Italbasket, l'analisi individuale, ep.2: Daniel Hackett

Dopo le vicende della scorsa estate, l'ex playmaker milanese è tornato con grande umiltà a disposizione di Pianigiani per dare il suo contributo alla causa azzurra.

Italbasket, l'analisi individuale, ep.2: Daniel Hackett
Italbasket, l'analisi individuale,ep.1: Daniel Hackett

Dopo un'annata molto travagliata, conclusasi con una cocente eliminazione dai playoff per mano della Dinamo Sassari che si sarebbe poi laureata campione d'Italia per la sua prima volta, il volto e l'atteggiamento di Daniel Hackett in quella sera di inizio estate dicevano tutto: era affranto, più di una volta ha rifiutato di prendersi il tiro decisivo tremando davanti all'avversario, tipico atteggiamento di chi è sul punto di fare le valigie. Il playmaker nativo di Forlimpopoli ha deciso di lasciare l'Olimpia Milano e di provare un'esperienza all'estero all'Olympiakos, fresca vincitrice del campionato greco e finalista di Eurolega.

Hackett ha deciso di spendere la sua estate per la causa azzurra dopo le travagliate vicissitudini dello scorso anno: Daniel vince lo scudetto contro la sua ex squadra, la Mens Sana Siena, dopo una serie combattutissima e decisa a gara7, serie giocata con evidenti problemi alla schiena. Pochi giorni dopo raggiunge la nazionale con l'intenzione di rispondere alla chiamata di Simone Pianigiani (dopo che nel 2013 aveva rinunciato agli europei in Slovenia) per poi tornare a casa per farsi curare la schiena ma, a sorpresa, i medici azzurri dicono che in due o tre giorni sarà di nuovo in campo: Hackett su tutte le furie lascia il ritiro azzurro senza avvisare nessuno e scatenando così l'ira dello staff tecnico azzurro. Il prezzo che ha dovuto pagare è stato caro in quanto fino a fine gennaio non ha potuto giocare in Serie A e ha dovuto chiedere scusa a Pianigiani e ai compagni di nazionale davanti ai microfoni di Sky.



Quello che inizierà a settembre sarà il secondo europeo per lui dopo che, nel 2011, partì per la spedizione lituana e iniziò da titolare tutte le partite dell'Italia. Daniel Hackett è il classico playmaker del XXI secolo, ottimo realizzatore oltre che creatore di gioco: nel suo repertorio vanta come arma migliore la predisposizione a leggere il Pick and Roll ed a tuffarsi in penetrazione, vantando una grande capacità di arrivare al ferro e di subire falli; è però anche molto abile nell'impostare l'azione e dispone di un'ottima visione di gioco che spesso lo porta a vedere il compagno meglio posizionato e a servirlo.

Vediamo cosa potrà dare in questo Europeo, ed in questo specifico contesto, il giocatore pesarese a Pianigiani.

Pro - Le sue accelerazioni hanno sempre dimostrato di poter spezzare in due la gara e magari dare una forte spallata all'avversario: gli sarà chiesto di amministrare la regia con dedizione, senza però rinunciare a quel pizzico di follia che da sempre lo caratterizza sia fuori che dentro il rettangolo di gioco; le sue fiammate, unite alla sua esperienza in campo europeo, saranno fondamentali per fronteggiare squadre di caratura superiore alla nostra.

Contro - Se ci sono punti a sfavore di Hackett sono legati sicuramente alla presenza mentale ed alle fasi lunatiche che spesso hanno penalizzato l'ex play di Siena e Milano: spesso si lascia trascinare dalla foga e dal momento, cadendo in momenti di nervosismo che in passato lo hanno portato ad essere etichettato come "testa calda". Dovrà essere bravo a non lasciarsi trascinare in questa trappola dai giocatori avversari

Difesa - Hackett ha sempre dimostrato di essere un ottimo difensore ma non sempre ha mostrato questa sue dote: dovrà cercare di limitare i black-out soprattutto nei momenti chiave della gara e contro giocatori più forti di lui (nel girone dovrà vedersela con gente come Teodosic, Llull, Osman).

Il suo ruolo - La veste di Hackett sarà quella di fare da cambio a Cinciarini, ma non è detto che i due non possano coesistere, data la duttilità di Daniel di giocare anche da guardia. Pianigiani nelle amichevoli del mese di agosto ha però fatto capire che nei momenti decisivi della gara potrebbe puntare su Hackett come play titolare e a lui verrà chiesto di essere un "animale da quarto quarto" come ha mostrato nelle sue esperienze senesi e pesaresi, un po' meno a Milano (esclusa quella storica gara7). Il suo utilizzo sarà fondamentale, se dimostrerà il buon stato di forma delle ultime uscite e, soprattutto, se lascerà a casa la brutta copia vista quest'anno in maglia Olimpia, potrà essere uno dei protagonisti di questa nazionale che parte con legittime ambizioni di podio.


Share on Facebook