Nba, Mark Cuban propone i playoff a 20 squadre: "Troppi team giocano a perdere"

Ecco la nuova idea del proprietario dei Dallas Mavericks: aggiungere due squadre per Conference alla griglia dei playoff, in un nuovo formato che sconvolgerebbe l'assetto dell'Nba attuale.

Nba, Mark Cuban propone i playoff a 20 squadre: "Troppi team giocano a perdere"
Nba, Mark Cuban propone i playoff a 20 squadre: "Troppi team giocano a perdere"

Il vulcanico proprietario dei Dallas Mavericks Marc Cuban, già alle prese con un'estate difficile nell'allestimento di un roster competitivo da mettere a disposizione del suo coach Rick Carlisle, ha appena tirato fuori dal suo capiente cilindro un'altra proposta destinata a far discutere. Stavolta non si tratta della solita, stucchevole polemica con giocatori e/o giornalisti (chiedere a Chris Broussard di Espn per informazioni), ma di un'idea interessante, diretta a stravolgere il calendario Nba e il formato di tutta la post-season

Per l'occasione Cuban si rivolge a tutti i proprietari delle altre 29 franchigie della lega: "Si è parlato spesso recentemente della disparità di talento tra le due Conference - esordisce l'owner di Dallas via Cyber Dust -  allora vi chiedo: perchè solo otto squadre per Conference possono fare i playoff? Perchè non dieci? Un numero maggiore di team alla postseason ridurrebbe le possibilità di vedere delle ottime squadre fuori dai playoff. In tal modo sarebbe anche più difficile continuare a giocare a perdere, essendovi uno stimolo ulteriore per allungare la stagione. Inoltre i team flagellati da infortuni avrebbero più occasioni per recuperare la loro naturale posizione". 

L'idea di Cuban sarebbe dunque quella di far scontrare in un primo turno preliminare in una serie al meglio delle cinque partite le squadre classificate dalla posizione numero 7 a quella numero 10, senza intaccare dunque la distinzione tra Western ed Eastern Conference. Per esemplificare, stando a questa proposta, nei playoff del 2015 ad Ovest vi sarebbero state due serie iniziali (tra i Dallas Mavericks, settima classificata del tabellone e i Phoenix Suns finiti decimi, e tra gli Oklahoma City Thunder, noni, a sfidare i New Orleans Pelicans, ottavi), per poi inserire le vincenti nel tabellone ordinario contro i primi e i secondi arrivati dopo la regular season (Golden State Warriors e Houston Rockets nello schema dell'ultima stagione).

Il nuovo formato, che presenterebbe il vantaggio di includere nella postseason squadre di grande talento, penalizzate dalla competitività di una delle due Conference - la Western in questo periodo storico - non ha tuttavia ancora trovato riscontri positivi nel mondo Nba. C'è chi sottolinea come l'innovativa versione di Cuban comporterebbe problemi logistici e di calendario; altri, invece, fanno notare che in tal modo si aprirebberero le porte dei playoff anche a due squadre in più ad Est, abbassando ancor di più il livello del basket di quella Conference, con il fondato pericolo di portare alla postseason team ben al di sotto della percentuale del 50% di vittorie.

La proposta di Cuban presenta indubbiamente alcune storture che la renderanno irricevibile dalle parti del commissioner Adam Silver, ma ha quantomeno il merito di riaccendere l'interesse sulla questione del tanking (la corsa a perdere per avere maggiori chance in ottica Draft), sulla differenza di qualità ad oggi esistente tra Est e Ovest dell'Nba e sul problema degli infortuni, vera e propria piaga per lo spettacolo del basket più bello del mondo. Difficile prevedere come l'intera lega deciderà di procedere, posto che una decisione in merito venga poi effettivamente presa in un futuro non troppo remoto. Da tempo l'associazione giocatori chiede alla National Basketball Association una rivisitazione del calendario: troppe 82 partite di regular season da disputare in meno di sei mesi. Ma presso l'Olympic Tower di New York l'idea di accorciare la stagione regolare non viene al momento presa in considerazione, a causa delle difficoltà esistenti nel convincere sponsor e televisioni ad accettare una soluzione del genere. Un'opzione potrebbe essere invece quella di anticipare di un paio di settimane l'opening night, diluendo il restante calendario in un arco temporale leggermente più ampio. Adam Silver ha dichiarato che si tratta di questioni che sono tutte sulla sua scrivania, anche se attualmente non sembra prevista alcuna decisione al riguardo, nonostante l'idea di mixare le due Conference si stia facendo sempre più largo all'interno dell'Nba.


Share on Facebook