Parker affonda Sacramento e regala il bis a Messina

L'ottima prestazione del play francese e di Leonard permettono ad Ettore Messina di vincere la seconda gara da capo allenatore. I kings escono a testa altissima dall'At&T center nonostante l'assenza di DeMarcus Cousins.

Parker affonda Sacramento e regala il bis a Messina
San Antonio Spurs
112 104
Sacramento Kings
San Antonio Spurs : Leonard 19-4-2 (6/13), Duncan 18-8-3 (7/12), Diaw 9-4-4 (3/9), Green 11-3-2 (4/6), Parker 27-1-8 (10/17). Panchina: Ginobili 7-3-8 (3/6), Joseph 3-2-1 (1/3), Bonner 8-4-0 (3-4), Belinelli 0-1-0 (0/6), Baynes 10-3-1 (5/6), Aynes 0-0-0 (0/0). All.: Messina.
Sacramento Kings : Gay 23-8-8 (9/17), Thompson 4-9-1 (2/4), Hollins 15-6-0 (5/7), McLemore 14-3-2 (6/9), Collison 15-3-3 (5/12). Casspi 8-1-2 (2/4), Williams 9-4-0 (3/6), Sessions 4-0-0 (2/6), Landry 12-10-2 (4/10), Stauskas 0-1-1 (0/0). All.: Malone.
SCORE: 1Q : 26-22; 2Q : 35-29; 3Q : 27-29; 4Q : 24-24.
ARBITRO: #24 Mike Callahan, #33 Sean Corbin, #7 Lauren Holtkamp
NOTE: AT&T Center, San Antonio, Texas. Spettatori : 18581. Durata : 2:08

Malone si presenta all'At&t Center rinunciando a Cousins ma recuperando Collison e Gay all'ultimo minuto. Nei padroni di casa tutti arruolabili tranne coach Popovich che viene sostituito per la seconda volta da Ettore Messina che non lo farà rimpiangere. Il coach italiano è più tranquillo e meno teso dell'esordio contro Indiana e sembra prenderci la mano, regalandosi la seconda vittoria personale di seguito da capo allenatore e la sesta di fila per i suoi San Antonio Spurs. 

I Kings, nonostante le difficoltà fisiche e di rotazione, ce la mettono tutta per restare in partita fin dalle prime battute, coinvolgendo il più possibile in attacco Hollins sostituto naturale di DeMarcus Cousins. Il centro ne piazza 6 dei primi 10, aiutato da Rudy Gay che ne mette altrettanti nel 14-10 di parziale dei primi minuti. Parker è il più in forma degli Spurs e si carica la squadra sulle spalle. La partita sembra cambiare, come spesso accade in Texas, quando in campo entra Manu Ginobili. L'argentino sembra galvanizzato da quando in panchina c'è il suo ex coach alla Virtus Bologna (28 la notte scorsa, season high, contro Indiana) e anche in quest'occasione sembra voler aiutare il coach debuttante a ben figurare. Landry e Hollins sono in partita e il duo di lunghi supporta alla perfezione la coppia di esterni dei Kings non al meglio: Gay ne mette 9 con 5 di fila ricucendo il -10 firmato dall'argentino di Bahia Blanca. Gli Spurs, come diranno in coro Parker, Ginobili e lo stesso Messina nel post gara, iniziano a muovere la palla come nei playoff della scorsa stagione e ne scaturiscono tiri puliti dal perimetro. Leonard ne beneficia più di tutti, sfruttando le scorribande centrali di Parker (15 a metà gara), mettendo due triple che tagliano le gambe ai Kings. Bonner bacia la retina sul suono della sirena per il definitivo +10 all'intervallo: 61-51.

Gli Spurs non si fermano dopo lo stop lungo e ripartono da dove avevano lasciato, provando a coinvolgere anche un Tim Duncan sonnecchiante durante la prima frazione di gioco: 15-8 di parziale e massimo vantaggio firmato dal duo Francia e Caraibi. Proprio quando sembra che i californiani siano sul punto di alzare bandiera bianca, sorprende la loro forza di coesione e gruppo. La reazione di Gay e compagni è encomiabile: 21-12 e Kings a meno 8 all'ultima sirena con McLemore che nel break contribuisce con 9 punti fondamentali, oltre ai 6 di Gay e 4 di Collison (che però forza un pò). Nonostante lo sforzo per la rimonta, il cinismo e la superiorità dei padroni di casa fa la differenza, stavolta decisiva, ad inizio quarto periodo: 6 di Parker e 5 di Leonard (4/6 dalla lunga distanza) sanciscono l'allungo decisivo sul 107-94 dal quale gli ospiti non riescono più a rialzarsi. Collison prova a ridurre quantomeno il gap finale con 5 punti personali (15 alla fine), ma nulla può per evitare la seconda sconfitta di fila.

Le percentuali, così come il gioco mostrato in campo dai Kings confermano la crescita esponenziale della squadra di Malone. La franchigia californiana tira perfettamente dal campo, da tre come da due e domina a rimbalzo. Nonostante ciò le palle perse e la poca difesa su Parker, dominante a tratti, hanno causato la sconfitta. La differenza di punti nel pitturato (52-36) rimarca e sottolinea, oltre all'assenza di Cousins, l'incidenza delle penetrazioni di Parker. 

"E' solo una voce differente, ci stiamo abituando. Ma penso che nello spogliatoio abbiamo tutti molto rispetto per Messina. Noi giocatori Europei lo conosciamo e sappiamo cos'ha fatto in Europa e lo rispettiamo molto", ha commentato Tony Parker alla fine del match. Gli fa subito eco Manu Ginobili: "Abbiamo giocato diversamente rispetto alle ultime gare. Abbiamo tirato molto meglio, tirando il 50% da tre rispetto al 30% delle scorse gare. Abbiamo mosso benissimo la palla, facendo molti assist. Abbiamo attaccato molto bene"

"Non eravamo nella giusta condizione per perdere un uomo così importante nelle nostre rotazioni. E non puoi concederlo contro una squadra come San Antonio. Non stavamo bene a Houston e questa sera abbiamo stavamo anche peggio" ha dichiarato un Darren Collison visibilmente deluso per la sconfitta. Sebbene l'assenza di Cousins sia pesantissima è rimarchevole che i Kings restino delusi per una prova comunque soddisfacente nonostante la sconfitta. Coach Malone proprio per questo, esalta i suoi uomini, in particolare il duo Collison-Gay: "Il fatto che abbiano giocato non al 100% delle loro condizioni, è fantastico e li ringrazio. Quando hanno visto che DeMarcus era out, hanno deciso di andare in campo ad aiutare i loro compagni di squadra. E' stato un grande attestato da parte loro". 

Gli Spurs voleranno adesso a Boston, dove domenica inizierà il loro tour ad Est. Per i Kings invece ritorno a casa, dove ospiteranno la migliore squadra in questo momento della Nba: i Memphis Griezzlies di Conley, Randolph e Gasol. 

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