Italbasket, l'analisi individuale,ep.5: "il Mago de 'noatri"

Dopo una lunga assenza in maglia azzurra e le ultime stagioni trascorse per lo più ai box, Bargnani riparte dalla spedizione europea per tornare grande.

Italbasket, l'analisi individuale,ep.5: "il Mago de 'noatri"
Italbasket, l'analisi individuale,ep.5: "il Mago de 'noatri"

Non sono state facili le ultimi due stagioni per Andrea Bargnani: arrivato a New York in pompa magna, con gli ultimi due anni del suo contrattone (50 mln in 5 anni), ci si aspettava che potesse comporre una coppia immarcabile con Carmelo Anthony ma il risultato è stato differente: due anni disastrosi per i Knicks, tante delusioni, infortuni e rimpianti.
Dopo un inizio di estate passate a valutare le diverse offerte sia in Nba che in Europa e la scelta di firmare al minimo salariale per i Brooklyn Nets, ha deciso di tornare a vestire la maglia azzurra per tentare di regalare un oro che manca da ben sedici anni.

La storia del mago in nazionale maggiore inizia nel 2007, quando partecipa all'europeo spagnolo vinto poi dalla Russia in una squadra dove si mescolano alcuni eroi di Atene (Bulleri, Basile, Soragna, Marconato) e alcuni giovani di belle speranze, tra cui Belinelli, Mancinelli, Datome, Gigli e, appunto Bargnani: nonostante i 12.7 punti a partita del giovane talento romano, l'Italia non riesce a raggiungere i quarti di finale.
Nell'agosto 2009 partecipa all'Additional Round con Francia e Finlandia per decidere l'ultima partecipante all'europeo in Polonia, ma i francesi, dopo aver vinto all'overtime la gara d'andata, a Parigi danno una lezione di gioco agli azzurri, escludendoli dal torneo continentale.
Nel 2011 partecipa nuovamente all'europeo in programma in Lituania ed è assoluto protagonista del girone iniziale, riuscendo anche a realizzare il suo career high in maglia azzurra con 36 punti nell'unica vittoria contro la Lettonia: l'Italia sarà però eliminata al primo turno.
Nel 2013 è invece costretto a saltare l'europeo sloveno a causa di un infortunio che da qualche mese si portava dietro.

Vedremo cosa potrà dare l'ex prima scelta assoluta a questo europeo.

Pro - è sicuramente, insieme a Gallinari, la punta di diamante di questa nazionale: la sua precisione al tiro dalla media (e anche lunga) distanza sarà fondamentale per aprire il campo e gli sarà chiesto di giocare spesso spalle a canestro e in situazione di pick and roll, dove spesso ha dimostrato di essere immarcabile per l'imprevedibilità data dal ricco arsenale che il suo repertorio possiede.

Contro - spesso gli è stato imputato di essere molle a rimbalzo e in difesa, prediligendo più un gioco fatto di velocità e dinamismo. Se riuscirà a essere solido anche sotto le plance potrà essere uno dei migliori lunghi di questo europeo.

Difesa - come già detto, il vero tendine d'achille è proprio la difesa. Un giocatore di 213 cm non può prendere i rimbalzi con il contagocce come ha dimostrato nelle ultime stagioni: dovrà sforzarsi per essere più duro e aggressivo sotto canestro visto che sarà utilizzato come centro e dovrà vedersela con giocatori come Gasol, Reyes, Asik, Raduljica e Pleiss.

Il suo ruolo - indubbiamente uno dei leader di questa nazionale, essendo il giocatore con più militanza in Nba: Pianigiani gli chiederà di prendere in mano la squadra quando le partite entreranno nella fase più delicata e di dimostrare di essere un giocatore con tanti punti nelle mani. Giocatore indispensabile per questa nazionale.


Share on Facebook