Finali Scudetto: la (finta) 3-2 di Reggio Emilia per limitare Sassari

L'analisi di un possesso difensivo per osservare il comportamento della difesa di coach Menetti in vista della decisiva gara 7 in programma domani al PalaBigi di Reggio Emilia.

Finali Scudetto: la (finta) 3-2 di Reggio Emilia per limitare Sassari
La (finta) 3-2 di Reggio Emilia

Tra i protagonisti di questa intensissima finale tra Reggio Emilia e Sassari c'è sicuramente la zona 3-2 degli emiliani. La difesa che ha imbrigliato l'attacco sassarese in alcune delle gare fin qui giocate in realtà è tale solo all'inizio dell'azione. Alla base di questa scelta di coach Menetti c'è l'intenzione di adeguarsi a seconda delle posizioni degli avversari, per evitare di avere difensori in spazi che l'attacco lascia volontariamente vuoti al fine di creare un sovrannumero altrove. Fondamentale per la riuscita di questa difesa è, oltre ovviamente alla concentrazione che deve restare sempre altissima, la comunicazione tra compagni di squadra. Aiutiamoci con le immagini di gara 5 per cercare di capirci qualcosina in più in vista della ultima e decisiva gara 7 di domani sera.

Come detto, ad inizio azione Reggio Emilia si dispone in difesa con questo schieramento a zona 3-2.

Appena però i giocatori di Sassari cominciano l'attacco, la difesa di Reggio si è già adeguata, nel senso che ogni difensore ha un uomo di riferimento. In questo caso infatti Kaukenas segue il palleggiatore, Silins ha Sacchetti, Cinciarini che a questo punto non avrebbe nessuno nella sua zona si abbassa per prendere in consegna Brooks (verso il lato debole), con Cervi che ha Logan sotto al canestro e Polonara che si occupa di Sanders.

Sacchetti taglia e la palla arriva a Sanders, sul quale c'è Polonara che ruota in aiuto.

In questo momento però Kaukenas capisce di non avere più un uomo di riferimento, e di conseguenza da qualche parte deve esserci un giocatore di Sassari libero: nella fattispecie quel giocatore è Sacchetti, che ha terminato il taglio nell'angolo. Il lituano quindi va a marcare Sanders (che in questo momento ha la palla), facendo scalare Polonara su Sacchetti, creando così un'altra volta la situazione in cui ogni difensore ha il proprio uomo di riferimento (almeno nelle intenzioni). Sanders passa la palla a Brooks che sta giocando in post alto in lunetta, il quale per un attimo avrebbe la possibilità di servire Sacchetti liberissimo in quanto Polonara sta recuperando ma è in ritardo. Per fortuna degli emiliani, l'americano di Sassari non se ne accorge e non punisce la difesa.

Reggio Emilia a questo punto è perfettamente accoppiata, ma Sassari continua a muovere la palla e sfruttando un pick&roll costringe Kaukenas a staccarsi da Sanders per aiutare su Logan in palleggio.

Quando però la palla arriva a Sanders, Polonara è bravo ad uscire in maniera aggressiva sull'americano facendolo desistere dall'intenzione di tirare immediatamente. Questo dà il tempo a Kaukenas di recuperare su Sanders, il quale forza comunque il tiro contro i due difensori invece di servire Sacchetti per una tripla aperta dall'angolo (sarebbe stato molto difficile il recupero dello stesso Polonara o di Renzi, che è ancora all'interno dell'area).

In questa occasione Sassari, come visto, è riuscita a mettere in difficoltà la difesa reggiana, forzando esattamente le due situazioni che coach Menetti vuole evitare:

- due difensori sullo stesso attaccante

- un difensore in una zona di campo dove non ci sono avversari e quindi senza uomo di riferimento (e, di conseguenza, una situazione di 1vs2 favorevole all'attacco da qualche altra parte)

Al di là di tutto, questa difesa sta avendo l'effetto di forzare Sassari ad usare un maggior numero di secondi all'interno dei 24 a disposizione, il che di per sè è già un ottimo risultato considerando che la squadra di Meo Sacchetti ama i ritmi alti e non si fa problemi a tirare anche presto nell'azione. In più, dato che una difesa del genere richiede giocatori capaci di coprire velocemente quanto più spazio possibile, coach Menetti sta usando spesso quintetti piccoli che recuperano in mobilità ciò che concedono in fisicità.

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