NBA: le voci ed i fatti della settimana

Le ultime notizie dal mondo della palla a spicchi a stelle e strisce. Lo status di forma delle squadre, la situazione degli infortunati, le parole dei protagonisti. Ecco una nuova puntata della nostra rubrica

NBA: le voci ed i fatti della settimana
Indiana vs Atlanta una sfida playoff dalle mille incognite

Terminata la stagione regolamentare, è arrivato il momento di fare sul serio. I playoff sono arrivati, la fase più importante e coinvolgente della stagione ha promosso solo le più meritevoli, tenaci e caparbie. Non mancano le assenze eccellenti. La carenza di continuità nei risultati, unita ad altre rilevanti variabili ha portato alcune franchigie, alla vigilia favorite per la conquista di un posto nella postseason, all’esclusione dal tabellone. Utile questo periodo per le deluse della stagione per rianalizzare i propri piani e progetti societari con la speranza di un avvenire più prestigioso. Analizziamo insieme i fatti della settimana concentrandoci su alcune future protagoniste dei playoff.

ATLANTA HAWKS

Arrivare alla settima partecipazione consecutiva dei playoff non è mai stato così adrenalinico per Atlanta ed i suoi tifosi. La squadra di Mike Budenholzer dopo un serrato testa a testa è riuscita a prevalere sui lunatici New York Knicks alla quale non sono bastate le ultime quattro vittorie di fila per strappare il pass per la postseason. Un cammino quello degli Hawks altalenante per gran parte della seconda metà della stagione, in cui però Millsap e co. sono riusciti a ritrovare la bussola prima che fosse troppo tardi. Al primo turno ci sono gli Indiana Pacers, altro team che nell’ultima parte della season ha fatto tutt’altro che legittimare il primato con la quale ha chiuso la Eastern Conference, ma che sulla carta parte comunque favorito. Nonostante ciò, le armi ad Atlanta non mancano. Il gioco fin qui espresso si contraddistingue per la sua coralità e capacità di coinvolgere l’intero quintetto. Lo dimostrano anche i dati registrati, con la seconda migliore media del campionato per assist e triple tentate. C’è poi da considerare la letalità offensiva esibita nel corso della stagione dagli Hawks proprio con i Pacers. Nessuna ad Est ha fatto così male ad Indiana come i Falchi del Philips Arena (104,6 punti per 100 possessi). Vogliamo poi pensare che le dichiarazioni degli ultimi tempi del GM Danny Ferry che in piena bagarre con New York escludeva l’ottavo posto dagli obiettivi della squadra, fossero solo frutto di scaramanzia, come da tradizione. Atlanta ed i suoi tifosi ci credono. La vulnerabilità palesata dalla franchigia di Indianapolis in questi ultimi tempi sarà un fattore sul quale poter fare leva. Novità importanti arrivano dai vertici societari. Steve Koonin è un nuovo membro dell’ organizzazione. Supervisionerà tutte le attività finanziarie e strategiche legate al mondo degli Atlanta Hawks.

CHARLOTTE BOBCATS

Respira aria nuova la squadra della Carolina del Nord. I Bobcats infatti, arrivano nella fase calda della stagione con l’appellativo di Cenerentola.

Lontani dai playoff dalla stagione 2009/2010, il cammino della franchigia in mano a Steve Clifford, alla sua prima esperienza da head- coach, è stato semplicemente straordinario segnato da 44 vittorie e 39 sconfitte. Dopo le ultime due stagioni deludenti, chiuse con un ultimo (7 – 59) ed un penultimo posto (21 – 61) nella Conference, il team di Michael Jordan ha saputo rialzarsi con grande dignità ed impegno, traendo sicuramente grande ispirazione proprio dal suo proprietario. L’uomo della provvidenza ha un nome ed un cognome: Al Jefferson. Il centro del Mississippi arrivato da Utah a costo zero, ha saputo spingere con la sua esperienza e qualità la squadra oltre i suoi limiti. All’ ombra del Time Warner Cable Arena, Jefferson ha ritrovato la migliore condizione, fornendo prestazioni degne di nota che gli sono valse attestati di stima da parte di critici e media. La sua produzione offensiva è ritornata dopo quasi 5 anni sopra i 20 punti (21,8) , senza dimenticare la crescita sul piano difensivo, testimoniata da una media di 8,7 rimbalzi a partita, suo nuovo massimo in carriera. Nominato giocatore della Eastern Conference del mese di marzo, il suo contributo alla rincorsa della postseason si è dimostrato fondamentale anche nel mese di aprile con una media di 26,6 punti e 13,7 rimbalzi. Al primo turno ci saranno i Miami Heat, con cui Charlotte non ha mai vinto nell’ era dei Big-Three. Al Jefferson però crede nel lavoro fin qui costruito insieme ad i suoi compagni e sogna un futuro prossimo addirittura più radioso: “ Il mio obiettivo è quello di fare in modo che i Bobcats diventino una squadra d’elite di Est – ha confessato l’ex Celtics -  Siamo cresciuti molto, ci siamo tolti parecchie soddisfazioni e credo che il nostro cammino non potrà che essere speciale. “

HOUSTON ROCKETS

Non potevano di certo mancare gli Houston Rockets nell’ultima parte della season. La franchigia texana conferma per il secondo anno consecutivo la sua presenza nei playoff presentando numeri sicuramente migliori rispetto a quelli della scorsa stagione. Se nella campionato 2012/2013 i Razzi riuscirono a strappare un mediocre ottavo posto alle spalle dei Los Angeles Lakers, il 54 – 28 realizzato in questa stagione ha consentito loro di arrivare ai piedi del podio della Conference dietro ai Clippers ma davanti ai Blazers con la quale si scontreranno così nel primo turno. Il punto di forza della squadra di Kevin McHale è sicuramente l’attacco, il migliore della Lega (107,7) secondo solo a quello della Lob City di Los Angeles (107,9). Merito del grande affiatamento e dell’ efficiente intesa instaurata tra James Harden e Dwight Howard. Superman è sbarcato in Texas nell’ultima offseason con l’intenzione di dimenticare la turbolenta e conflittuale esperienza sul difficile, in termini mediatici, parquet dei Los Angeles Lakers. Missione compiuta testimoniata dai 18,3 punti registrati e dai 12,2 rimbalzi fatti nella sua prima annata biancorossa. Se possibile Howard ha inoltre cercato di perfezionare i suoi limiti, uno su tutti il tiro libero tornato sopra il 50 % di realizzazione (54,7) dopo due anni di anonimato. “ Mi sento benissimo – ha confidato il cestista di Philadelphia – Sono felice di vivere questo periodo qui a Houston. Adesso è davvero vietato sbagliare, il nostro percorso non sarà di certo semplice ma credo che sia io che James ( Harden) siamo in grado di poter dire la nostra ed aiutare questo club ad arrivare più avanti possibile. L’unica cosa che conta è cercare di far crescere  i miei compagni. “ Proprio fra questi se ne annovera uno nuovo: Josh Powell. Il centro con un passato anche in Italia tra le file di Caserta ha firmato un contratto pluriennale non garantito.

GOLDEN STATE WARRIORS

Confermano invece il loro intervento ed il sesto posto i Golden State Warriors. I gialloblu approdano al turno successivo alla regular season con più di 50 vittorie all’attivo. Un traguardo quello dei 50 successi in un singolo campionato che non veniva raggiunto da 20 anni. (1993/1994 50-32).

Nonostante questo certifichi l’importante lavoro svolto ad Oakland anche dall’allenatore, la panchina di Mark Jackson non sembra essere così salda. L’inserimento infatti nel roster di uno come Iguodala non ha dato i frutti che i piani alti speravano (appena 9,3 punti a partita, fece peggio solo da rookie nel 2004/2005 con 9,0 ) senza poi dimenticare le incomprensioni nate negli ultimi tempi anche tra l’ head-coach ed i suoi assistenti, in ultimo con Scalabrine allontanato successivamente dai suoi incarichi e spedito nella D-League. I Warriors che nel primo step dei playoff sfidano i Los Angeles Clippers devono fare i conti con un roster non al massimo delle condizioni fisiche. Andrew Bogut dovrà saltare praticamente la prima avventura di Golden State a causa della frattura di una costola destra. Problemi anche nel terminale offensivo con Iguodala sofferente per una tendinite al ginocchio destro e per David Lee, le cui difficoltà fisiche sono causata da una lesione al legamento del ginocchio destro. La franchigia californiana ripone così tutte le sue speranze su Stephen Curry, topscorer del team con una media di 24,0 punti a partita.

SAN ANTONIO SPURS

 Se per qualcuno i playoff sono una piacevole sorpresa, per qualcun’ altro sono semplicemente un appuntamento con cadenza fissa. Stiamo naturalmente parlando dei San Antonio Spurs, che hanno conquistato con il miglior record della Lega il loro diciassettesimo ingresso consecutivo nella postseason. Con un bottino di 62 – 20 la franchigia texana arriva nella fase della stagione che conta tra le favorite al titolo. La lunga esperienza maturata sulla panchina ha spinto Gregg Popovich a centellinare le energie dei suoi giocatori nell’ultima fase della stagione. Come raccontano le statistiche infatti, la squadra 4 volte campione del mondo Nba è la prima ed unica squadra nella storia a non avere nel suo roster un giocatore con un minutaggio superiore ai 30 minuti. La risposta è semplice. Il tecnico sa bene quanto sia dispendioso e stancante il cammino dei playoff, e  per arrivare  lì dove lo scorso anno gli Spurs si sono piegati solo in gara 7, sarà necessario disporre di una tenuta atletica e mentale di livello. Il primo ostacolo verso la Finals è rappresentato dai Dallas Mavericks. Un avversario abbordabile come vogliono gli incroci del tabellone e che i San Antonio Spurs hanno sempre superato in scioltezza, nel corso della stagione, con evidenti distacchi a livello di punteggio.  Intanto Kawhi Leonard sogna di diventare grande con la canotta neroargento  sulle orme dei Big Three: Ginobili, Duncan e Parker. “ Mi piacerebbe arrivare dove sono arrivati loro, sarebbe fantastico. “

MILWAUKEE BUCKS

I Milwaukee Bucks sono ad un passo da una svolta epocale. La franchigia della Eastern Conference infatti avrà presto un nuovo proprietario.

 Negli ultimi giorni infatti, l’entourage dell’ attuale numero uno Herb Kohl ha trovato l’accordo per la vendita dell’intero club all’indirizzo di due uomini d’affari: Wesley Edens e Marc Lasry. L’intesa tra le due parti è stata trovata sulla base di una cifra di circa 550 milioni di dollari. Presente anche nel contratto di compravendita una clausola che non consente di allontanare i Bucks dal Wisconsin. L’intero inter, come dichiarato dal Commissioner Adam Silver, non è ancora terminato, l’ultima parola spetta infatti all‘ insieme dei proprietari delle franchigie Nba chiamate a valutare la solidità finanziaria dell'acquirente ed i suoi progretti futuri.. 


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