Bosh esce dal contratto coi Miami Heat: accordo in vista fra i Big Three?

Dopo Wade e James, anche il terzo violino dei campioni NBA 2012 e 2013 è diventato ufficialmente Unrestricted Free Agent: crescono le probabilità che i tre compagni di squadra ridiscutano insieme il loro futuro in Florida.

Bosh esce dal contratto coi Miami Heat: accordo in vista fra i Big Three?
Dwyane Wade, LeBron James, Chris Bosh (Steve Mitchell - USA TODAY Sports)

La notizia era nell'aria da qualche giorno e stasera è arrivata l'ufficialità: come comunicato da Ira Windermann, beat writer per il South Florida Sun Sentinel, Chris Bosh, centro dei Miami Heat, ha esercitato l'Early Termination Option e, con due anni di anticipo sul contratto siglato nella torrida estate 2010, sarà immediatamente Unrestricted Costless Agent. Questa decisione non deve in alcun modo sorprendere: era l'ultima pennellata di un quadro che sta andando definendosi da ormai una settimana, da quando cioè Chris Broussard (ESPN) ha rivelato che l'agente di LeBron James Rich Paul aveva già comunicato alla dirigenza Heat che il suo assistito avrebbe anch'egli esercitato l'opzione di uscita e, appena sabato scorso, la stessa decisione era stata presa Dwyane Wade, come riportato da Tim Reynolds. A sciogliere eventuali dubbi residui ci aveva pensato poi "Cpt.Udo" Udonis Haslem, che ha rinunciato ad una player option per la prossima stagione da oltre 4.5 milioni di dollari: una somma così cospicua difficilmente gli sarà offerta nella prossima off-season, alla luce della sua anagrafe autunnale e delle sue recenti sparizioni (dal campo), quindi obbliga a pensare che sussistano già degli accordi preliminari che lo faranno confermare in Florida.

La coincidenza di queste quattro operazioni, al pari dell'ammontare complessivo lasciato sui rispettivi piatti dai Big Three (42.7 milioni di dollari dal "Chosen One" e CB#1, appena uno di meno da Flash), conferma quanto sia minima la possibilità che uno di loro possa lasciare i Miami Heat e, al contempo, di come possa essere in atto un piano per alleggerire il monte-ingaggi della franchigia 3 volte campione NBA allo scopo di avviare una campagna di rafforzamento immediata: di fatto, a libro paga non rimangono che i 2 milioni di dollari garantiti a Norris Cole e l'eventuale player option di Chris Andersen (circa 1.5 milioni), il quale potrebbe persino pensare di monetizzare altrove la propria consistente post-season 2014. Considerando che il salary cap è fissato a 63 milioni di dollari e che gli 800'000 "bigliettoni" di Justin Hamilton, scelta numero 45 al draft 2012, saranno sicuramente tagliati, Pat Riley potrà disporre a piene mani di quanto rimarrà degli oltre 60 milioni di dollari attualmente in cassa dopo che i cosiddetti "Tres Amigos" avranno pianificato, non senza la sua scrupolosa supervisione, come spartirsi le proprie fette di torta.

Ancora non è chiaro quali possano essere le pretese economiche di ciascuno dei tre - appena sabato scorso Yahoo!Sports sosteneva che LeBron James reclamasse un max-contract da oltre 20 milioni di dollari l'anno - nè a quale cifra possano ragionevolmente pervenire i rispettivi tagli di stipendio, ciò che conta però è che giorno dopo giorno la riconferma di Dwyane Wade (a dire il vero mai in discussione, visti i gradi di capitano e la riconoscenza immortale per il titolo del 2006), Chris Bosh e soprattutto LeBron James (il quale, secondo ESPN, non ha proprio fissato alcun incontro con franchigie che non siano i Miami Heat) pare sempre più certa. Con buona pace di tutti coloro che già pregustavano una seconda "Decision".


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