Nba Finals, Curry lancia i Warriors sul 3-2, a Cleveland non basta uno strepitoso LeBron

L'equilibrio regna sovrano nella cruciale pivotal game alla Oracle Arena. Golden State e Cleveland si danno battaglia per tre quarti, ma nel finale, al termine di un'eccezionale sfida individuale tra Curry e James, sono i Warriors a prevalere, portandosi sul 3-2 nella serie. Gara-6 è in programma martedì sera in Ohio.

Nba Finals, Curry lancia i Warriors sul 3-2, a Cleveland non basta uno strepitoso LeBron
Nba Finals, Curry lancia i Warriors sul 3-2, a Cleveland non basta uno strepitoso LeBron

Una spettacolare gara-5 della serie finale Nba si chiude 104-91 in favore dei padroni di casa dei Golden State Warriors contro i mai domi Cleveland Cavaliers di un irreale LeBron James, autore di un'altra tripla doppia da 40 punti, 14 rimbalzi e 11 assist. Dopo tre quarti di assoluto equilibrio, è l'ultimo parziale a decidere il match, con Curry e James a duellare a colpi di triple e magie, dando luogo a un confronto eccezionale che costituisce un vero e proprio spot per il basket a stelle e strisce. In una gara tanto tirata la differenza si coglie nei dettagli, nella produzione inattesa di Barbosa e Barnes per i Warriors, e nella stanchezza dei Cavs, arrivati con le gomme sgonfie agli ultimi cinque minuti di partita, con il solo LeBron a sopportare il peso dell'attacco dei suoi.

L'inizio non è dei più promettenti dal punto di vista dello spettacolo. Mani fredde da una parte e dall'altra, intensità a mille e rimbalzi offensivi sono le note salienti dei primi tre minuti di gara. Poi i padroni di casa provano a scappare, grazie all'attivismo di Draymond Green e alle giocate di Klay Thompson, ma vengono immediatamente riacciuffati sul 22 pari a fine parziale dagli ospiti, che vedono finalmente scuotersi Jr Smith, unico vero realizzatore della squadra oltre a LBJ, che con tre triple consecutive raffredda i bollenti spiriti che animano la Oracle Arena. Proprio un flagrant foul (di tipo 1) dello stesso Smith su Green (gomitata per cercare di forzare un blocco) toglie ritmo all'ex giocatore di Nuggets e Knicks, le cui percentuali al tiro caleranno drasticamente nel corso della partita. David Blatt si ripresenta con il quintetto tradizionale, con Timo Mozgov e Tristan Thompson da interni, salvo modificare in fretta il suo schieramento, sostituendo il russo con James Jones, fino ad estremizzare il concetto di quintetto piccolo arrivando a schierare James da numero 5 in compagnia di Jones, Shumpert, Smith e Dellavedova. La modifica tattica di Cleveland riscuote subito un discreto successo, costringendo gli avversari a fronteggiare schemi inediti per questa serie. Si rivede anche Mike Miller, uno dei veterani il cui mancato utilizzo nelle gare precedenti aveva fatto discutere critica e appassionati, mentre non vi è traccia di Marion e Perkins, tenuti in panchina per l'intera durata della contesa.

Il secondo quarto si apre con la sensazione che i Cavs possano ripetere l'impresa di gara-2. I numeri di James sono, frazione per frazione, i medesimi già collezionati nei primi tre confronti. 40 punti con 34 tentativi dal campo costituiscono il fatturato medio del Prescelto, costretto a sobbarcarsi una mole di lavoro fuori dall'ordinario per sopperire alle lacune offensive dei suoi. I Warriors ricevono al contrario un contributo ben più significativo dalla propria panchina, in virtù della grande serata al tiro del brasiliano Leandro Barbosa (13 punti con 4 su 5 dal campo) e dell'apporto del veterano Livingston, perfetto a entrare nelle pieghe della partita e a leggere le situazioni che la difesa avversaria gli propone. Steve Kerr fa fuori Bogut (neanche un minuto per lui), riconfermando le scelte dell'ultima gara alla Quicken Loans Arena, con Iguodala in quintetto e Lee come cambio di Green. Il match avanza sui binari dell'equlibrio, con i padroni di casa in vantaggio 51-50 all'intervallo lungo, grazie a una schiacciata di Harrison Barnes su rimbalzo offensivo negli ultimi secondi del tempo.

Dopo la pausa Blatt ripresenta in campo il quintetto con il solo Thompson da interno, escludendo Mozgov per adeguarsi allo schieramento avversario. I Cavs si affidano quasi esclusivamente a James, costretto a prendersi tiri in isolamento in ogni possesso contro la solita, competente difesa di Andre Iguodala, ancora una volta decisivo sui due lati del campo (da cinema un suo circus shot nel quarto quarto). Tristan Thompson fa la voce grossa sotto i tabelloni, spazzando via i rivali a rimbalzo offensivo (per lui doppia doppia da 19 e 10), e così Cleveland mette addirittura la freccia per il sorpasso, fino al 66-65 sul finire del terzo periodo, quando una tripla di un Curry sontuoso, in versione mvp (37 punti complessivi), riporta avanti i suoi Warriors, che approfittano degli ultimi 100 secondi di frazione in cui James è a riposo per chiudere sul 73-67.

Il quarto parziale è da consegnare agli annali. James attacca il canestro con tutta la ferocia che ha dentro, si prende tiri impossibili da tutte le posizioni del campo, mostrando un repertorio vastissimo e un carattere da fuoriclasse assoluto. Qui si accende Curry che, dopo una penetrazione al ferro con il consueto ball-handling che lascia fermi i difensori avversari, spara due triple in faccia a Matt Dellavedova per un allungo che pare decisivo. Iguodala e Barnes ci aggiungono due canestri importanti, ma il solito LeBron ricuce parzialmente lo strappo con una tripla senza ritmo nè coscienza. Steph gli risponde immediatamente con uno step-back da ballerino e con un tiro da 9 metri che si tuffa nel canestro come d'abitudine, per il 100-89 che induce Blatt a dichiarare la sconfitta richiamando il suo leader in panchina a un minuto dallo scadere dei regolamentari.

L'appuntamento è ora per domani sera (ore 3 della notte italiana), a Cleveland, Ohio, per gara-6, con i Cavs spalle al muro e i Warriors che hanno a diposizione il primo match point per la conquista del titolo. Golden State vuole chiudere la questione alla Quicken Loans Arena, consapevole che riportare la serie in California per la bella sarebbe molto rischioso. Nessuno a Oakland vuole al momento immaginare una gara-7, ancorchè in casa, contro LeBron James, autore di una serie memorabile, solo contro tutti, ma comunque ancora in grado di competere per il titolo.


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