James batte anche i 20mila della Oracle Arena

Un mostruoso LeBron James sfiora la tripla doppia e con una tripla allo scadere permette agli Heat di battere i Warriors. Il tutto esaurito della Oracle Arena di Oakland non può che ammirare l'ennesima prova di onnipotenza di uno dei più grandi di sempre.

James batte anche i 20mila della Oracle Arena
Golden State Warriors
110 111
Miami Heat
Golden State Warriors: Igoudala 13 (3/5, 1/2), Curry 29 (4/10, 4/4, 9/9), Thompson 12 (5/11, 2/4, 1/2), Lee 21 (8/15, 5/8 ai liberi) + 11 rimbalzi, Green 8 (3/6, 0/1, 2/2), Barnes 14 (3/8, 2/3, 2/2), Crawford 9 (4/7, 0/2, 1/1), Speights 3 (1/5, 1/2 ai liberi)
Miami Heat: James 36 (10/19, 4/8, 4/7), 13 rimbalzi, 9 assist, Bosh 19 (8/13, 0/1, 3/3), Chalmers 12 (1/4, 2/3, 4/4), Allen 9 (3/5 da 3), Cole 10 (2/4, 1/2, 3/3), Beasley 16 (7/10, 0/1, 2/2), Battier 2 (1/2, 0/1), Andersen 6 (3/3, 0/2 ai liberi), Douglas 1 (0/1 da 3, 1/2 ai liberi), Oden
L'ennesima prodezza di Lebron James regala la vittoria ai Miami Heat al termine di una gara combattutissima. Miami insegue di 2 punti a una manciata di secondi dal termine, James riceve palla, palleggia, finta l'entrata, fa un passo indietro e da oltre la linea dei 3 punti infila, con la naturalezza di un Dio, il canestro che zittisce l'Oracle Arena.
 
James dimostra di essere in serata di grazia sin dalle prime battute dell'incontro. Dopo un avvio sprint dei Warriors, che si portano sul 5-0, il Prescelto guida gli Heat al primo vantaggio (10-12) con una schiacciata su assist di Bosh e al +8 (20-28) infilando allo scadere del primo quarto, quasi da prologo per la prodezza finale, una tripla su assist di Norris Cole. Miami tocca il +11 (27-38) in avvio di secondo quarto, spinta da Cole e Beasley. Stephen Curry si sveglia con un paio di triple, dando il via a un parziale di 10-0 con cui Golden State ridà linfa alla gara (44-48). Gli Heat però continuano a dominare i secondi finali dei quart: prima Allen da 3, poi James (canestro in entrata e assist per la schiacciata di Bosh) riportano il vantaggio di Miami in doppia cifra (46-57). James è irrefrenabile anche in avvio di secondo tempo. LJ fa aumentare il vantaggio dei bicampioni fino al +21 (54-75) che sembra chiudere definitivamente la contesa. Incredibilmente, però, sono proprio 2 liberi falliti da James a rincuorare Golden State, che in pochi minuti piazza un allucinante parziale di 23-4 (77-79) guidata da Harrison Barnes. Miami prova a non sprofondare aggrappandosi a Chris Andersen e alle triple di Allen, ma quando anche Curry fa canestro dalla lunga distanza (82-84), Spoelstra capisce che negli ultimi 12 minuti dovrà spremersi le meningi per non perdere una gara che sembrava già vinta. E' lo stesso Curry ad aprire le danze nell'ultimo quarto: 5 punti di fila e Warriors in vantaggio (87-84). James reagisce e costruisce un parziale di 11-0 che riporta in testa gli Heat (87-95), che a 6 minuti dalla fine sembrano di nuovo saldamente al comando (92-101). Questa volta è David Lee a capovolgere la situazione con 6 punti e un assist. Golden State entra nell'ultimo minuto di gara con 1 punto di vantaggio (105-104), ma deve fare i conti con James. Tripla del contro sorpasso (104-107), libero del +1 dopo un canestro di Curry e, dopo un gioco da 3 punti dell'asso di Golden State, la tripla allo scadere a suggello della prestazione monstre davanti a 19.596 spettatori.
 
 
 "Siamo stati testimoni di una prova di grandezza," ammette il coach di Golden State, Mark Jackson. "Un giocatore speciale, uno dei più grandi, che ha realizzato un gran tiro."
 
"Better offense beats better defense every time," proclama invece soddisfatto James a fine gara.