Basket, serie A: Ragland trascina Avellino, cade Capo d'Orlando (85-69)

Una prestazione mostruosa del play americano, coadiuvato da Nunnally e Buva, consente alla Sidigas di certificare il terzo posto, attentando anche alla seconda piazza.

Basket, serie A: Ragland trascina Avellino, cade Capo d'Orlando (85-69)
Basket, serie A: Ragland trascina Avellino, cade Capo d'Orlando (85-69)

Dopo aver sofferto per qualche fase della partita, la Sidigas Avellino doma una Betaland Capo d'Orlando in crisi di organico, mantiene il terzo posto e ora potrebbe addirittura dare l'assalto alla seconda piazza, visto che la sconfitta patita da Reggio Emilia porta gli irpini di coach Sacripanti a due sole lunghezze dai vice-campioni d'Italia. Niente da recriminare, invece, per i siciliani, i quali hanno ampiamente raggiunto la salvezza.

Si parte con buone percentuali dal campo da entrambe le parti, Oriakhi risponde a Nunnally e poi ci pensa Ilievski a sparare la bomba del primo vantaggio ospite. Dopo un'altra tripla, realizzata da Acker, gli attacchi vivono una lunga fase di pausa, interrotto dal canestro di Nankivil che riporta Capo d'Orlando avanti nonostante la grave emergenza in termini di roster. Avellino prova a piazzare il primo allungo con Ragland, ma arriva ancora una risposta colpo su colpo della Betaland, ancora con Ilievski e Oriakhi, ovvero gli unici componenti dello starting five presenti al PalaDelMauro. Veikalas non riesce ad accendersi se non dalla lunetta, da dove arrivano i punti di Perl che valgono il 23-24 alla prima pausa. Prima parte di secondo quarto predominata dai lunghi, con Leunen che realizza i primi punti che precedono la tripla del +2 Sidigas. La partita vive un altro momento di pausa, prima di un'altra bomba, questa volta a firma Green, che sembra dare un po' di sollievo agli irpini, ma Capo d'Orlando non molla e trova altri punti importanti da Oriakhi, la cui schiacciata precede la bomba di Basile che vale il ritorno in vantaggio dei siciliani. L'equilibrio non si spezza finchè non arriva l'uragano Ragland: otto punti in fila dell'ex Olimpia e prima fuga di Avellino, interrotta dalla bimane di Oriakhi che vale il 44-38 di metà gara.

Si torna dagli spogliatoi e si gioca con grande fisicità, ma per quasi due minuti non si segna. Ci pensa Buva a realizzare i punti che aprono un parziale di 6-0 per la Sidigas, con Capo d'Orlando che continua in fase offensiva sulla falsa riga del finale di secondo quarto, ci pensa Laquintana a sbloccare la squadra sul piano realizzativo, ma nel frattempo Avellino è scappata sul +16 grazie alle bombe di Nunnally e di un Ragland davvero inarrestabile. La partita sembra essere ormai andata, le rotazioni corte della Betaland portano ad una netta riduzione dell'energia messa sul parquet, mentre dall'altra parte i verdi giocano sulle ali dell'entusiasmo e mandano a canestro anche Leunen. Gli ospiti provano a riavvicinarsi nella fase finale del quarto, la bomba di Ilievski vale il 64-51 con cui si arriva all'ultimo riposo. Un po' di confusione e mani ancora fredde in avvio di quarto periodo, con la Betaland che difende forte e firma il -10 con Nankivil. Avellino arranca un po', poi riesce a sbloccarsi con la bomba di Veikalas, al quale risponde un Ihring piuttosto motivato: il giovane slovacco spara da tre e poi serve a Perl l'assist per il -7. Quella in campo non è certamente la miglior versione della Sidigas, i giovani della Betaland provano così a tornare in partita, anche se è un vecchietto come Nicevic a realizzare il -3 dalla lunetta. Ma nel momento del bisogno torna a segnare Nunnally, che con cinque punti in fila va a chiudere di nuovo la partita. Sul match scorrono i titoli di coda, segna anche Buva e il PalaDelMauro dà l'appuntamento ai suoi beniamini per i playoff.

SIDIGAS AVELLINO-BETALAND CAPO D'ORLANDO 85-69 (23-24; 44-38; 64-51)

AVELLINO - Green 5, Ragland 26, Leunen 9, Acker 5, Cervi, Pini 1, Veikalas 7, Severini, Parlato ne, Norcino, Buva 14, Nunnally 18.

CAPO D'ORLANDO - Ilievski 9, Laquintana 6, Basile 5, Perl 8, Nankivil 9, Oriakhi 17, Nicevic 8, Ihring 7, Munastra ne, Galipò, Vujicevic.

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