Celtics - Lakers, carneadi alla ribalta

Kent Bazemore e MarShon Brooks decidono un'edizione in tono minore dell'epica rivalità tra Boston Celtics e Los Angeles Lakers. Le due storiche antagoniste sono alle prese con una delle più difficili stagioni e, salvo miracoli, saranno contemporaneamente assenti dai play off per la prima volta dal 1994.

Celtics - Lakers, carneadi alla ribalta
Boston Celtics
92 101
Los Angeles Lakers
Boston Celtics: Wallace 12 (5/9, 0/3, 2/4), Rondo 6 (1/9, 1/3, 1/2), 11 assist, Green 21 (5/11, 3/6, 2/2), Bass 20 (8/15, 4/5 ai liberi), Sullinger 12 (6/13, 0/3,), 12 rimbalzi, Olynyk 4 (2/6, 0/2), Bayless 5 (2/4, 0/2, 1/2), Humphries 6 (2/3, 2/2 ai liberi), Johnson 4 (2/3, 0/2), Pressey 2 (1/2, 0/1)
Los Angeles Lakers: Bazemore 15 (3/5, 2/5, 3/4), Hill 10 (4/7, 2/2 ai liberi), 12 rimbalzi, Kaman 16 (7/9, 2/2 ai liberi), Farmar 8 (1/5, 2/4), Marshall 5 (1/4, 1/2), 8 assist, Brooks 14 (7/11, 0/1 ai liberi), Johnson 1 (0/1, 0/3, 1/2), Gasol 16 (6/12, 4/6 ai liberi), Meeks 16 (4/7, 2/8, 2/2), Kelly
SCORE: 28-19, 18-25, 28-19, 18-38
Dici Celtics - Lakers e pensi a sfide epiche, giocatori leggendari e a una delle rivalità più sentite del mondo dello sport. Celtics - Lakers, quest'anno, è però sinonimo di crisi, pessimi risultati, infortuni, scelte sbagliate e futuro incerto. Il nuovo capitolo dell'infinita saga tra Celtics e Lakers, tra i meno emozionanti e attesi, viene deciso da due volti nuovi da poco giunti a Los Angeles: Kent Bazemore e MarShon Brooks. Bazemore realizza 2 triple negli ultimi 4 minuti dell'incontro, permettendo ai Lakers di chiudere in tranquillità un quarto periodo da 38-18, mentre  Brooks, 10 partite in maglia Celtics a inizio stagione prima di passare ai Warriors, mai in doppia cifra quest'anno se non in D-League, mette a segno 14 punti, 10 nell'ultimo quarto.
 
Dopo un 4-0 firmato da Pau Gasol e Kendall Marshall, i Celtics provano a prendere il largo spinti da un ottimo Jeff Green, che realizza i primi 11 punti della sua squadra. Con una tripla di Rondo, i padroni di casa toccano il +9 (24-15), vantaggio mantenuto fino alla fine del primo quarto grazie prima a una schiacciata di Chris Johnson, poi a un layup di Olynyk (28-19). Bazemore nobilita la prima in maglia gialloviola con i punti che in avvio di secondo quarto, combinati con quelli messi a segno da Kaman, riportano i Lakers in contatto (30-28). Boston prova a scappare con Humphries (40-32), ma viene ripresa da Gasol (40-36). E' poi Wallace a siglare un nuovo allungo (44-36), prontamente vanificato da Meeks (44-43). Rondo sbaglia tutto nell'ultimo minuto, e il primo tempo si chiude con i Celtics in vantaggio di 2 punti (46-44). A inizio ripresa si rivede Jeff Green (55-48), i Lakers rispondono con Meeks (55-51), ma un concreto Brandon Bass costruisce, con Sullinger e Wallace, il massimo vantaggio di Boston (72-59 a 2:17 dalla fine del terzo periodo). Boston ha più volte la possibilità di aumentare il distacco, ma resta a secco negli ultimi 90 secondi, e apre l'ultimo periodo con 11 lunghezze di vantaggio (74-63). In soli 3 minuti, i Lakers pareggiano: 8 punti di MarShon Brooks, una tripla di Farmar e una schiacciata di Hill valgono il 76-76. Boston non ha la forza di reagire e scivola a -7 (83-90) dopo le triple di Farmar e Bazemore. Bass riporta i Celtics a -5 (87-92) con 160 secondi da giocare, ma una nuova tripla di Bazemore ne affossa le speranze di rimonta. Boston si affida al tiro da 3 ma colleziona solo errori, e Bazemore dalla lunetta sigla il 92-101 finale. 
 
Per Boston, arriva un record negativo: mai i Celtics avevano perso 8 gare consecutive in casa. Tra le peggiori squadre da dicembre a oggi (6-23 i Lakers, 7-23 i Celtics), le due storiche rivali vedono i playoff come un miraggio. E' dal 1994, l'ultimo anno di Parish e Worthy, che la post season comincia con la contemporanea assenza di Celtics e Lakers. A causa della rivoluzione attuata in estate dai Celtics e dalla catena di infortuni che ha falcidiato e continua a tormentare i Lakers (Kobe Bryant out per almeno altre 3 settimane) la percentuale di vittorie delle due squadre, messa insieme, è la più bassa di sempre. Non sarà quindi l'esito di questa partita, pur se sentita, a cambiare l'umore dei tifosi di Boston e Los Angeles.

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