Italia-Serbia, parla Messina: "La giocheremo con piacere, e vogliamo vincere"

Il commissario tecnico azzurro parla alla vigilia della gara che può proiettarci in semifinale, sottolineando i pericoli pubblici principali: "Bogdanovic e soprattutto Marjanovic"

Italia-Serbia, parla Messina: "La giocheremo con piacere, e vogliamo vincere"
Italia-Serbia, parla Messina: "La giocheremo con piacere, e vogliamo vincere"

Usare la testa, far muovere le gambe e far circolare il pallone. Sono questi i tre ordini che Ettore Messina chiede di eseguire ai suoi giocatori, a poco più di 24 ore dalla sfida che potrebbe rendere il nostro Eurobasket - già di per sè abbastanza buono - definitivamente ottimo. Giochiamo a Istanbul contro la Serbia, formazione che è arrivata a questo punto del torneo con non pochi problemi nell'andamento e nei risultati, ma che proprio in situazioni da dentro o fuori potrebbe trovare le energie fisiche e mentali per giocarsi ciò che conta di più, ovvero la vittoria finale. Con giocatori come Boban Marjanovic, che la NBA la conosce benissimo, e un Bogdan Bogdanovic che l'anno scorso ha vinto l'Eurolega proprio a Istanbul (nel Fenerbahce in cui militerà anche Melli insieme a capitan Datome) e che volerà proprio negli States per far fare il salto di qualità alla propria carriera, gli azzurri dovranno fare una partita di cuore e di testa per dare l'ssalto alla semifinale.

E il commissario tecnico dell'Italia, nella consueta conferenza stampa che precede una partita così importante, fa capire che gli avversari di giornata non regaleranno niente, facendo anche un paragone importante che in termini di favori del pronostico ci sta abbastanza, anche se bisogna cambiare sport: "La Serbia è senz’altro la squadra più forte che ci è capitato di affrontare in questo Europeo - dichiara Messina ai microfoni dei giornalisti presenti in sala stampa - . Siamo fiduciosi ma non dobbiamo commettere l’errore di fare viaggi con la fantasia e pensare di potercela giocare alla pari. Dovremo fare una buona partita e loro dovranno incappare in una serata meno buona perché se pensiamo di poter giocare contro di loro a viso aperto corriamo il rischio di fare come la Juventus nell’ultima finale di Champions League contro il Real Madrid. La Serbia ha due giocatori, Bogdanovic e Marjanovic, che possono spostare pesantemente gli equilibri". Proprio questi due giocatori elencati da Messina sono i due spauracchi da tenere d'occhio domani.

Dopo aver provato a dare una chiave di lettura a ciò che aspetta domani la sua Italia, Messina parla proprio di ciò che servirà ai propri giocatori per fronteggiare la miglior squadra affrontata finora. Una squadra decimata rispetto alle previsioni della vigilia, che gli azzurri dovranno fronteggiare nel migliore dei modi sotto tanti aspetti: "Noi dovremo stare con i piedi per terra ed essere accorti. Trovare gli spazi giusti e muovere bene la palla saranno due aspetti fondamentali nell’arco dei 40 minuti. E' una partita importante, e quando ti capita di giocare questo tipo di gare non sei mai del tutto sereno. Anche se hai il piano partita perfetto, poi bisogna interpretarlo al meglio. Sono curioso di sapere come ci presenteremo a questo appuntamento. Detto questo non sono invincibili, certo. Se fossimo ai playoff al meglio di cinque gare darei la Serbia per favorita. In una gara secca invece non si sa mai. Di sicuro questa è una partita che io e i miei giocatori ci ricorderemo per il piacere di averla giocata".

Infine, Ettore Messina si concede qualche parola su un avversario di domani sera che in un passato non troppo remoto è stato anche un suo giocatore. Boban Marjanovic ha giocato nei San Antonio Spurs che hanno proprio il coach catanese come assistente di Gregg Popovich, e in lui il ct azzurro vede probabilmente il pericolo numero uno, vista la sua fisicità ma anche una buona sensibilità nei polpastrelli: "Boban è un ragazzo gentile e intelligente. Sia fuori che dentro il campo. E’ dotato di humor e capisce in fretta cosa c’è da fare sul parquet. Difficilmente va fuori giri. Sa come usare il suo corpo in attacco e in difesa ed è più mobile di quanto si possa pensare. Contrariamente a tanti lunghi sa anche tirare bene i liberi...e per noi questa non è affatto una buona notizia".