Mercato NBA, tutti pazzi per Kevin Love

La stella di Minnesota ha voglia di vittorie, e dopo essersi messo sul mercato, vaglia assieme alla società tutte le possibili destinazioni, in cerca di quella migliore. La scelta non è facile, la certezza è che Kevin Love non sarà più il 42 dei Wolves.

Mercato NBA, tutti pazzi per Kevin Love
Le strade di Kevin Love, sulla destra, e Ricky Rubio, potrebbero separarsi.

Mentre le finali di Conference entrano nel vivo, parallelamente si iniziano a rincorrere le voci di mercato, che come ogni anno caratterizzano le estati dei giocatori e delle squadre Nba. A scatenare, o a sancire l’inizio delle trattative, c’ha pensato la Lottery tenutasi qualche giorno fa. L’appetibilità dei talenti che verranno scelti al Draft di fine giugno, ha fatto si che le squadre iniziassero a guardarsi attorno per mettere sul tavolo giocatori già affermati, ma scontenti o in scadenza di contratto, in cambio di scelte dalle quali ripartire, che potessero rialzare franchigie in notevole difficoltà. 

Il rè degli scontenti in questo momento è Kevin Love, prodotto di UCLA (da tenere ben in mente), attualmente point forward dei Minnesota Timberwolves, che negli ultimi sei anni ha raggiunto traguardi personali non indifferenti (26,1 punti e 12,5 rimbalzi ad allacciata di scarpe), permettendogli di guadagnarsi un posto anche nella nazionale delle “stelle”. Prestazioni che restano però fine a sé stesse, che non gli hanno permesso di raggiungere i playoffs, e che hanno fatto maturare in lui una voglia di lottare per qualcosa di più (e chi non ce l’ha), e di dicharare al mondo, soprattutto al suo presidente, di non voler rinnovare il contratto in scadenza nella prossima stagione, mettendo la dirigenza nella posizione da doverlo cedere quasi ad ogni costo.

Gli estimatori di certo non mancano per uno che è diventato l’ala forte più ambita sul mercato. Le squadre che hanno mostrato interesse nei suoi confronti sono : Warriors, Celtics, Lakers, Bulls, Rockets ed i Knicks. 

Dopo l’arrivo di Steve Kerr, i Warriors sembrano intenzionati a cedere David Lee liberando (con Bogut) molto spazio salariale per poter offrire un quinquennale da 20 milioni a stagione, inserendolo in una pallacanestro dove renderebbe pressocchè impossibili gli accoppiamenti per gli avversari. Un quintetto con lui, Curry, Thompson, Iguodala e Green non sarebbe affatto male. Inoltre, anche il giocatore sembra tentato dal progetto e dal basket dei Warriors, e sicuramente potrebbe essere imbastita una trade che coinvolgerebbe oltre al contratto di Lee o Bogut anche un giovane promettente come Harrison Barnes.
Come dicevamo in precedenza, la Lottery ha permesso a molte squadre di imbastire trattative mettendo sul piatto qualche scelta molto importante. E’ il caso delle prossime tre squdare che analizzeremo. 
I Cleveland Cavaliers potrebbero inserirsi nella corsa, offrendo oltre ad un pacchetto di due giocatori (Thompson e Waiters), la prima scelta al draft (Wiggins ndr). Un’offerta del genere non sarebbe affatto da scartare, considerando che i Wolves ripartirebbero dal talento di Kansas. Per i Cavs, la possibilità di affiancare ad Irving un lungo che apre benissimo il campo come Love, lasciando ulteriore spazio salariale ad una terza stella (sempre rumors di corridoio parlano del clamoroso ritorno di James). 
La franchigia attualmente favorita sembra però i Boston Celtics. La voglia di riscatto e di tornare ad alti livelli dei Celtics e della loro stella Rajon Rondo, potrebbe convincere Love nella bontà del progetto, in una città che respira pallacanestro di altissimo livello e che non ha digerito il fallimento di questa stagione. La trattativa potrebbe essere facilitata dal rapporto tra l’agente di love e Danny Ainge, e dalla sesta scelta pescata dalla squadra di Boston alla Lottery. 
Abbiamo accennato precedentemente (appositamente) al college di uscita di Kevin Love : UCLA. L’università di Los Angeles. E quale squadra a Los Angeles ha bisogno di rifondare? I Lakers. E Kevin Love sarebbe il colpo da 90 per permettere a Kobe di raggiungere il tanto desiderato sesto titolo. Questo acquisto presupporrebbe una “non riconferma” di Pau Gasol, sebbene lo spagnolo goda della stima di Kobe e della dirigenza. Come per le due franchigie precedendi, i Lakers potrebbero offrire la settima scelta del draft, ma l’offerta non basterebbe, ed il fatto che gli unici giocatori sotto contratto appetibili sono Bryant e Nash, non lascia molte speranze ai Lakers. 

Per le ultime tre contendenti il discorso è un po’ più difficile. Tutte hanno problemi nella pianificazione del loro futuro, a partire dalla scelta degli allenatori. I bulls devono capire il futuro di coach Thibodeau che ha ricevuto molte offerte e le sta valutando attentamente (Memphis, Knicks e Lakers). Tutto passa dalla scelta di lasciare libero Boozer, che permetterebbe ai bulls di liberare molto spazio nel salary cap, ed affiancare a Rose e Noah, un giocatore che si incastrerebbe alla perfezione nel quintetto dei “tori”. La possibilità di inserire nello scambio un giocatore come Mirotic (assieme ad altri), in una squadra di stampo “europeo” potrebbe aprire le trattative.

Infine, Houston e Knicks sono due ipotesi da non scartare, ma non facilmente attuabili. Di certo la fame di vittorie di due città e franchigie che non vedono un titolo da molti anni potrebbero influenzare la scelta del giocatore, d’altra parte la mancanza di merce di scambio, o comunque non molto appetibile per Minnesota, potrebbe rendere l’affare più complicato del previsto. I contratti molto onerosi dei giocatori che potrebbero offrire le due squadre (Stoudemire, Bargnani, Lin) non attraggono molto la dirigenza dei lupi, che sarebbe più orientata su una scelta del draft o su giocatori più pronti rispetto a quelli citati.

Tutte le carte sono state messe sul tavolo della dirigenza dei Timberwolves, ora la scelta non sarà facile, di sicuro lo scambio si farà, ma non in tempi brevi (forse dopo il draft). Le possibilità e gli acquirenti sono tanti ma il giocatore preme per la cessione. Il mercato è solo agli inizi, ne vedremo delle belle. 

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