La lunga estate dei Bulls

Analizziamo le possibili mosse di mercato di Chicago che si prepara, per l'ennesima volta, a riaccogliere Rose e a dare l'assalto alla Eastern Conference

La lunga estate dei Bulls
Joaquim Noah e Derrick Rose (Rantsports).

28 Aprile 2012, gara 1 Playoff contro i Philadelphia 76ers: il ginocchio di Derrick Rose fa crack, e con lui una città intera, che vede spezzarsi i sogni di gloria del team e di quell’umile ragazzo tanto adorato dai tifosi. I Bulls perdono il loro punto di riferimento e da lì in poi è storia nota, con TheReturn e la grande campagna mediatica durante tutta l’annata 2012/13 saltata per la riabilitazione. Il 22 novembre scorso però, nuovo infortunio dopo un inizio comunque difficile: il ginocchio destro, quello mai infortunato, cede, e Rose salta anche tutta l’annata 2013/14. Da lì quindi il controllo della Conference passa a Miami e ai Pacers, dimostratisi poi, anche per problemi interni, un fuoco di paglia(si prevedono infatti grossi scossoni dal coach ai giocatori più rappresentativi). Elemento che aumenta solo il rammarico.

Fatto sta che ora i Bulls non possono più permettersi di assistere impotenti a questa lotta, a maggior ragione se Indiana potrebbe vivere una stagione di assestamento dopo le inevitabili mosse sul mercato e i Miami potrebbero, a titolo conseguito(tutto da vincere visti gli avversari) subire una piccola rivoluzione.

La squadra di Rose punta a una solida ricostruzione estiva, confidando in primis nel rientro in piena forma della sua star, affiancandogli un Noah fresco di premio di difensore dell’anno e vero leader emotivo del gruppo, e contando sui miglioramenti di Taj Gibson e Jimmy Butler. Condizione imprescindibile per migliorare questo gruppo però è “amnistiare” Carlos Boozer. Nonostante i numeri del giocatore(comunque in discesa da tempo assieme ai minuti) siano comunque decenti, è evidente che proprio il salario dell’ex Utah, 16,8 milioni per un altro anno, sia quello sacrificabile, a maggior ragione poi considerando che Nikola Mirotic, fresco di stagione monstre in Eurolega(14punti e 4 assist di media, 17,4 di valutazione, settimo in tutta la competizione), pare finalmente pronto al grande salto. Un pacchetto lunghi con Gibson Noah Mirotic non sembra pessimo e non perderebbe molto rispetto all’attuale assetto.

Di buono poi ci sarebbero i quasi 17 milioni risparmiati, che permetterebbero ai Bulls di entrare prepotentemente nel mercato dei costless-agent di quest’estate. Carmelo Anthony, Lebron James, Kevin Love, Bosh… i giocatori da cui ripartire alla grande ci sono e immaginare un quintetto con Rose Butler Anthony Gibson Noah non è assolutamente fantasia, sebbene da New York arrivino notizie di una serrata opera di convincimento di Phil Jackson su Melo, per evitare che questi esca dal contratto. A liberare altro spazio salariale poi ci sarebbero i 4 milioni in scadenza di Hinrich e 1,4 di Mohammed, giocatori non di primo rilievo ma comunque utili nelle rotazioni, assieme alla rivelazione d’annata DJ Augustin, autore di una stagione a dir poco sorprendente  ma col contratto in scadenza. Rinnovare alle stesse cifre lui(praticamente impossibile) e al ribasso Hinrich darebbe sufficienti garanzie per lo spot di playmaker e garantirebbe a Rose un ritorno senza eccessive pressioni. Stesso discorso per Mohammed, veterano che garantisce ancora rendimento e serietà,e non rimpiazzabilissimo a quelle cifre. Altro nodo è quello dell’allenatore, ma coach Thibodeau sembra in questo momento più saldo alla panchina di qualche settimana fa, avendo virato i Knicks su Derek Fisher(si attendono novità a breve vista la fresca eliminazione dei Thunder dai PO). 

Nella lotteria i Bulls hanno poi ottenuto due prime scelte, il che li mette in ottime condizioni in vista di eventuali scambi. Una prima idea sarebbe quella di utilizzare entrambe le posizioni per salire nelle chiamate e assicurarsi un giocatore buono, funzionale e di maggior talento, fermo restando che dal draft di quest’anno potrebbero uscire 4-5 potenziali AllStar e uomini franchigia quindi sarà difficile pescare male pur partendo, come i Bulls, relativamente dietro.  Se quindi l’intento del GM Gar Forman e del VicePresidente Paxson è quello di smuovere le cose e iniziare una piccola rivoluzione, i mezzi ci sono tutti. Le scelte dei Bulls sono la 16° e la 19°: posizioni sicuramente di lusso e che assicureranno una certa mole di talento e sostanza, ma l’idea di contrattarle rimane in piedi, anche per una logica finanziaria non trascurabile. Secondo la graduatoria del salari dei rookie 2014-15, l’impatto finanziario totale di queste due scelte dovrebbe essere di circa 2,7 milioni di dollari per i Bulls. Salire di posizione e ottenere una 12° chiamata consentirebbe non solo di scegliere un giocatore di maggiore qualità(anche se questo dipende dalla bravura di chi sceglie) ma anche di risparmiare 1,3 milioni di spazio salariale.

Ed è qui che entrano in gioco le altre squadre, ovvero quelle che possono permettersi due scelte, quindi due contratti, per l’ammontare complessivo di 2,7 milioni: i team in questione sono Orlando, Minnesota e Phoenix su tutti, che hanno rispettivamente la 12esima, 13esima e 14esima chiamata . Considerando che poi coach Thibo non sembra particolarmente incline a schierare i rookies in campo, offrirgli un atleta migliore spendendo due giocatori che probabilmente giaceranno in panchina pare la scelta più saggia. Economicamente  poi un accordo con uno di questi club consentirebbe a Chicago di salvare tra i 4 e i 500mila dollari(oro se hai già sforato il cap) ottenendo al contempo una posizione più alta. L’altro team otterrebbe in cambio  la possibilità di lavorare su due giocatori potendosi permettere di costruire senza eccessive pressioni (Orlando, Minnesota post Love sono proprio ideali in questo senso).

Ultima opzione sarebbe anche quella di offrire entrambe le scelte per arrivare alla tanto ricercata star senza passare per la costless-agency: in tal senso offrire, ad esempio, ai Knicks 2 scelte, considerando il fatto che i Knicks sono sostanzialmente senza chiamate per i prossimi 3 anni, potrebbe essere una mossa azzeccata, ma in quel caso Boozer non andrebbe amnistiato ma scambiato… e una squadra con Stoudemire, Bargnani, Chandler non avrebbe molto da farsene. Ipotesi quindi da escludere, nel senso che se Melo sarà, la strada è quella del taglio di Boozer. Non resta quindi che usare le due scelte per la scalata, sperando di chiamare il giocatore giusto e sperando che Rose torni quello di una volta.

E i tifosi Bulls sono impazienti di vedere cosa riserverà loro il futuro…..

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