NCAA Final: UConn è campione, Napier da impazzire

Dopo il titolo del 2011, Connecticut replica e vince l'edizione 2014 del torneo NCAA, guidata dal go-to-guy Shabazz Napier, vero leader della squadra di coach Ollie. I Wildcats di Randle si arrendono così e vedono sfumare il sogno a pochi passi dall'arrivo. Ora è giunto il momento dell'NBA per tutti?

NCAA Final: UConn è campione, Napier da impazzire
HUSKIES
60 54
WILDCATS

He’s the man. Shabazz Napier, chi altri se no? E’ lui l’uomo delle Finali, capace di trascinare i suoi Huskies alla vittoria del torneo NCAA. La sua prestazione ha qualcosa di onnipresente: 22 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 3 palle rubate per mettere a freno una Kentucky lanciatissima alla corsa al titolo. UConn è la prima testa di serie n°7 a vincere il titolo, mentre Napier si va ad iscrivere vicino a grandi nomi quali Derrick Rose, Kemba Walker e Larry Bird come autore di una March Madness da almeno 125 punti, 25 rimbalzi e 25 assist. La pallacanestro nel sangue. La favola si completa quando ci si ricorda che questo è stato anche il primo trionfo di coach Ollie, arrivato alla prima partecipazione al torneo NCAA. 

La statistica chiave della partita di UConn è stata la percentuale ai liberi: 10/10, 100% di realizzazione, mentre i Wildcats si sono fermati a 13/24, sbagliandone troppi per rimanere in partita. Inoltre la difesa degli Huskies ha letteralmente tirato giù la saracinesca, facendo registrare agli avversari un misero 39,1% dal campo. “Abbiamo avuto le nostre chance di vincere, non abbiamo fatto abbastanza”, il commento laconico di coach Calipari, che in tutti quei tiri sbagliati potrebbe aver rivisto un’altra finale, questa volta quand’era a Memphis e i suoi sbagliarono una quantità infinita di liberi contro Kansas, per poi andare a perdere quella partita all’OT. 

Invece questa volta, con 25.1 secondi sul cronometro, Lasan Kromah mettere a referto gli ultimi due punti per fissare il punteggio sul 60-54, decretando la vittoria di una UConn che non si è mai trovata in svantaggio durante la partita, anzi ha amministrato le lunghezze in più e ha guardato Kentucky tentare di riproporsi arrivando fino al -1, quando però Aaron Harrison -sì, proprio lui, l’uomo del destino- ha sbagliato una tripla dall’angolo che avrebbe regalato il vantaggio ai Cats. E’ stato il punto di contatto massimo tra le due squadre, poi UConn è fuggita via un’altra volta. Randle e Young, i due baluardi di questa Kentucky, si sono fermati rispettivamente a 10 punti/6 rimbalzi e 20 pts/7 rimbalzi. 

Così la partita finisce con Napier che al suono dell’ultimo buzzer si siede per terra e osserva i suoi compagni festeggiare perché “è la cosa che mi ha reso più felice in assoluto”. Ora quale sarà il futuro di questi giocatori? Molti di Kentucky probabilmente saranno papabili prime scelte, o comunque giocatori da primo giro, ma coach Cal è sicuro: “Molti torneranno, per cui avremo una grande squadra anche l’anno prossimo”. 

E’ stato un viaggio emozionante, ricco di upset, di storie d’orgoglio e di passione, tantissima passione. Martedì ci si gioca il titolo femminile. UConn è in finale anche lì? E indovinate chi sono stati gli ultimi a vincere il torneo NCAA maschile e femminile? Ma gli Huskies naturalmente, nel 2004. Che la storia si ripeta? Nel frattempo, Napier si coccola la sua ultima retina. 

NBA