempre una variabile imprevedibile: grande veemenza e cattiveria agonistica che quest'anno le sono costate anche parecchie uscite. Ma lei è così, e a noi piace da impazzire. La concorrenza, specialmente nelle discipline veloci, non è agguerritissima, complice la fase di rientro altalenante dell'extraterrestre Vonn, le condizioni non ideali della Gut dopo la legnata presa a Cortina e una Stuhec che non sembra più la cannibale di inizio stagione. Siamo lì, sul filo di quei  centesimi che fino ad ora l'hanno tenuta lontano dal gradino più alto del podio; in Svizzera speriamo che il cronometro sorrida alla bergamasca. Discesa e Super G (specialmente Super G) con un occhio a Super-combinata e Gigante. Go-Goggia!

Sofia Goggia sta esaltando un intero movimento. La vittoria è lì, pochi centesimi per sognare.
Sofia Goggia sta esaltando un intero movimento. La vittoria è lì, pochi centesimi per sognare.

La squadra. Il resto della squadra azzurra è un mix di profili di primo piano e di outsiders. Tra le atlete più attese ci sono sicuramente Marta Bassino (letteralmente esplosa quest'anno in Gigante con due podi e stabilmente nella top 8) e Federica Brignone, ultima e prima azzurra a vincere una gara nella stagione attuale di Coppa del Mondo. Tecnicamente perfetta Marta, potente e precisa Federica. Entrambe hanno certezze solide sulle quali fare affidamento a cui si aggiungono la spensieratezza della classe '96 Bassino e l'esperienza della valdostana Brignone. Insieme a Sofia, in Gigante, compongono un terzetto che fa invidia a tutto il Circo Bianco. 

Coloro che invece saranno inizialmente appostate in secondo piano, ma pronte a balzare agli onori della cronaca sono Johanna Schanrf, Elena Fanchini, Manuele Molegg ed Elena Curtoni. Buonissimi piazzamenti per tutte in stagione: ora si presentano al cancelletto con nulla da perdere e tutto da guadagnare. Così come non avranno nulla da perdere Chiara Costazza, Irene Curtoni, Francesca MarsagliaVerena Stuffer, che completano l'organico delle convocate italiane.

Solo in Slalom speciale partiamo decisamente dietro, ma questo ormai è un problema annoso. Per il resto le ragazze ci sono, sciano bene (il che non è un dettaglio così secondario) e hanno entusiasmo. 

Federica Brignone e Marta Bassino insieme sul podio: la squadra di Gigante se la gioca.
Federica Brignone e Marta Bassino insieme sul podio: la squadra di Gigante se la gioca.

Insomma, le premesse per una grande rassegna iridata ci sono tutte; a Saint Moritz saranno dieci giorni tutti da vivere.