Turkish Airlines EuroLeague - Real Madrid in missione, ma attento a non specchiarti

I blancos si presentano a Istanbul con il solito esercito di giocatori clamorosi e con un Pablo Laso pronto a prendersi la seconda coppa in tre anni.

Turkish Airlines EuroLeague - Real Madrid in missione, ma attento a non specchiarti
Turkish Airlines EuroLeague - Real Madrid in missione, ma attento a non specchiarti

Non è facile non parlare del Real Madrid come della favorita principale per la conquista della Turkish Airlines EuroLeague 2016/2017. La formazione allenata da coach Pablo Laso è pronta a dimostrare che la chiusura della regular season in testa alla classifica non è stata frutto del caso. Così come non è stata affatto casuale il modo con cui i blancos hanno dominato praticamente contro tutte le squadre affrontate nel cammino per raggiungere la Sinan Erdem Dome, sede della Final Four che venerdì vedrà come succulento antipasto la sfida tra le merengues e i 'padroni di casa' del Fenerbahce. Ci si gioca un posto nella finalissima che i turchi hanno raggiunto a Berlino un anno fa - perdendo contro il CSKA Mosca - e che il Real ha giocato e ha vinto nell'edizione del 2015 proprio nella capitale spagnola, portando a casa un trofeo che è stato messo nel mirino anche in questa stagione.

Neanche a dirlo, il roster del Real Madrid è un campionario di stelle di prima grandezza, tra giocatori spagnoli di grande qualità ed esperienza che si uniscono con stelle internazionali, sia americane che europee. Andiamolo a leggere nel dettaglio, il roster a disposizione di coach Laso.

IL ROSTER

3 AG Anthony Randolph
4 P Dontaye Draper
5 AP Rudy Fernández
6 AP Andrés Nocioni
7 AP Luka Dončić
8 AP Jonas Mačiulis
9 AG Felipe Reyes
14 C Gustavo Ayón
20 G Jaycee Carroll
21 A/C Othello Hunter
23 PM Sergio Llull
33 C Trey Thompkins
36 C Álex Suárez
44 AG Jeffery Taylor

Come si può vedere facilmente dal lungo elenco di cui sopra, il Real Madrid è una formazione a dir poco stellare. Spicca in primis, neanche a dirlo, un Sergio Llull che di anno in anno continua a crescere e rimane sempre di più il giocatore di riferimento di una squadra galattica (nessun riferimento voluto ai Galacticos del calcio). Il playmaker nativo di Mahòn rappresenta la guida dei blancos sotto tanti aspetti: tiratore clamoroso, ispiratore delle manovra, centro di gravità anche sotto l'aspetto psicologico per i compagni e per la tifoseria madridista. E alle sue spalle sta crescendo un giocatore che farà parlare di sè - con ogni probabilità anche fuori dai confini del Vecchio Continente - negli anni a venire, anche se lo fa abbastanza già da un paio di stagioni. Luka Doncic è pronto per spiccare il volo, e chissà che questa Final Four non possa diventare il trampolino di lancio definitivo per un giocatore divenuto maggiorenne appena due mesi e mezzo fa. Lo sloveno di Lubiana ha dato dimostrazione di grande forza mentale, dopo aver espresso grande basket sotto tutti i punti di vista, nel playoff contro il Darussafaka. Come dimenticare il suo pianto in panchina in gara2, seguito da due prestazioni mostruose nelle due gare disputate in Turchia? Quel pianto che potrebbe dunque essere la spinta emotiva che serviva a Luka.

Torniamo in Spagna, o per meglio dire nella 'falange' spagnola del Real Madrid, perchè la Final Four della Turkish Airlines EuroLeague potrebbe rappresentare uno degli ultimi balli per Felipe Reyes. Il capitano di lungo corso dei blancos, alle soglie dei 37 anni, si ritrova nuovamente a lottare per portare a casa l'ennesimo trofeo di una bacheca che nel suo caso conta 17 allori conquistati in carriera. Una bacheca che proverà a diventare 'maggiorenne' con il diciottesimo trofeo in altrettanti anni di carriera. E come dimenticare Rudy Fernandez? Il suo estro e la sua imprevedibilità sono usciti solo a sprazzi, ma tutti sanno che quando all'ex Denver Nuggets prendono i 'cinque minuti', possono essere guai per tutti. Saltando di palo in frasca, la corrente americana del Madrid conta giocatori di grande talento e con quel pizzico di esperienza che non guasta. A partire da quell'Anthony Randolph che, senza timore di smentita, consideriamo l'arma in più di questo Real. L'esperienza maturata l'anno scorso al Kuban Krasnodar gli è servita per diventare giocatore self-confident, oltre che tecnicamente e atleticamente mostruoso: ora c'è il Madrid per diventare definitivamente grande. E poi c'è la maturità di Dontaye Draper, giocatore che in pochi minuti sul parquet può diventare letale; l'esuberanza fisica di Othello Hunter, la capacità di Jaycee Carroll di costruirsi tiri e di creare break dal nulla, l'efficacia sui due lati del campo di Trey Thompkins e Jeffery Taylor, altri due giocatori dal minutaggio non esagerato ma comunque validi puntelli di un roster atomico.

E come abbiamo detto per capitan Reyes, in questo Real Madrid c'è gente che sa come si vince perchè in tanti anni di carriera lo ha fatto più volte, sia con i club che in nazionale. Jonas Maciulis è uno di quegli uomini in missione, che la casada blanca ha tenuto con sè per aggiungere quell'esperienza e quella cattiveria agonistica necessarie per andare avanti in competizioni infide e complicate come la Turkish Airlines EuroLeague. Lo stesso discorso che vale per Andres Nocioni, anche se El Chapu non ha visto il parquet con la stessa continuità delle altre stagioni, complici le condizioni fisiche non sempre perfette e un roster lunghissimo e ricco di talento e qualità. E come dimenticare Gustavo Ayon, inserito meritatamente nel novero dei migliori giocatori di questa Eurolega a suon di giocate di fisicità mista a tecnica sopraffina, considerando le dimensioni del messicano.

IL PUNTO DEBOLE

Tuttavia, se c'è qualcosa che può tenere il Real Madrid lontano dalla conquista della Turkish Airlines EuroLeague - oltre alla presenza di tre rivali fortissime - è il rischio di potersi specchiare. I blancos hanno gettato al vento poche partite in questa stagione straordinaria per numeri e per risultati raggiunti, ma quelle poche partite che non sono state vinte hanno come comune denominatore il fatto che talvolta gli uomini di coach Laso perdono il contatto con la partita stessa, lasciandosi andare a giocate estemporanee e staccando per qualche minuto sul piano della concentrazione. Una situazione che in un evento come la Final Four non può e non deve accadere se ti chiami Real Madrid e se ti trovi lì per vincere il trofeo. E conoscendo le doti agonistiche e temperamentali di coach Laso, difficilmente accadrà ad Istanbul nel prossimo weekend.

IL CAMMINO

Come abbiamo detto, il Real Madrid è stato praticamente devastante in regular season in questa edizione dell'Eurolega. Primo posto solitario nella classifica a sedici squadra che ha caratterizzato la grande svolta nella formula della massima competizione continentale. Ventitre vittorie e sette sconfitte nel cammino della formazione di coach Pablo Laso, per la quale è stato decisivo il filotto di nove vittoria consecutive (dalla 15esima alla 23esima giornata) per agganciare la vetta della graduatoria prima del lungo testa a testa con i campioni in carica, che si è risolto proprio all'ultima giornata, anche se i blancos avevano già ottenuto la prima posizione in maniera matematica per via del doppio scontro diretto. E proprio a proposito di duelli con le altre tre formazioni che si giocheranno la conquista della Turkish Airlines EuroLeague 2016/2017, Llull e compagni sono stati praticamente implacabili nei confronti diretti: doppia vittoria contro l'Olympiacos, un successo e una sconfitta contro il Fenerbahce, caduta di misura all'andata e netta affermazione al ritorno contro Teodosic e compagni. Per un totale di quattro vittorie e due sconfitte che fanno capire che il Real può tranquillamente battere tutte e tre le contender e portare a casa l'ambito trofeo.

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