Nba Finals, è il giorno di gara-6. Golden State a un passo dal titolo. James Mvp anche in caso di sconfitta?

I Warriors vogliono chiudere la pratica sul parquet della Quicken Loans Arena di Cleveland, mentre i padroni di casa cercano la vittoria per rimettere la serie in parità. E c'è già chi discute del premio di Mvp delle Finals.

Nba Finals, è il giorno di gara-6. Golden State a un passo dal titolo. James Mvp anche in caso di sconfitta?
Nba Finals, è il giorno di gara-6. Golden State a un passo dal titolo. James Mvp anche in caso di sconfitta?

Neanche il tempo di esaltare Stephen Curry e LeBron James per l'incredibile show messo in piedi nel quarto quarto di gara-5, che Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors si ritrovano gli uni contro gli altri sul parquet della Quicken Loans Arena nello Stato dell'Ohio per il sesto confronto delle Nba Finals 2015. I ragazzi di Steve Kerr sono a una vittoria dal riportare a Oakland il Larry O'Brien Trophy ("one more", ha scritto sul suo profilo Facebook Steph), mentre James e compagni vogliono far tornare la serie in parità per poi giocarsi tutto nella "bella " in California.

Tutta l'attenzione mediatica è per il duello a distanza - ma neanche troppo - tra Curry e LeBron, attesi ad un altro confronto tra superstar. I 37 punti del numero 30 in maglia Warriors e la consueta tripla doppia di James, con tanto di quarantello alla voce punti segnati, hanno contribuito ad aumentare la pressione su gara-6. Golden State ha a disposizione il primo match point per chiudere ogni discorso per il titolo, ma sono in pochi in quel di Oakland a voler immaginare un ritorno alla Oracle Arena per il settimo atto delle Finals. Troppo dominante il LeBron di questi playoff per permettersi di alzare le mani dal manubrio a volata non ancora terminata. Ecco perchè Steve Kerr, che le finali Nba le conosce bene avendole vissute più volte da giocatore, ha intenzione di chiudere la stagione stasera (ore 3 della notte italiana) alla Quicken Loans Arena. L'inerzia della serie sembra essere tutta a vantaggio di Golden State che, come nella semifinale di Conference contro i Memphis Grizzlies, sotto 2-1 ha trovato la forza e il talento per ribaltare le sorti della contesa, soprattutto grazie alla scelta del suo coach di ricorrere con continuità al quintetto piccolo, con Andre Iguodala perno della squadra ("Sa fare tutto e lo fa sempre benissimo", ha detto di lui Kerr).

Dall'altra parte, i Cleveland Cavs sono ancora una volta costretti a verificare quanta benzina sia rimasta nel serbatoio, con la spia della riserva accesa negli ultimi minuti di gara-5. James non è certo tipo da farsi intimorire da una partita da dentro o fuori come quella di stanotte, tanto da aver risposto piccato alle domande sulla pressione che c'è su di lui e sulla sua squadra. Coach David Blatt si è adeguato allo schieramento avversario, lasciando a sedere il russo Timo Mozgov (grande protagonista nelle prime quattro partite) per passare al sistema che prevede LeBron da 4 (o addirittura da centro, sempre che i ruoli possano essere ancora considerati nel loro aspetto statico), con Tristan Thompson a lavorare sotto i tabelloni contro il suo omologo Draymond Green. Cleveland confida in un'altra prova d'autore del suo figlio prediletto ("Le sue non sono triple doppie - ha dichiarato Grant Hill - ma numeri irreali, mai visti in precedenza") e nella spinta del pubblico di casa per sopperire alle lacune tecniche del proprio organico, privo di Irving e Love, senza tralasciare di preoccuparsi dell'aspetto atletico, finora tutto a vantaggio degli avversari.

Sarà ancora sfida tra Curry e James, dunque. O, come sostengono in tanti, tra la miglior squadra al mondo e il più forte giocatore al mondo, al punto che non sono mancate le opinioni di chi, in queste ore, ha sostenuto che il premio di Mvp delle Finals debba andare comunque a LeBron, a prescindere da un'eventuale sconfitta dei Cavs. James come Jerry West, unico a ricevere l'onorificenza oggi intitolata al grande Bill Russell, dopo aver perso le finali nel 1969 contro i Boston Celtics. Le cifre, e non solo quelle, di LBJ rendono non così peregrina l'ipotesi di un'assegnazione disgiunta dei due awards delle Finals. Difficile fare pronostici al riguardo anche perchè l'altro candidato al premio di most valuable player della serie è proprio Stephen Curry che, dopo un avvio difficile, ha ripreso a scintillare come d'abitudine, con due gare da reale fenomeno. Discorsi forse prematuri, ma che acquisteranno maggior consistenza dopo la gara di stanotte, che dirà a tutti gli appassionati di pallacanestro se i Warriors riscriveranno la storia della franchigia dopo quarant'anni dall'ultimo titolo, o se i Cavs riusciranno a forzare la terza gara-7 degli ultimi sei anni, dopo quelle del 2010 tra Lakers e Celtics e del 2013 tra Heat e Spurs.


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