LegaBasket Serie A - L'Orlandina Davide sfida l'Olimpia Golia

La squadra di Di Carlo ha conquistato i playoff all'ultima giornata di campionato e sfiderà la prima della classe in una serie che si preannuncia tutt'altro che scontata.

LegaBasket Serie A - L'Orlandina Davide sfida l'Olimpia Golia
LegaBasket Serie A - L'Orlandina Davide sfida l'Olimpia Golia

Ci siamo, dopo una lunga regular season anche la Lega Basket Serie A arriva al suo atto conclusivo: venerdì iniziano i playoff 2017, con le migliori otto squadre che si sfideranno per il titolo di Campione d’Italia. Anche per quest’anno, la grande favorita è sicuramente l’Olimpia Milano; la squadra di Jasmin Repesa ha chiuso la stagione regolare in testa, con un record di 23 vittorie e 7 sconfitte, ed è sicuramente la candidata numero uno per la vittoria del titolo finale.

I milanesi non avranno vita facile però al primo turno, dove ad attenderli c’è una Betaland Capo d’Orlando in pieno fermento. I siciliani hanno ottenuto la qualificazione alla post season all’ultima giornata di campionato e hanno grande voglia di giocare una serie playoff che manca nella cittadina messinese dal lontano 2008. Per quanto quindi sia palese la differenza tecnica, è chiaro che Milano dovrà giocare con molta attenzione e non prendere sottogamba una sfida che la vede sì favorita, ma piena di rischi.

I precedenti in Regular Season

Proprio i due precedenti di campionato dovrebbero essere un grande monito per gli uomini di Repesa. La squadra di Giorgio Armani ha esordito quest’anno sul campo dell’Orlandina, trovando enormi difficoltà nel battere una squadra nata per salvarsi. In quell’occasione, gli uomini di Di Carlo hanno giocato una partita praticamente perfetta per 30 minuti, lasciandosi poi sopraffare soltanto dall’enorme esperienza della squadra più titolata d’Italia. In quella circostanza, Macvan e Abass sono stati decisivi per portare a casa una prima vittoria in campionato mai così tanto sudata.

Per quanto riguarda la gara di ritorno, per Milano è stato tutto nettamente più agevole. Tra le mura del Forum l’Olimpia ha giocato praticamente col pilota automatico e sfruttato a pieno le difficoltà della Betaland, sì proveniente dalla qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia ma, allo stesso tempo, già priva di quel Fitipaldo che, per i primi tre mesi della stagione, si era nettamente distinto come il miglior playmaker del campionato.

Punti forti e deboli

Partendo dai favoriti, la miglior squadra della stagione regolare è sicuramente una squadra decisamente meglio attrezzata rispetto ai siciliani. Il roster di Repesa è assai profondo e consta di una serie di individualità che possono vincere la partita praticamente da sole. Hickman, McLean, Macvan, Pascolo, Abass, Kalnietis, Raduljica, Cinciarini e Simon formano un roster di primissimo livello che pone Milano una spanna sopra tutti. Offensivamente, i milanesi sono una squadra che gioca, a questo punto della stagione, con un sistema ben consolidato e con enorme consapevolezza della propria forza. Spesso però, proprio questo essere consci della propria superiorità è stato anche un limite per Milano, che nella seconda parte di stagione è incappata in qualche sconfitta davvero pesante da digerire. I top player della squadra non sono per nulla facili da gestire, in ordine di possessi da giocare, numero di tiri da prendere e quant’altro, e questo non può che rappresentare un punto di domanda quando si entra nella fase calda della stagione.

Anche difensivamente, l’Olimpia si concede troppo spesso delle pause che più d’una volta l’hanno condannata a delle sconfitte.

Infine, Milano dovrà essere estremamente brava ad ovviare all’assenza di Rakim Sanders: l’ala grande americana, come annunciato da Repesa, non giocherà tutto il primo turno dei playoff e questo non può che risultare un enorme punto a favore per i messinesi.

Per quanto riguarda questi ultimi, la squadra di Di Carlo gioca una pallacanestro molto “bella”, veloce e con ritmi molto elevati. Soprattutto in casa, l’Orlandina è sempre riuscita ad imporre il proprio gioco, anche contro avversari più forti (vedi la prima sfida proprio contro Milano). Da questo punto di vista, non si può certo dire che manchi la personalità ai siciliani che, per tutto l’anno, hanno giocato meravigliosamente, fondandosi sull’esperienza di qualche veterano, come Diener, e sulla forza e l’energia dei tanti giovani presenti in squadra.

Questa squadra però, facendo dei ritmi alti il proprio mantra offensivo, necessita di un livello estremamente elevato della difesa. La Betaland è una squadra che punta forte sull’intensità in entrambe le metà campo, ma è con la difesa che è riuscita ad arrivare fin qui. Tanta forza, una grande adattabilità rendono questa squadra molto complicata da superare e, allo stesso tempo, molto semplice. Capo d’Orlando vive di alcuni cali che spesso la portano a subire dei parziali piuttosto pesanti, frutto proprio di un’attenzione e di una concentrazione difensiva che manca saltuariamente, anche all’interno della stessa partita.

Le stelle

Non ce ne vogliano tutti i nomi citati poc’anzi, ma se bisogna individuare una stella a Milano, questa è Kruno Simon. Il croato ha giocato una stagione ad altissimi livelli, mettendo in mostra tutte le proprie qualità offensive. Non a caso, l’ex giocatore della Lokomotiv Kuban è il miglior realizzatore dell’Emporio, con una media di oltre 12 punti ad allacciata di scarpe. Nelle partite dell’Olimpia è sempre molto evidente come il gioco passi sempre da lui e come una giornata storta del numero 43 possa influenzare negativamente tutta la squadra.

Dall’altro lato, con la partenza a dicembre di Fitipaldo, individuare la stella di questa Capo d’Orlando è veramente complicato. Di Carlo è riuscito a modificare il gioco della propria squadra in maniera tale da poter non dipendere esclusivamente da un unico giocatore. Archie e Diener sono stati probabilmente i due che si sono presi maggiori responsabilità durante l’inverno e, con l’infortunio del primo, è toccato a Tepic, Delas ed Ivanovic dividersi i compiti.  

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