Adam Silver medita: "16 migliori ai playoff? Perché no"

Il Commissioner della Nba ha ammesso il problema dello squilibrio di valori tra le conference della Lega e sta pensando e studiando ad una formula che permetta alle migliori squadre di sfidarsi nella postseason.

Adam Silver medita: "16 migliori ai playoff? Perché no"
Adam Silver medita: "16 migliori ai playoff? Perché no"

Come si migliora un sistema, un meccanismo come la Nba pressocchè perfetto? Come si aumenta il livello dello spettacolo e della competitività della Lega più bella sul pianeta? Beh, è anche per questo motivo che l'Nba è arrivata a questo livello di notorietà e di sviluppo. Una costante ricerca della perfezione, dello spettacolo, del migliorarsi. Sempre. Comunque. La voglia di offrire un prodotto sempre migliore per qualità d'espressione. 

La Nba non si ferma. Mai. Non solo in campo, ma anche negli uffici. In particolare in quello di Adam Silver, giovane commissioner che è entrato in punta di piedi nel quartier generale della Nba, ma che si sta assestando ed imponendo come figura sicura, affidabile, carismatica e perentoria. La Nba guarda al meglio e cerca nelle strutture di un meccanismo perfetto (quasi), il bandolo di una matassa che da qualche anno a questa parte stenta a trovare soluzione. Il problema è sorto qualche stagione fa, con la migrazione di un blocco di giocatori verso la parte occidentale degli Stati Uniti d'America di stampo cestistico: la disparità di qualità e di valore tra le due Conference è netto, e sta andando nel tempo accentuandosi, creando alcune ripercussioni anche, se non soprattutto, nella postseason. 

IL QUADRO - Ad oggi, dando uno sguardo alle due classifiche (che troverete più sotto) balza all'attenzione dei lettori, o degli appassionati, la clamorosa differenza di record tra le squadre della Western Conference rispetto ai dirimpettai della Eastern. Ma la cosa che più preoccupa la Nba, i tifosi, ma sopratutto Silver, è vedere come ad Est per raggiungere la soglia dei playoff basti davvero un minimo sforso rispetto all'enorme fatica che si fa dalla parte opposta. Seppur ad oriente ci siano ben sei squadre coinvolte ancora nella lotta ai playoff (il che denota la scarsa competitività n.d.r.), la percentuale di vittorie in relazione alle sconfitte è ridicola rispetto a quella della parte occidentale. In questo momento ad Est sarebbero qualificati ai Playoffs sia gli Charlotte Bobcats (22 vittorie, 45%), sia i Brooklyn Nets (21 vittorie, 43%), mentre resterebbero fuori Miami (21), Detroit (20), Boston ed Indiana (19 pro capite). Cosa succede invece ad Ovest? Le squadre in lizza per un posto al sole (uno, perchè le altre sette sono di un livello troppo più elevato) sono tre: Phoenix Suns (29-23, 56%), New Orleans Pelicans (27-23, 54%) e Oklahoma City Thunder (25-25, 50%). Tre squadre che se fossero dalla parte opposta dell'America starebbero già pensando a programmare una preparazione per la postseason. Com'è possibile tanta disparità? Com'è possibile che due di queste tre squadre, palesemente superiori rispetto a molte dell'altra, non vadano ai playoff?

Ecco, proprio su questo si sta interrogando in primis il Commissioner della Nba, Adam Silver, voglioso di migliorare questo sistema e renderlo maggiormente meritocratico. Un'eventualità potrebbe essere, come detto in questi giorni, unire le classifiche e mandare alla postseason le migliori sedici squadre, senza distinsioni di conference o altro. Le migliori sedici squadre, senza se, senza ma. Una soluzione proposta allo stesso Silver non più tardi di qualche ora fa. Ecco la sua risposta: “Vogliamo vedere le squadre migliori ai playoff, e al momento ci sono disequilibrio e una certa ingiustizia. I playoff sono un’area in cui penso dobbiamo fare dei cambiamenti, e dopo aver studiato nel mio primo anno in carica ora penso sia il momento di agire. Le migliori 16 in unico tabellone? E’ il tipo di proposta a cui penso dovremo guardare. Ovviamente ci sarebbero problemi di viaggi, ma oggi ogni squadra ha il proprio aereo privato. Molti proprietari pensano che serva un cambiamento: ne parleremo con il comitato per la competizione e vedremo cosa fare. Ma la discussione non finisce qui”.

Non sarà affatto facile modificare e cambiare un sistema che gira già alla perfezione, ma si sa, la perfezione non esiste. Silver e la Nba lo sanno e s'interrogano sulla fattibilità dell'operazione e soprattutto sul formato da utilizzare qualora la necessità di cambiamento sia maggiore della voglia di preservare la parte storica della Nba, le Conference. 


Share on Facebook