Italbasket, l'analisi individuale, ep. 4: Amedeo Della Valle

L'ala ex Ohio State è reduce da una stagione di altissimo livello, ma è chiamato a ripetersi anche in Nazionale: non avrà probabilmente un ruolo da protagonista, ma da comprimario di lusso.

Italbasket, l'analisi individuale, ep. 4: Amedeo Della Valle
Italbasket, l'analisi individuale, ep. 3: Amedeo della Valle

22 anni e quasi non sentirli. L'Italia giovane e coraggiosa ha un volto, un nome e un cognome: quelli di Amedeo Della Valle, arrivato alla sua prima vera esperienza con la maglia dei "grandi" dopo aver vestito quella della nazionale Under-20 nel 2013, portando la squadra fino al titolo e venendo nominato anche MVP della manifestazione. Non malissimo per il figlio di Carlo, anche lui ex giocatore, che si trova di fronte svariate offerte, ma non dall'Europa, bensì dagli Stati Uniti, per il reclutamento delle università. Per Amedeo si spalancano le porte della NCAA Division I, ma in quel di Ohio State fa fatica a trovare spazio.

Due anni, formativi più che mai, e poi il ritorno a casa nel bel paese, con la chiamata di Reggio Emilia, squadra con la quale vince subito un EuroChallenge, non da protagonista. Già, perchè la stagione della crescita si è appena conclusa, non più di tre mesi fa. Oltre 20 minuti in campo a partita, un perno offensivo dellla squadra di Max Menetti, che vede il suo progetto italiano volare sempre più in alto, addirittura fino alla finale, fino a un possesso dal titolo, che si porta a casa Sassari per un nulla, in casa di Reggio. Per Amedeo è dura, è una sconfitta che sa di amaro, specialmente dopo i suoi 25 punti in quella incredibile gara-7. Non serviranno a nulla, perchè il titolo finisce in Sardegna.

Pianigiani non può non chiamarlo in ritiro, deve per forza: fino a due settimane fa non era sicuro del posto, anche perchè l'idea di portare un altro playmaker non sarebbe dispiaciuta al coach ex Siena, ma alla fine l'infortunio di Vitali e quel tiro allo scadere segnato contro la Georgia hanno fatto prevalere il talento sulla ragione. Un giocatore del genere bisogna portarlo tra i 12, e un esterno in più fa sempre comodo, specialmente con punti nelle mani come Amedeo.

Abbiamo inquadrato in generale Della Valle, ora andiamo a capire cosa e dove può dare agli azzurri.

PRO - Un esterno con così tanti punti nelle mani che potrebbe essere l'undicesimo o il dodicesimo della rotazione non si era probabilmente mai visto. Trova il canestro con grande facilità più o meno da tutte le posizioni, sa soprattutto muoversi sul perimetro e farsi trovare, e non ha bisogno di avere il pallone tra le mani per far la differenza. A soli 22 anni ha l'umiltà per mettersi a disposizione del gruppo, lavorando solidamente e in silenzio, guadagnandosi il posto. E ha dimostrato una volta di più di avere gli attributi, nella sgida sopracitata contro la Georgia, dove si è visto tutto Della Valle: riceve lo scarico, finta il tiro mandando a vuoto l'avversario, palleggio, arresto: retina. Due punti. Sarà stato un torneo amichevole, ma sono particolari che un allenatore nota sempre con piacere.

CONTRO - Supponendo che giocherà da 2 o da 3, è difficile pensare che possa trovare spazio con continuità in una posizione estremamente affollata, come vedremo meglio dopo. Il motivo per il quale gliene vengono preferiti altri è la stazza, visto che per essere una guardia/ala Amedeo non ha questo gran fisico. 194 centimetri sì, ma non di muscoli puri come potrebbe accadere dalle altre parti. Insomma, il rischio di ritrovarsi mismatch difensivi sfavorevoli è altissimo, anche perchè diciamocelo, la difesa non è la specialità della casa, e in un sistema che non si fonda certamente sul gioco nella propria metà campo è ancora più difficile riuscire ad emergere.

IL SUO RUOLO - Le small forward naturali, come dicevamo in precedenza, in questa Nazionale sono cinque (e mezzo): Gallinari, Datome, Polonara, Aradori, (Alessandro Gentile, per metà) e appunto Amedeo Della Valle. Chiaro che probabilmente Danilo giocherà spesso da quattro, se lo può permettere con quel fisico, e che anche Datome in certe fasi della partita possa ricoprire quel ruolo (e lo stesso vale per Polonara), ma sono comunque tanti. Non sorprenderà vedere pochissimi minuti a disposizione per Amedeo, che per ora parte davvero come dodicesimo, come ultima scelta. Non per colpa sua, sia chiaro, ma perchè difficilmente riuscirà a sorpassare qualcuno nelle gerarchi, almeno quest'anno. Ma a soli 22 anni ne ha di Europei davanti da giocarsi...